Sesta tappa del Giro a Pelayo Sanchez

Una tappa corsa senza un momento di respiro con i corridori a darsi battaglia ad un ritmo folle. Scatti e controscatti ad una media, nella prima ora, di 51,8 km/h. Ci hanno provato a turno in tanti a scappare sui colli senesi ma tutti gli attacchi sono stati respinti dal gruppo. La sesta tappa del Giro d’Italia, con arrivo a Rapolano Terme (Siena), dopo gli spettacolari sterrati delle Strade Bianche, la vince lo spagnolo Pelayo Sanchez allo sprint. Al suo terzo successo in carriera, il 24enne della Movistar prima rischia di cadere e poi batte in volata il due volte campione del mondo e rinato Julian Alaphilippe (Soudal Quick - Step) e il giovane campione australiano Luke Plapp (Team Jayco Alula) che nei 180 km di una tappa tutta corsa in Toscana ha più volte indossato la maglia rosa virtuale. Una maglia che, invece, rimane saldamente sulle spalle di Tadej Pogacar. Il campione sloveno, insieme ai suoi compagni di squadra della UAE Emirates, ha preferito rimanere in controllo e quando sono arrivati i tre sterrati di Vidritta, Bagnaia e Pievina, dove a marzo firmò l’impresa con una fuga di 80 km, si è messo nelle posizioni di testa del gruppo riportando il distacco dai fuggitivi, arrivato ad oltre 3’, al di sotto dei 30’’. Un’ulteriore dimostrazione di forza in vista della crono individuale di domani da Foligno a Perugia.
Risparmiare energie
«Abbiamo fatto un ottimo lavoro. Una giornata davvero dura, un gruppo molto nervoso. Ci siamo concentrati a rimanere in sella alla bici e risparmiare energie», ha detto all’arrivo la maglia rosa. Fin dal via, da Torre del Lago (Lucca), c’è stata bagarre. In testa alla classifica generale tutto rimane invariato. Dietro a Pogacar, il britannico Geraint Thomas a 46’’ e il colombiano Daniel Felipe Martinez a 47’’. La settimana tappa, la crono individuale in programma domani sarà divisa in due. La prima parte, di circa 32 km, pianeggiante porta ai piedi di Perugia. Ultimi km tutti a salire con pendenze anche in doppia cifra. Diverse curve e contropendenze prima degli ampi tornanti finali che vanno al rettilineo di arrivo. A 6,4 km dal traguardo i 1.300 mt di Casaglia a quasi il 12% con punte del 16% di pendenza. Retta finale di 250 m su un lastricato di sei metri di larghezza.