«Talenti ammirati sotto casa e ritrovati poi in televisione»

Il Centro Esposizioni Conza si appresta a ospitare, nuovamente, il Challenger Città di Lugano, giunto alla sua sesta edizione. Una realtà, questa, ormai consolidata. L’occasione, per tutti gli appassionati di tennis, è davvero ghiotta: a partire da domenica si potrà assistere dal vivo a una serie di match di altissimo livello.
Tra i migliori della categoria
Luca Margaroli, che organizza questo evento - assieme al padre Riccardo, direttore del torneo, e al resto della famiglia - ci ha presentato la manifestazione. «Grazie all’aiuto dei nostri sponsor siamo riusciti a garantire una continuità all’appuntamento. Anno dopo anno, le richieste dell’ATP sono aumentate e il tutto è divenuto vieppiù professionale. La conseguenza, logicamente, è stata un aumento dei costi». L’entusiasmo che si genera nel corso della settimana di partite - il primo turno delle qualificazioni è previsto domenica 22 febbraio, mentre la finale si disputerà il 1. marzo - dimostra però che ne vale ancora la pena. «Sì, ci rendiamo conto che i nostri sforzi vengono ripagati e la risposta del pubblico ne è una fedele testimonianza. È questa, in fondo, la cosa più importante». Al pari di quanto accaduto nelle passate edizioni, tra l’altro, anche quest’anno i match di cartello saranno inseriti nella sessione serale, ovvero a partire dalle 18, cosicché un maggior numero di persone possa assistere alle sfide dei protagonisti più attesi.
Rispetto a dodici mesi or sono - quando la tappa di Lugano era un unicum in Europa, in quel periodo dell’anno - tra pochi giorni vi sarà la concorrenza del Challenger 100 di Saint-Brieuc. Questo aspetto ha complicato le cose? «A dire il vero cambia poco - ha risposto Margaroli - perché il livello resta davvero notevole e l’evento, per la categoria Challenger 75, si configura come uno dei migliori in calendario. Quello francese è un torneo poco più grande del nostro, che diventa forse più appetibile per coloro che vanno dalla 90. posizione mondiale alla 110 circa». Il “cut-off” - ossia il confine, in termini di classifica, di chi entra direttamente nel tabellone principale - a Lugano è in ogni caso molto simile a quello delle scorse edizioni e si aggira attorno al 240. rango. Alcuni dei giocatori, poi, sono volti già noti alle nostre latitudini. «Tornano qui perché apprezzano il torneo. Inoltre, a Lugano si sta indubbiamente bene. E questo aiuta».
Un mix interessante
Già, ma a tal proposito, quali saranno i nomi presenti a Lugano dal prossimo weekend? «La testa di serie numero uno è il promettente norvegese Nicolai Budkov Kjaer, attualmente numero 133 del mondo. Il talento 19.enne - ha precisato - sul finire della passata stagione ha preso parte alle Next Gen ATP Finals, spingendosi peraltro fino alle semifinali». Lo stesso traguardo raggiunto da Nishesh Basavareddy (ATP 192, ma già top 100 nel 2025), un altro giovane da tenere d’occhio al pari del britannico Arthur Fery (157). Oltre a queste promesse, non mancano neppure alcuni veterani del circuito. «Il mix di età dei partecipanti trovo che sia l’aspetto più affascinante dei tornei Challenger. Scenderanno in campo dei giovani in rampa di lancio - diversi dei quali sono stati nelle primissime posizioni a livello junior, ha specificato Margaroli - che saranno contrapposti a un gruppo di giocatori più esperti che bazzicano per il circuito da svariati anni.
Le ambizioni dei rossocrociati
Non può mancare, infine, un pacchetto rossocrociato con i fiocchi. Nel “main draw” - oltre a Marc-Andrea Hüsler, Mika Brunold e Dominic Stricker (trionfatore nella prima edizione, quella del 2021) - sono attesissimi il giovane Henry Bernet (500) e il ticinese Rémy Bertola (212). «Bernet è il nuovo che avanza e con sé porta aspettative notevoli. Trovo che - nonostante la tenera età, è del 2007 - sia già un grandissimo giocatore. E ha avuto modo di dimostrarlo all’ATP 500 di Basilea, quando ha portato fino al terzo set nientepopodimeno che Jakub Mensik (16). Il suo livello - ha affermato Luca Margaroli - è davvero alto e potenzialmente, a Lugano, potrebbe essere in grado di raggiungere la finale o vincere addirittura il torneo». Bertola, invece, sarà il padrone di casa. Attualmente sta vivendo il momento migliore della sua carriera e ha raggiunto una classifica tale per cui gli sarà possibile prendere parte alle qualificazioni del Roland Garros e, verosimilmente, anche a quelle di Wimbledon. «Mi fa veramente piacere - ha detto Margaroli, che lo conosce da tempo - perché si merita tutto ciò. Il suo livello di gioco continua ad alzarsi e recentemente - con la finale conquistata al Challenger 125 di Quimper - ha ottenuto il suo miglior risultato. Senza dimenticare, poi, il brillante percorso inscenato lo scorso mese di ottobre a Basilea».
Illustri predecessori
Ci si attende, dunque, un altro torneo di grande livello e qualcuno dei presenti, forse, sarà in grado di emulare alcuni dei giocatori che - una volta passati da Lugano - hanno visto i successi legati alla propria carriera impennarsi. Una soddisfazione, questa, anche per gli organizzatori del torneo. «Sì, ci fa indubbiamente un enorme piacere assistere a parabole del genere. Pensiamo, ad esempio, al belga Collignon (59) - l’anno scorso finalista - autore di una crescita considerevole che ora gli ha permesso di stabilizzarsi nei piani alti del ranking ATP. Anche il suo connazionale Bergs (44) - che ha partecipato in due occasioni - aveva qualcosa in più rispetto ai suoi avversari, sul circuito Challenger. Tanti giocatori passati da qui, a cominciare dai vari campioni (Virtanen, Nardi o Stricker) - ricorda Margaroli - hanno saputo imporsi ai massimi livelli nell’ATP Tour. Quelli stessi talenti che puoi ammirare a Lugano, a pochi passi da casa, nel giro di poco tempo te li ritrovi in televisione».
