Hockey

Tapola: «Questa diventa un' occasione per diventare più forti»

I tecnico dei leventinesi crede che il penultimo posto, e la conseguente finale playout, possa rivelarsi utile anche per il futuro - Il finlandese, anche nella vittoria contro il Berna, ha lasciato in sovrannumero Pestoni: «È soprattutto una questione di intensità»
©Keystone/Andrea Branca
Alex Isenburg
08.03.2026 17:01

Lo scenario che si stava delineando ieri sera, in quel di Ambrì, pareva quasi idilliaco. Per alcuni minuti, infatti, la festa leventinese – scaturita al termine del convincente successo ai danni del Berna – si è ulteriormente accesa. Con i giocatori biancoblù rivolti verso la propria curva – e guidati da Borradori nel canonico ‘‘geyser sound’’ – l’intera Gottardo Arena ha a dir poco sussultato di fronte al tabellone principale che segnava il nuovo vantaggio del Lugano al cospetto del Kloten. No, non si trattava di un improvviso affetto nei confronti degli eterni rivali bianconeri, ma una vittoria piena dei “cugini” – sulla falsariga di quanto accaduto all’ultima partita della scorsa regular season – avrebbe sorriso all’Ambrì Piotta. «Per metterla sul ridere – ha raccontato Isacco Dotti – per una volta tutti noi abbiamo tifato per il Lugano». Alla fine, tuttavia, anche il gol di Alatalo – dopo quello già tolto a Thürkauf – non è stato convalidato e l’Ambrì, malgrado il successo, ha dovuto arrendersi al suo destino. Gli aviatori sono salvi e da domani sera saranno in vacanza, mentre i leventinesi sono ormai certamente condannati al tredicesimo posto in classica, sinonimo di finale playout.

«La classifica non mente»

La serata, quindi, è stata dolceamara. Da un lato, infatti, la gioia per i tre punti e la consapevolezza di aver disputato una partita a tratti brillante. Perfino una delle migliori dell’intera stagione. L’altra faccia della medaglia – quella che invero conta di più, purtroppo – ha comportato una notevole dose di frustrazione. E pure qualche rimpianto, poiché giocando sempre in questa maniera sarebbe stato assai improbabile vedere l’Ambrì al penultimo posto della graduatoria. «Sì, però è inutile pensarci adesso – ha affermato Dotti, autore del momentaneo 1-0 contro gli Orsi – il passato, d’altronde, non si può cambiare. Abbiamo dimostrato, anche a noi stessi, ciò di cui abbiamo bisogno: questa è la via giusta per finire bene la stagione».

La compagine di casa per i primi due terzi del confronto è stata dominante. Tanto che, fino a metà partita, il pur modesto Berna – giunto in Ticino senza diversi uomini e con appena undici attaccanti – aveva sollecitato Philip Wüthrich (confermato, a giusta ragione, tra i pali) in sole quattro circostanze. L’unica pecca dell’Ambrì è stata quella di non chiudere anzitempo la contesa, ma nel corso della terza frazione – quando la pressione degli ospiti è aumentata – la compagine biancoblù è riuscita ad archiviare la pendenza grazie alla doppietta di Joly. Tuttavia, il gol decisivo – sia in termini di risultato, sia dal punto visto morale – si è rivelato quello di Heim, giunto poco prima della seconda sirena e soprattutto a distanza di 1’34’’ dal provvisorio pareggio siglato da Bemström. «In termini di unità di squadra – ha confermato Jussi Tapola – abbiamo fatto un grande passo in avanti. Sulla panchina ho sempre percepito uno spirito positivo, anche dopo il pareggio che è coinciso con la loro prima chance del periodo centrale». L’allenatore finlandese, da noi sollecitato a proposito del discusso e discutibile gol del Lugano – che avrebbe potuto cambiare le carte in tavola – non ha cercato scuse. «Non ho rivisto le immagini ma non mi soffermo sulle decisioni arbitrali. Poi, non possiamo lamentarci di come abbiamo giocato un’intera stagione composta da 52 partite: la classifica è sempre onesta».

«Rispettiamo l’Ajoie»

La regular season dell’Ambrì si chiude domani sera – senza Müller, squalificato – a Rapperswil. Una sfida, questa, che per la classifica non conta nulla, ma non per questo è da considerarsi inutile. «I giocatori devono trovare la motivazione dentro di sé – ha spiegato il tecnico finnico – e non dobbiamo abbassare il nostro livello. Spero che riusciremo a continuare nel modo giusto il nostro percorso, indipendentemente da chi affrontiamo e da quale sia il contesto. Inoltre, è fondamentale arrivare ai playout con la piena fiducia nei propri mezzi». L’imminente post-season, peraltro, potrebbe perfino rafforzare la squadra in ottica futura. «È una buona occasione per i nostri giocatori per diventare più forti. L’esperienza che si prova, quando si lotta per non retrocedere, risulta importante negli anni a venire. È una situazione scomoda che porta tutti a lavorare ancor più duramente pur di evitarla».

In vista della serie contro l’Ajoie – che prenderà il via sabato 21 marzo, tra tredici giorni – quanto peso si può dare al recente successo colto proprio in terra giurassiana? «È positivo il fatto di aver uno scontro diretto ancora fresco, cosicché siamo consci del loro livello. Dispongono di stranieri di ottima caratura e che sono trascinanti. Sono davvero una buona squadra e li rispettiamo» – ha assicurato Tapola.

Un’altra esclusione per Inti

E chissà che contro gli uomini di Ireland, o forse già domai sera, il finlandese tornerà a schierare Pestoni, rimasto in sovrannumero contro il Berna. Non una novità, a dire, il vero, considerando che è la terza volta che accade nelle sette sfide sotto la sua guida. «È soprattutto una questione di intensità. So che non è stata una stagione facile per lui – ha ammesso il coach biancoblù – e, soprattutto per i più esperti, in questi casi non è evidente ristabilirsi da un’annata complicata. Spero che possa liberare la sua mente e lavorare con intensità, sforzandosi per tornare più forte di prima».

Nelle quattro occasioni in cui Tapola ha schierato l’attaccante ticinese – contro Lugano; Langnau; Zugo; Ajoie – lo ha inserito in quarta linea, limitando il suo minutaggio sempre al di sotto della soglia dei 13’ di gioco. Pestoni, però, ha ancora un anno di contratto e – considerando il recente accordo tra il club biancoblù e il suo tecnico, intenzionato a progettare una sorta di “rebuild” – bisogna capire se il numero 18 fa, o farà, ancora parte dei suoi piani. «Siamo solamente a marzo e quindi ancora lontani dal fare considerazioni future. Ogni giocatore che figura in questa rosa ha delle buone possibilità di rimanere, tanto più se dispone di un contratto ancora valido. Dal mio punto di vista – ha precisato Tapola – non importa l’età né la provenienza: ogni giocatore viene messo sullo stesso piano. Non si riceve un trattamento di favore perché si è l’idolo di casa. Io tratto ognuno nello stesso modo – ha chiosato – e quelle che sono le mie richieste valgono per chiunque».