Il tennista svizzero Mika Brunold: «È arrivato il momento di aprirmi, sono gay»

Mika Brunold, tennista svizzero di 21 anni, numero 307 del ranking ATP, ha scelto i social per aprirsi e, soprattutto, lanciare un messaggio: «Sento che è arrivato il momento di aprirmi e condividere con voi che sono gay». E ancora: «Come tennista professionista, ho passato innumerevoli ore a lavorare sul mio gioco, sul mio corpo e sulla mia mentalità. In tutto questo, una delle cose più importanti che ho imparato è che il successo in campo non riguarda solo l’abilità fisica: riguarda scoprire la propria personalità e rimanere fedeli a sé stessi. Ho pensato molto a come parlare di questo. E anche se non è sempre stato facile, nasconderlo e fingere di essere qualcuno che non sono non è mai stato un’opzione».
Brunold, capace di vincere tre titoli ITF in carriera e di raggiungere, quale miglior piazzamento, la posizione numero 289 della classifica mondiale, ha aggiunto: essere gay «significa anche affrontare la paura di non essere accettati, la pressione a restare in silenzio, la sensazione di essere diversi. Ma sono cresciuto. E sono orgoglioso della persona che sono oggi». Un anno fa, ad annunciare la propria omosessualità era stato il brasiliano Joao Lucas Reis da Silva, 25 anni, da poco balzato alla 187. posizione del ranking ATP. Era stato lui il primo tennista del circuito ATP a dichiarare di essere gay. «Non ho mai avuto un punto di riferimento nel mio sport; li avevo solo tra gli amici fuori dal campo, che mi hanno fatto capire che non c’era nulla di sbagliato in ciò che provavo» aveva detto Reis da Silva.
Nella storia del tennis maschile, gli esempi di giocatori dichiaratamente omosessuali sono pochissimi. Lo statunitense Bill Tilden, campione degli anni Venti e Trenta, ne parlò apertamente solamente dopo il ritiro. Lo stesso fece Brian Vahaly, numero 64 del mondo nel 2003, che svelò pubblicamente la sua omosessualità una volta appesa la racchetta al chioodo, nel 2007, ricevendo centinaia di messaggi d’odio. Bobby Blair, ottima promessa del tennis USA da junior nei primi anni Ottanta, dichiarò di essere gay soltanto nel 2014, l'anno del suo cinquantesimo compleanno, attraverso un libro di memorie, Hiding inside the baseline.
Ora, appunto, è Brunold ad aprirsi. All'insegna della normalità. «Ogni celebrità o sportivo che riesce ad ammettere di essere gay rende sempre meno difficoltoso farlo ed è proprio quello che vogliamo: che l’orientamento sessuale non sia più un problema» ha detto Martina Navratilova.
