Tennis

Novak Djokovic e il sogno del venticinquesimo titolo dello Slam

A 38 anni e 255 giorni, il serbo sarà il finalista più anziano di un Major – Di fronte, nell'ultimo atto degli Australian Open, ci sarà però Carlos Alcaraz
©JAMES ROSS
Red. Online
31.01.2026 12:00

Una partita. Una soltanto. Novak Djokovic è vicino, diciamo pure vicinissimo a un sogno. Anzi, al suo sogno: vincere lo Slam numero 25 della sua carriera. Più facile a dirsi che a farsi, considerando che di fronte, nella finale degli Australian Open in programma domani dalle 9.30, ci sarà un certo Carlos Alcaraz. Servirà un'altra impresa, proprio come quella firmata in semifinale contro Jannik Sinner

Venerdì, al termine della «serata più bella in termini di sostegno del pubblico» che abbia mai vissuto a Melbourne, Djokovic, dieci volte vincitore del torneo, ha ricordato il suo trionfo nel 2012 in finale contro Rafael Nadal. Vittoria in 5 set e 5 ore e 53 minuti. Come dire: potrei farcela, di nuovo, al cospetto di un altro spagnolo «ingiocabile». La pressione, sulle spalle e nella testa del «Djoker», evidentemente è altissima. C'è un altro ricordo, in queste ore, che sta facendo capolino negli articoli della stampa specializzata: la finale degli US Open 2021, quando Djokovic si ritrovò a tre set dal Grande Slam dopo aver vinto in serie Australian Open, Roland Garros e Wimbledon. A Flushing Meadows, tuttavia, il serbo crollò e cedette di schianto contro Daniil Medvedev, con il russo che conquistò il suo primo – e sin qui unico – Slam.

A questo giro, Djokovic affronterà nientepopodimeno che il numero 1 al mondo, il fenomeno che, assieme a Sinner, dal 2024 sta dominando la scena. «Spero di avere abbastanza energia per lottare fino all'ultimo e poi, che Dio decida» ha confidato il nativo di Belgrado dopo aver sconfitto Sinner. Da quando ha vinto il suo ventiquattresimo Major, agli US Open nel 2023, Djokovic è stato privato del titolo numero 25 già due volte. Con Alcaraz quale costante, a Wimbledon nel 2023 e nel 2024. Non solo, lo spagnolo gli ha sbarrato la strada anche in semifinale agli US Open nel 2025.

Oltre alla sua incomparabile esperienza, giocherà la sua trentottesima finale del Grande Slam, l'undicesima a Melbourne dove ha vinto appunto dieci volte, il serbo potrà contare sulla forza mentale che ha forgiato nel corso di due decenni nel tentativo di superare i suoi grandi rivali di sempre, Roger Federer e Rafael Nadal.

Detto che Djokovic ha ampiamente superato, in termini statistici, sia lo svizzero sia il mancino di Manacor, dentro e fuori il circuito il serbo non gode dello stesso capitale di simpatia di cui godono i due amici-nemici. Un non problema, di per sé, o se preferite un ulteriore stimolo a spingersi sempre un po' più in là:  «C'era un gruppo di esperti che, all'improvviso, voleva che mi ritirassi. Mi hanno dato la motivazione per dimostrare che si sbagliavano».

Djokovic, lungo il percorso, ha beneficiato del ritiro di Jakub Mensik e dell'abbandono di Lorenzo Musetti, che gli stava dando una lezione nei quarti. Il fisico, ormai la sua più grande debolezza, è dunque stato preservato, al netto dello sforzo contro Sinner. «Bisogna vedere come ci saremo ripresi fisicamente entrambi, perché anche lui ha disputato una partita molto impegnativa» ha detto al riguardo Novak. «Ma ha 15-16 anni meno di me...». Alcaraz ha infatti dovuto attingere alle sue ultime riserve per avere la meglio su Alexander Zverev.

Dopo aver superato i dolori alle gambe che gli hanno praticamente impedito di muoversi per più di un'ora, lo spagnolo ha sconfitto il tedesco in 5 ore e 27 minuti, cinque set e tre tie-break. Probabilmente, ha beneficiato della mancanza di grinta del suo avversario che, per sua stessa ammissione, non è stato abbastanza incisivo nel momento in cui Alcaraz era in difficoltà.

Lo spagnolo disputerà la sua prima finale a Melbourne, dove punta all'ultimo trofeo del Grande Slam che manca alla sua collezione, dopo due Roland-Garros nel 2024 e nel 2025, due Wimbledon nel 2023 e nel 2024 e due US Open nel 2022 e nel 2025. «Da un punto di vista biologico, per lui sarà un po' più facile recuperare rispetto a me» ha previsto Djokovic. A 22 anni e 272 giorni, Alcaraz potrebbe diventare il giocatore più giovane della storia a vincere un titolo in ciascuno dei quattro tornei del Grande Slam. A 38 anni e 255 giorni, Djokovic sarà invece il finalista più anziano di un torneo dello Slam e punterà al record assoluto e inavvicinabile di 25 Major. «Sia lui sia io scriviamo una pagina di storia ogni volta che giochiamo» ha osservato il più anziano dei due.

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