Una partenza falsa per Alcaraz però si può ancora rimediare

Le ATP Finals si possono vincere anche sbagliando una partita. È successo più volte nella storia del Masters e potrebbe accadere ancora. Il debuttante Carlos Alcaraz (ATP 2) ha perso in tre set la sua prima partita del gruppo rosso contro Alexander Zverev (7). Oggi pomeriggio (alle 14.30) tornerà in campo nel match contro Andrey Rublev, uscito battuto in due sole frazioni da Daniil Medvedev nel derby russo. Ora si tratta però di capire se l’iberico è in grado di ritrovare lo smalto che lo aveva contraddistinto nei sei primi mesi dell’anno fino al successo di Wimbledon, quando si era tolto la soddisfazione di superare sua maestà Novak Djokovic.
Ombra di sé stesso
Da Londra in poi il tennista di Murcia si è rivelato l’ombra di sé stesso perdendo sei partite senza vincere più un torneo. Se queste sono le premesse, è difficile che riesca a ritrovare lo spirito e l’energia per dare un nuovo volto alle sue prime finali ATP. Al PalaAlpitour «Carlito» si è presentato in tono minore, oltretutto con un problema non indifferente: una fascite plantare al piede destro. È difficile sapere fino a che punto questo infortunio lo infastidisce. Lui, correttamente, non ha cercato scuse limitandosi a sottolineare che la stagione è stata lunga e che è normale arrivare a metà novembre con qualche acciacco. Poi ha aggiunto: «Sono comunque qui a competere ai più alti livelli». E c’è da scommettere che anche nel suo secondo incontro ci metterà tutto il massimo impegno. Siccome a Djokovic bastava vincere una partita per assicurarsi il numero 1 del ranking mondiale per il 2023, Alcaraz ha voluto rendere omaggio al campione serbo. «Novak merita la leadership. Ha vinto tre titoli del Grande Slam. Ne ha perso uno solo arrivando in finale. In tutta la stagione è stato battuto solo 5 volte. È incredibile. Io ho lottato per restare al comando. Ho avuto ancora una chance nell’ultimo torneo ma non ho colto l’opportunità. Posso solo fargli le congratulazioni. Lotterò per avere un’altra possibilità il prossimo anno».
Chiudere in crescendo
Sembrano, queste, le dichiarazioni di fine anno. E, di fatto, lo sono. Ma Alcaraz ha ancora davanti a sé la possibilità di chiudere le ATP Finals in crescendo. Naturalmente dovrebbe spuntarla oggi contro Zverev e poi trovare ancora le energie per fermare un Daniil Medvedev che sembra comunque intenzionato ad andare il più lontano possibile in queste finali che aveva firmato nel 2020. Molti ritengono che Alcaraz sia l’erede naturale di Rafael Nadal. Il fenomeno di Murcia ha vent’anni e una carriera ancora tutta da scrivere. Come il maiorchino deve fare i conti con acciacchi, che per il momento sono però sopportabili. Con un gioco dispendioso sul piano fisico è facile «rompersi». Guardando in avanti, sarà per lui molto importante calibrare bene le forze. Evitare insomma di ritrovarsi regolarmente «rotto» o «spompato» a novembre. Nell’incredibile carriera di Rafa, manca un successo alle ATP Finals. Due volte era arrivato in finale e in entrambe le occasioni aveva dovuto arrendersi a due Maestri: nel 2010 a Federer, nel 2013 a Djokovic. Alla sua prima esperienza in questo torneo, Alcaraz ha capito che non è facile presentarsi nelle migliori condizioni. Eppure, nonostante tutto, sa che può ancora dire qualcosa e lotterà fino all’ultimo. Per offrire il meglio di sé e per regalare al pubblico del PalaAlpitour qualche sprazzo di genialità.
Holger Rune resta in corsa
A Holger Rune (ATP 8) sono bastati 20 minuti per conquistare il suo primo successo al PalaAlpitour di Torino. Il danese ha infatti approfittato del ritiro di Stefanos Tsitsipas (ATP 6), che ha gettato la spugna mentre era sotto 2-1 nel primo set. Il greco, che aveva già dato l’impressione di non essere nelle migliori condizioni domenica sera al debutto contro Jannik Sinner, ieri ha chiesto l’intervento del fisioterapista e poi ha capito che era meglio abbandonare. Già nel 2021 Tistispas, vincitore nell’edizione del 2019, era stato costretto a dare forfait. Due anni fa il giocatore aveva però rinunciato prima di affrontare la sua seconda partita del Round Robin. Uscito battuto domenica sera nel match d’esordio contro Djokovic, Rune ha ancora intatte le possibilità di guadagnarsi la semifinale. Al di là dei calcoli per quanto riguarda gli eventuali set vinti o persi, un successo domani nei confronti dell’italiano Jannik Sinner dovrebbe essere sufficiente per raggiungere l’obiettivo.
