Tennis

Wawrinka scalda i motori per l'Australian Open, Mezzadri: «Non vuole vivere la sua ultima stagione da comparsa»

Il tennista vodese si appresta a disputare il primo Slam del 2026 – «Negli ultimi match è apparso in forma, vorrà assaporare fino in fondo ogni emozione»
© KEYSTONE (EPA/MAST IRHAM)
Thomas Schürch
18.01.2026 06:00

Si scaldano i motori del tennis mondiale. Il primo grande appuntamento dell’anno, l'Open d’Australia, ha preso il via nella notte. Un torneo che si annuncia spettacolare, con i fuoriclasse Carlos Alcaraz e Jannik Sinner (rispettivamente numero 1 e 2 del ranking ATP) pronti a darsi nuovamente battaglia. Ma gli occhi degli appassionati saranno puntati anche su Stanislas Wawrinka, che vivrà la prima passerella importante del 2026, anno in cui concluderà la sua carriera. «Mi aspetto che disputi delle buone partite. Probabilmente non arriverà alla seconda settimana del torneo, ma penso si possa ancora togliere delle soddisfazioni» ci dice Claudio Mezzadri, ex tennista e commentatore televisivo. «Negli ultimi match disputati è apparso in forma. Sicuramente non vorrà vivere una stagione da semplice "comparsa", ma cercherà di assaporare fino in fondo ogni sensazione e ogni emozione».

Un palmarès notevole

A livello fisico, la capacità di recupero di un giocatore di 40 anni non è chiaramente paragonabile a quella di un 20enne, «ma "Stan" è sempre stato un grandissimo lavoratore, come testimonia la sua lunga carriera». Una carriera che lo ha visto conquistare – tra gli altri – tre titoli dello Slam (in altrettanti tornei), un oro olimpico in doppio e una Coppa Davis. «Parliamo di risultati straordinari, soprattutto se pensiamo che sono stati ottenuti nell’epoca di Roger Federer, Rafael Nadal, Novak Djokovic e Andy Murray», aggiunge Mezzadri.

La conquista dell’insalatiera

Parlando dei «Fab Four», il percorso di Wawrinka ha più volte incrociato quello di Federer, sia da avversario, sia da compagno nella squadra svizzera di Davis. «Roger è stato una presenza importante per "Stan’", prima come punto di riferimento e successivamente come amico». Un rapporto che ha fatto bene non solo a loro, ma a tutto il tennis svizzero… «Considero la vittoria in Davis del 2014 più di "Stan" che di Federer. Quando Roger perse il match d’esordio della finale con Monfils, Stanislas entrò in campo e lo "scortò" fuori, portando la sua borsa. Fu un gesto di grande impatto, che stava a significare "andiamo via e lasciamoci alle spalle questa partita, tanto li batteremo comunque"».

Un ragazzino dallo sguardo deciso

Mezzadri si appresta quindi a commentare le ultime pagine di una storia che ha saputo emozionare moltissimi tifosi, svizzeri e non. «Ricorderò sempre le battaglie epiche a cui ho assistito tra lui e Djokovic, al Roland Garros e agli US Open. Ma mi piace ripensare anche al primo incontro che ho avuto con "Stan" quando ero capitano della squadra svizzera di Davis: lui all’epoca era ancora un ragazzino, ma aveva uno sguardo deciso che mi colpì molto. Pensai che con quella determinazione avrebbe potuto fare strada nel mondo del tennis, e così è stato».  

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