Ticino Rangers, si fa sul serio

La Svizzera italiana torna a far sentire la sua voce nel panorama del baseball nazionale. A soli due anni dalla loro fondazione, i Ticino Rangers - guidati dal manager Benjamin Almonte - esordiranno domani nel Campionato di Prima Lega nel girone della Svizzera Centrale. Un risultato che rappresenta un traguardo importante per il club. «È stato tutto abbastanza sorprendente», ci racconta il presidente Giacomo Moccetti. «Nei primi allenamenti al campo sportivo di Gravesano, nella primavera del 2024, eravamo tre adulti e un bambino. Con il trascorrere delle settimane si sono poi aggiunte un po’ di persone, ma era difficile vedere una prospettiva». Invece «nell’arco di due anni abbiamo scoperto che alle nostre latitudini ci sono effettivamente sportivi appassionati di baseball; da un lato, abbiamo persone provenienti dagli Stati Uniti o da paesi latino-americani, residenti in Svizzera da tanti anni, che hanno nostalgia di questa disciplina e sono quindi ben contente di poterla praticare nuovamente». Dall’altra parte «troviamo ticinesi che si sono approcciati per la prima volta, incuriositi da uno sport a cui non avevano mai giocato in precedenza. Il risultato dell’incontro di questi due filoni è che ora disponiamo di un numero di giocatori tale da poterci iscrivere a un campionato».
Obiettivi e speranze
Campionato che per i Rangers inizierà in quel di Hünenberg (ZG), dove la compagine di coach Almonte affronterà i padroni di casa degli Hünenberg Unicorns e i Luzern Eagles 2. «Sappiamo pochissimo di queste due formazioni. L’esordio sarà dunque una scoperta, sia dei nostri avversari che del livello della lega», prosegue Moccetti. «Bisogna però tenere presente che affronteremo tre volte ogni squadra nel corso della regular season. Avremo dunque modo di conoscere bene ogni compagine e di attuare di volta in volta gli accorgimenti necessari per poter performare al meglio». La prima lega svizzera è infatti suddivisa in tre gironi: orientale, centrale (in cui militano 5 squadre, tra cui quella ticinese) e occidentale, per un totale di 16 club. Le migliori classificate dei tre gruppi accedono ai playoff e possono dunque darsi battaglia per la promozione nel Gruppo B di baseball NL. Prendere parte già il primo anno ai giochi che contano è certamente un obiettivo complicato, ma non impossibile. «Per noi sarà senza dubbio una stagione di conoscenza, utile per capire il nostro reale valore», analizza il presidente. «Sarei però bugiardo se non ammettessi che qualche ambizione c’è: noi abbiamo la fortuna di avere nel nostro gruppo diversi elementi che hanno già giocato in passato, accumulando una certa esperienza. L’ambizione è di essere competitivi e, perché no, partecipare ai playoff».
La questione campo
I Rangers dovranno affrontare tuttavia un ulteriore avversario sul loro percorso: l’impossibilità di disputare le partite casalinghe in Ticino. Nel nostro cantone non vi è infatti una struttura idonea alle sfide ufficiali e la squadra di Almonte dovrà quindi giocare sul campo dei Malnate Vikings, in provincia di Varese. «Questa soluzione ci crea alcuni disagi, ma non vi sono alternative. La federazione fortunatamente ci è venuta incontro, permettendoci di disputare gli incontri casalinghi in Italia. Il problema, oltre al fatto di non allenarci sul campo in questione, è però un altro: il terreno da gioco è spesso occupato dalle partite del Malnate e delle sue selezioni giovanili». Una limitata disponibilità da «incastrare» con il calendario del campionato svizzero. Il risultato? Su 12 partite di regular season «ne giocheremo solo due a Malnate, mentre tutte le altre saranno in trasferta. Per ottimizzare i tempi, ogni turno prevede due incontri, per un totale di sei giornate. La speranza è che partecipare a un campionato a livello nazionale ci permetta un domani di avviare un dialogo con la Città di Lugano, o con il Cantone, per ottenere uno spazio adeguato».
Sguardo al futuro
Detto dei grandi e delle loro ambizioni, il club si preoccupa anche dello sviluppo dei giovani. «Li abbiamo divisi in due gruppi: la scuola di baseball accoglie bambini tra i 6 e gli 8 anni, mentre l’under 12 è pensata per i ragazzi un po’ più grandi. Siamo contenti di poter offrire un’alternativa a discipline più diffuse come il calcio». Puntare sulla formazione delle nuove leve, inoltre, «è fondamentale per far sì che l’esperienza attuale non si interrompa nel giro di 2-3 anni. Disporre di un settore giovanile ti permette infatti di avere una visione a lungo termine». Guardando al futuro, in generale, «gli obiettivi sono di trovare una struttura adeguata per le partite, incrementare il numero di tesserati, creare una squadra per gli adolescenti nella fascia 14-16 anni e reperire ulteriori allenatori diplomati; al momento ne abbiamo solo due e ce ne servirebbero di più».
