Ultima chiamata per l'ACB, e l'ex Aeby avverte: «Per risalire dalla Promotion occorre investire»

Ultima chiamata per la Challenge League. Se la partita di oggi tra Bellinzona e Stade Nyonnais fosse un film, potrebbe benissimo intitolarsi così, almeno per quanto concerne il club granata. Decimi in classifica a sei giornate dal termine del campionato, con nove punti di distanza dal penultimo posto, i ticinesi sono obbligati a vincere per mantenere vive le residue, fievoli speranze di salvezza. Ma come arrivano le due squadre a questo appuntamento? Nelle ultime giornate i ticinesi hanno dovuto affrontare rispettivamente la prima e la seconda della classe. Con il Vaduz è arrivata una sconfitta - 3-2 il risultato finale, con la rimonta dei sopracenerini rimasta incompiuta -, mentre il pareggio casalingo con l’Aarau ha permesso di muovere la classifica. Lo Stade Nyonnais, dal canto suo, è reduce da due nette sconfitte per 4-1, rimediate contro Yverdon e Xamax. «Mi aspetto una partita ‘elettrica’. Il Bellinzona è obbligato a vincere, anche il pareggio sarebbe insufficiente. Ma penso che possa cogliere un risultato positivo», ci spiega mister Jean-Michel Aeby, ex allenatore di entrambe le squadre. «Immagino che i romandi giocheranno una partita più difensiva, con l’obiettivo anzitutto di non perdere e cercando di far scorrere i minuti. L’acebe dovrà quindi prendere in mano il gioco e andare a caccia della vittoria, evitando però di fare errori o di incappare in cartellini ingenui a causa della troppa foga. Questo genere di sfide sono sempre stancanti a livello mentale».
La cavalcata del 2022
Come detto, non cogliere oggi i tre punti avvicinerebbe in maniera quasi irreversibile l’ACB alla retrocessione in Promotion League, categoria che i granata avevano abbandonato quattro anni fa, ottenendo la promozione in Challenge nella stagione 2021-2022. E a guidare per quasi tutto il campionato la squadra nella sua cavalcata era stato lo stesso Aeby, che ha lasciato il club ad aprile di quell’anno per divergenze con l’allora patron Pablo Bentancur. «Allenavo davvero un bel gruppo e non ho mai avuto problemi con i giocatori. Mi dispiace che la mia avventura sia finita in quel modo, ma sono stato comunque contento per la promozione ottenuta dai ragazzi», prosegue il tecnico ginevrino. «Conservo il ricordo di nove mesi fantastici. Io ho giocato nel Bellinzona a metà anni 80’ e allenarlo mi ha permesso di ritrovare diversi amici, come Kubi (Türkyilmaz, ndr), Andy Schär, Tarcisio Ostini e Alfio Genini».
Le insidie della Promotion
Aeby attualmente allena invece il Gran-Sacconex, compagine che milita proprio in Promotion League. «Il nostro non è un campionato semplice; conta club come Kriens, Bienne e Brühl, senza dimenticare le varie selezioni Under 21 infarcite di giovani talenti. Chi ha ambizione di salire di categoria deve disporre di una rosa profonda che garantisca risultati per tutta la stagione, con dei ricambi all’altezza dei titolari. Non bastano 18 giocatori di livello, ne occorrono 20-25». E gli ostacoli non si limitano al campo da gioco. «Ottenere la licenza per la Challenge è difficile. Il Bienne, ad esempio, quest’anno non ha inoltrato la domanda». Insomma, anche ritrovare subito la serie cadetta dopo una retrocessione non è semplice. «In una situazione simile è sempre complicato ripartire sul piano mentale. La società in quel caso si deve chiedere se l’obiettivo è di risalire immediatamente». Se la risposta è sì «allora occorre disporre di una struttura professionale e servono investimenti importanti: non dimentichiamo che viene promossa unicamente la vincente del campionato». Altrimenti «si può cambiare strategia e decidere di dare spazio ai giovani, puntando su un progetto a lungo termine».
Obiettivo salvezza
Questi però sono tutti discorsi ipotetici e del futuro. Il presente, come detto, vede la sfida salvezza tra Bellinzona e Stade Nyonnais. Salvezza che, in Promotion League, è anche l’obiettivo di Aeby per questo finale di stagione. «Io sono arrivato a gennaio. Da allora abbiamo perso solo due volte e stiamo offrendo buone prestazioni, anche contro squadre di livello. Con il Kriens eravamo avanti 3-1 e abbiamo finito per perdere. Con lo Young Boys Under 21 vincevamo 2-0 a un quarto d’ora dalla fine, ma ci siamo fatti rimontare. Perdiamo spesso punti per gol incassati negli ultimi minuti, dovuti frequentemente a errori individuali». Adesso «ci restano otto partite, quattro in casa e altrettante in trasferta. Penso che la quota da raggiungere per salvarsi si aggiri attorno ai 38-40 punti. Sono sicuro che abbiamo le carte in regola per farcela», conclude Aeby.
