Milano-Cortina 2026

Una cerimonia tra arte e cultura, emozioni e qualche fischio

Le Olimpiadi invernali si sono aperte tra giochi di luce, musica e coreografie spettacolari, con San Siro grande protagonista- Il pubblico ha celebrato Mattarella, ma ha contestato il vicepresidente americano J.D. Vance e, più timidamente, Israele - Ovazione per gli atleti ucraini
©CARL SANDIN / POOL
Fernando Lavezzo
06.02.2026 23:46

Dal Nido di Pechino a San Siro. Olimpiade dopo Olimpiade, la tribuna d’onore della cerimonia d’apertura si trasforma in un’istantanea della situazione geopolitica. Il 4 febbraio 2022, ancora imbrigliata nella pandemia, la Cina inaugurò i suoi Giochi invernali incassando il boicottaggio diplomatico di numerosi capi di Stato occidentali. Una protesta guidata da Joe Biden, motivata dalle violazioni dei diritti umani. A prendersi la scena, seduto al fianco di Xi Jinping, fu Vladimir Putin. Che poi, a Olimpiadi concluse, diede inizio all’invasione dell’Ucraina. A Milano Cortina 2026, gli atleti russi sono solo 13 e gareggiano sotto bandiera neutrale. In tribuna d’onore, Putin non c’era. Gli USA, invece, erano presenti in forze, con il vicepresidente J.D. Vance e il segretario di Stato Rubio. I due, in giornata, hanno incontrato la premier italiana Meloni, mentre non è passata inosservata l’assenza di Macron. Dossier caldi, tensioni irrisolte. Ma i Giochi non possono guarire il mondo.

Il classico, il pop e il trash

Le Olimpiadi fanno rima con emozioni e bellezza. Così come l’arte e la cultura italiane, fili conduttori della cerimonia. Uno spettacolo di oltre tre ore, iniziato con una coreografia in omaggio al Canova e con giochi di luce che hanno coinvolto i 67 mila spettatori sugli spalti, muniti di braccialetti luminosi interattivi (da restituire all’uscita, è stato specificato). Quindi è toccato a Puccini, Verdi e Rossini, tra le cui note si è infilata Raffaella Carrà. Al centro, a dirigere il tutto come il Topolino di Fantasia, Matilda De Angelis. L’attrice ha poi lasciato il posto alla voce di Mariah Carey e alla sua versione di Nel blu, dipinto di blu. Boato della folla. Subito dopo, il trash ha inspiegabilmente preso il sopravvento con l’orribile coro «Milano e Cortina, oh oh oh oh oh», sulle note di Vamos a la playa.

Mattarella arriva in tram

Alle 20.20 la politica si è ripresa la scena, con simpatia. Ci ha pensato Sergio Mattarella: in un filmato, il presidente della Repubblica ha raggiunto San Siro sul tram 26, guidato da Valentino Rossi. Ripreso dalle telecamere mentre si accomodava in tribuna, Mattarella si è guadagnato uno degli applausi più convinti della serata. Gli omaggi al «Made in Italy» sono proseguiti con una sfilata tricolore in ricordo di Giorgio Armani e con la consegna della bandiera italiana, issata in contemporanea con la piazza di Cortina. L’inno di Mameli è stato affidato a Laura Pausini. Altro boato.

La sfilata si fa in quattro

La parte ufficiale è entrata nel vivo con una coreografia dedicata all’armonia tra città e montagna. Poi, finalmente, è toccato agli atleti. La prima «sfilata diffusa» nella storia dei Giochi - con la regia chiamata a farsi in quattro tra Milano, Cortina, Livigno e Predazzo - è partita come da tradizione con la Grecia. Nino Niedderreiter (a San Siro) e Fanny Smith (a Livigno) hanno aperto la parata rossocrociata. Purtroppo non c’era la nazionale femminile di hockey, isolata per un caso di norovirus. Non è mancato qualche fischio per Israele, ma soprattutto per J.D. Vance, sonoramente contestato quando è stato inquadrato sui maxischermi, all’ingresso della delegazione statunitense (che invece è stata accolta calorosamente). Ovazione per gli atleti ucraini. L’ultima a sfilare è stata l’Italia: delirio a San Siro, come un gol al novantesimo.

La pace di Rodari

Giovanni Malagò, presidente di Milano Cortina, e Kirsty Coventry, numero uno del CIO, hanno riaffermato i valori di unità e fratellanza. Molto emozionato, con lo stadio a gridare «Sergio! Sergio!», Mattarella ha dichiarato aperti i Giochi. Brividi fino alla fine, con il Nessun dorma cantato da Bocelli ad accompagnare il viaggio della torcia. Il tema della pace è stato ripreso da Charlize Theron, ambasciatrice ONU, e da Ghali, che ha recitato la poesia Promemoria di Gianni Rodari («Ci sono cose da non fare mai (...) per esempio la guerra»), in italiano, inglese e francese. Dopo il giuramento degli atleti, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni (all’Arco della Pace) e Sofia Goggia (a Cortina) hanno acceso i due bracieri. E adesso, spazio alle medaglie.

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