Volley Lugano

Una stagione da incorniciare e una squadra da ricostruire

Dopo la finale di Coppa e il terzo posto in campionato, gran parte delle giocatrici ha comunicato l’addio - Il direttore sportivo Toma: «La priorità è confermare l’allenatore»
© CdT/Chiara Zocchetti
Fernando Lavezzo
18.04.2023 06:00

Finale di Coppa Svizzera e terzo posto in campionato. Per il Volley Lugano è stata la migliore stagione di sempre. «Un risultato eccezionale, ottenuto con uno dei budget più bassi della lega», sottolinea il direttore sportivo Gianbattista Toma. «È mancata la ciliegina sulla torta della coppa, solo sfiorata, ma va bene così. La squadra si è fatta valere e ha conquistato un buon seguito di pubblico. Anche questa è stata una vittoria. Quando c’è una bella partita di pallavolo da vedere, i luganesi rispondono presente. Abbiamo proposto un gioco attrattivo. Sarà importante cavalcare questo momento per garantire al nostro sport uno zoccolo duro di tifosi».

Rivoluzione forzata

Tutto bene, insomma. Eppure la squadra che si presenterà al via del prossimo campionato sarà completamente diversa. «Ripartiremo quasi da zero. Non è una scelta, ma il destino di una piccola società che ha fatto molto bene e le cui giocatrici si sono messe in mostra», spiega Toma. «Molte ragazze hanno ricevuto offerte da club finanziariamente più forti e negli scorsi giorni ci hanno comunicato il loro addio. Fa parte del gioco». Tra le sicure partenti ci sono Fabiana Branca (NUC Neuchâtel), Carinne Gebhardt (Düdingen), Nada Meawad, Marijeta Runjic, Jada Stackhouse e Marija Milovic. Vanessa Gwerder smette invece per problemi fisici.

In pratica è certa di rimanere soltanto il libero Arianna Mortati, talento sfornato dal settore giovanile. Con l’altro libero, Fabienne Paya, la società sta discutendo. Resta da definire il futuro dell’italiana Mercedesz Kantor, capitana e preziosa ambasciatrice del Volley Lugano. «È prematuro parlarne», afferma Toma. «In base alle varie partenze, faremo un’analisi tecnica per capire cosa ci serve e in quali ruoli».

Abituati a ripartire

La rivoluzione forzata non spaventa il direttore sportivo rosanero: «Sarebbe stato bello continuare con questo gruppo, ma quando un’atleta ti dice che altrove le danno il 30-40% in più, cosa vuoi rispondere? La ringrazi e le auguri buona fortuna. Abbiamo già dimostrato in passato di saper ricostruire. È anche uno stimolo. Sul mercato delle svizzere ci siamo già mobilitati. Rispetto al passato, sempre più giocatrici elvetiche si dimostrano disponibili a discutere, vista la bontà del nostro progetto. Stiamo già parlando con 3 o 4 ragazze interessate al ruolo di centro e qualcuna arriverà».

Blindare Apostolos

L’obiettivo principale, in questo momento, è però un altro: la conferma del 41.enne allenatore greco Apostolos Oikonomou, giunto in Ticino alla fine di agosto. «Stiamo trattando sui dettagli e speriamo di poter comunicare presto il suo rinnovo. È un coach ricercato, ma da parte sua c’è la volontà di restare. Gli abbiamo sottoposto un progetto e delle condizioni quadro accattivanti».

Squadra nuova, stesse ambizioni: «Vogliamo confermarci ai vertici, cercando di migliorarci ulteriormente, ma facendo sempre il passo secondo la gamba. Operiamo in una regione economicamente meno ricca rispetto alla concorrenza. A Lugano, inoltre, c’è tanto sport d’élite: hockey, calcio, basket, pallanuoto. Reperire le risorse è difficile».

Ritorno in Europa (forse)

I risultati di quest’anno hanno riaperto le porte dell’Europa. «Il comitato – spiega Gianbattista Toma – dovrà valutare se prendere parte o meno alla CEV Challenge Cup, l’unica competizione europea a cui possiamo accedere viste le dimensioni del Palamondo. Un gruppo ad hoc sarà chiamato a trovare i fondi necessari. L’esperienza del 2019 era stata molto positiva, ma vogliamo fare un passo alla volta. La priorità, come detto, è la firma di Oikonomou. Poi ci metteremo al lavoro per allestire una squadra competitiva. Sono questi i due dossier più urgenti. I tempi per iscriversi alle coppe europee sono meno pressanti».

A colpo sicuro

La ricostruzione della squadra coinvolgerà qualche giovane del vivaio, ma passerà soprattutto dal mercato estero: «Paolo Bernasconi, il nostro presidente, ha ottimi contatti. Io pure, soprattutto in Italia», racconta Toma. «Spesso andiamo a colpo sicuro, conosciamo bene le giocatrici avendole già viste all’opera. Apostolos, dal canto suo, ha una grande rete tra Grecia, ex Jugoslavia e Bulgaria. Abbiamo tante informazioni di prima mano». E chissà che la palleggiatrice del futuro non sia già qui: «Con Gabrielle Benda, l’americana arrivata per il finale di stagione dopo l’infortunio di Gebhardt, stiamo parlando. Lei si è trovata bene, magari resterà».

Punto di riferimento

Come ha detto Toma, a Lugano c’è abbondanza di squadre di Serie A in varie discipline. La pallavolo, però, è rimasta l’unica in campo femminile. «I nostri sponsor storici riconoscono questo valore aggiunto, questa peculiarità. Con altri facciamo più fatica, ma proviamo a far passare il messaggio. Siamo un punto di riferimento per lo sport d’élite femminile luganese. Recentemente il calcio si è ridimensionato e le Ladies dell’hockey hanno chiuso. In A restiamo noi. Percepiamo un’attenzione al tema. Ma non sempre l’attenzione si traduce in sostegno reale».

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