Tennis

Wawrinka riceve il caldo abbraccio di Basilea

La St. Jakobshalle rende omaggio a Stan e a una carriera coronata da tre tornei Slam, un oro olimpico e la Coppa Davis - Accolto da un lunghissimo applauso il vodese saluta commosso: «Grazie per essermi stati vicini in tutti questi anni»
©KEYSTONE/GEORGIOS KEFALAS
27.10.2026 06:00

Per oltre vent’anni la St. Jakobshalle è stata il giardino di casa di Roger Federer, capace di conquistare dieci titoli davanti al suo pubblico. Ieri sera il palazzetto di Basilea ha invece tributato il suo omaggio all’altro grande protagonista del tennis svizzero, Stan Wawrinka. Nel tradizionale «Super Monday» degli Swiss Indoors, per l’occasione interamente dedicato a lui, il 41.enne vodese ha così ricevuto il primo degli ultimi abbracci. Il primo, già, perché altri ne arriveranno nelle partite che lo attendono: una perlomeno è sicura, quella di martedì sera contro il ceco Jiri Lehecka, e chissà che non possa essercene anche qualcuna in più. Quel che è certo è che il tifo renano lo accompagnerà fino all’ultimo scambio, godendosi finché potrà quel rovescio a una mano che per due decenni ha deliziato il circuito.

Un colpo diventato il simbolo di una carriera che ha toccato le sue vette più alte mentre i Big Four monopolizzavano ogni torneo. Il tennista di Saint-Barthélemy ha comunque saputo ritagliarsi il suo spazio, conquistando nel giro di tre anni altrettanti titoli del Grande Slam: Australian Open nel 2014, Roland Garros nel 2015 – con i celebri pantaloncini a quadretti, esposti in questi giorni insieme ad altri cimeli nei corridoi della St. Jakobshalle – e US Open nel 2016, superando in tutte e tre le finali l’allora numero 1 al mondo. Ma non solo: ci sono altri tredici trofei nel circuito maggiore, il 3. posto nel ranking ATP raggiunto nel gennaio del 2014 (e mantenuto per un totale di 60 settimane) e le giornate storiche vissute insieme all’amico Roger Federer, dall’oro olimpico di Pechino 2008 alla Coppa Davis alzata a Lilla nel 2014.

Popcorn e ricordi

Queste pagine di storia lunedì sera sono state ripercorse sui megaschermi, e Stan le ha riguardate, con tanto di popcorn in mano, seduto sulla panchina a bordocampo. Non prima, però, di aver ricevuto una «standing ovation» di quasi due minuti al suo ingresso e una pallina d’oro dal patron del torneo Roger Brennwald.

In una cerimonia durata oltre un’ora con vari momenti di leggerezza – tra un quadro dipinto dal vivo che lo ritrae con l’iconico dito puntato alla tempia e una canzone riadattata per l’occasione dall’amico e cantante vodese Bastian Baker –, Wawrinka ha inizialmente scherzato davanti al microfono («È più facile scendere su questo campo per giocare che per parlare davanti a voi»), per poi ripercorrere i momenti clou della carriera: «Non mi sono mai visto come un potenziale vincitore di uno Slam, il mio obiettivo è sempre stato solo quello di spostare più in là i miei limiti».

I messaggi dei campioni

Chi si aspettava la presenza di Federer è rimasto deluso. Un suo messaggio video non è comunque mancato, così come quello di ex campioni e colleghi, da Andy Murray a Gaël Monfils, passando per Jim Courier, Mats Wilander, Martina Navratilova, John McEnroe e Novak Djokovic. Ad aprire e chiudere il filmato sono stati proprio Roger e Nole. Dopo aver ricordato in svizzero-tedesco la fatica degli allenamenti e le imprese di Pechino e Lilla («cose che non dimenticherò mai»), Federer ha chiuso passando al francese: «Una parolina nella tua lingua, così mi capisci anche tu, Stan. Ti penso, mi manchi e ti voglio bene. Goditi questo momento nella mia Basilea». Djokovic ha invece reso onore alla tenacia mostrata da Wawrinka negli ultimi cinque anni tra infortuni e ripartenze dai Challenger: «Non hai mai perso quell’amore e quella passione per il tennis, restando un esempio per tutti. Grazie per tutto quello che hai dato al nostro sport. Meno grazie, invece, per le sconfitte che mi hai inflitto nelle finali del Roland Garros e dell’US Open... Ma scherzi a parte, ho un enorme rispetto per te».

Un grazie al pubblico

Prima del giro d’onore sulle note di Con te partirò, accompagnato da un altro lungo applauso, Stan ha voluto ringraziare il pubblico: «Grazie per essere stati al mio fianco in tutti questi anni, aiutandomi e spingendomi. Non sempre sono riuscito a capire che cosa vi aspettavate da me in campo, ma ho sempre dato tutto. Probabilmente la prima cosa che mi mancherà dopo questa settimana sarà proprio il non poter più scendere in campo davanti a voi e sentirvi fare il tifo. Spero di rivedervi numerosi martedì».

Martedì sera sarà infatti protagonista nella sessione serale. Ad attenderlo, dicevamo, il ceco Lehecka, numero 20 del ranking e ottava testa di serie. Nonché 16 anni più giovane di lui. Serve l’impresa, ma ancora la scorsa settimana, a Lione, Stan ha dimostrato di esserne capace. In caso di vittoria tornerà in campo giovedì, sempre in serata, per il secondo turno. E per ricevere un altro degli «ultimi» abbracci. «Quando avrò finito, andrò a sciare», ha detto in chiusura. Speriamo allora che sci e scarponi debbano aspettare ancora qualche giorno.