Williams, stagione a rischio?

Per gli appassionati di Formula 1 il periodo invernale è un supplizio. Il campionato va in pausa e i piloti si godono le vacanze, mentre gli ingegneri e i meccanici lavorano invece alacremente per mettere a punto il nuovo gioiellino che scenderà in pista per il Mondiale successivo. A cavallo tra gennaio e febbraio i fan delle quattro ruote ritrovano parzialmente il sorriso. Un periodo in cui vengono svelate le nuove livree e soprattutto si svolgono gli importanti test invernali a Barcellona. Le monoposto scendono per la prima volta in pista e al contempo cominciano le speculazioni su chi sarà il più veloce o addirittura vincerà il campionato. Alle scuderie non importano invece nulla i pronostici. Per loro è fondamentale capire se il progetto per cui hanno speso moltissimi soldi e tempo è effettivamente performante. È però difficile testare una macchina se la macchina... non c’è ancora. È ciò che è successo alla Williams. Il team inglese ha infatti annunciato che la sua nuova monoposto non sarà presente alla prima sessione di test a Barcellona. Il motivo? I ritardi nello sviluppo della vettura. La squadra ha comunicato di aver optato per soluzioni alternative, dedicandosi a test virtuali e simulazioni, rimandando la prova reale al Bahrain. La scelta ha suscitato reazioni contrastanti. C’è chi comprende l’approccio prudente e chi teme che perdere chilometri preziosi di pista possa incidere sulla competitività nelle prime gare. Sui social si sono invece sprecati i commenti e i post che mettono in ridicolo la squadra britannica.
Quei dati persi
I test invernali rappresentano il cuore della preparazione per una stagione di Formula 1. Alcuni sostengono che anche senza di essi il Mondiale non sia compromesso, ma l’importanza di queste prove è innegabile. Prove che servono a collaudare la macchina, verificare l’affidabilità del motore, affinare l’aerodinamica e raccogliere dati essenziali per gli ingegneri. È il momento in cui piloti e team imparano a conoscere la nuova vettura. Saltare queste prove significa partire in svantaggio. I team hanno a disposizione un tetto di ore in pista. Tutto, si sa, nel mondo del Circus è misurato precisamente. Non si possono svolgere giri a piacimento, insomma. Non presentare la propria vettura a Barcellona, dunque, è quantomeno pericoloso. E questo da sempre. Quest’anno, tuttavia, la mossa azzardata della Williams potrebbe costare ancora più caro. Il 2026, è cosa nota, è l’anno della rivoluzione. I regolamenti tecnici saranno rivisti, con profonde modifiche all’aerodinamica e alle power unit. Servono minuti in pista per valutare se la macchina effettivamente risponde bene. Perché se così non fosse bisognerebbe adattarsi o correggere eventuali errori prima dell’inizio del Mondiale. Per la Williams, la mancata partecipazione ai primi test significa non avere un confronto diretto con altre squadre, con il rischio di accumulare un grave ritardo rispetto a chi può già ottimizzare la propria macchina.
Pure McLaren e Sauber
Il discorso, va detto, per il momento si ferma alle speculazioni. La Williams potrebbe comunque inscenare un campionato da applausi - come è stato quello del 2025 quando ottenne risultati estremamente incoraggianti chiudendo 5. nella classifica costruttori con due podi di Carlos Sainz -, ma non sono pochi i casi che dimostrano che arrivare con l’acqua alla gola nello sviluppo dell’auto non è sinonimo di buone notizie. Già solo aver superato l’ultimo crash test e ricevuto dalla FIA l’omologazione della FW48 per un soffio, dimostra che qualche problema a Grove deve esserci stato. Esordire nella nuova stagione con un importante aggravio di peso per l’aggiunta di pelli in carbonio, utili a raggiungere la rigidezza necessaria a superare i test strutturali imposti dalla federazione, non è di buon auspicio per lo spagnolo e il compagno Alexander Albon. E poi, dicevamo, ci sono i precedenti.
Un caso simile si è già riscontrato proprio nella storia della stessa Williams. Dopo anni discreti, nel 2018 la scuderia britannica chiuse ultima. A gennaio 2019 la FW42 non fu pronta in tempo e la squadra saltò i primi giorni di test invernali. Con Claire Williams che definì la situazione «imbarazzante». Anche quella stagione si concluse con la Williams fanalino di coda, come nel 2020. Seguì un’alternanza di piazzamenti: ottavo, decimo, settimo e nono posto. Poi arrivò la bella quinta posizione della scorsa stagione, il miglior risultato dal 2017. Nel 2015 fu la McLaren a riscontrare problemi nella sua prima stagione di collaborazione con la Honda. Gravi lacune nell’affidabilità e pochi chilometri nei test invernali a causa di guasti e ripetuti fermi, diedero il la a un’annata deludente. Il team di Woking chiuse quell’anno in fondo alla classifica costruttori, con soli 27 punti ottenuti, molto al di sotto delle aspettative. Pure la Sauber C33 del 2014 si presentò pochissimo nei test invernali. Il progetto sembrò subito fallimentare e infatti fu così. Quella fu la stagione peggiore per il team rossocrociato, che terminò a zero punti.
