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Geopolitica caotica, mercati razionali, strategia solida

Scelte difensive “made in Switzerland” e crescita per superare la fase d’incertezza
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25.04.2026 04:00

Contenuto pubblicato su mandato del partner inserzionista, che ne assume la responsabilità redazionale.

La geopolitica condiziona i mercati, genera incertezza e situazioni anche caotiche. La questione energetica appare complessa, il transito attraverso il fatidico Stretto di Hormuz, fra decisioni estemporanee di apertura e chiusura, diventa protagonista ed induce volatilità nel prezzo del petrolio, mentre i venti di guerra si fanno ora più violenti ed ora si affievoliscono fra tregue e scelte negoziali. Viene da chiedersi, memori della crisi di Suez, della stagione degli embarghi, della Guerra di Yom Kippur e di quanto ne seguì, quali effetti uno scenario di tale portata avrebbe prodotto qualche decina di anni addietro. Eppure, anche se il susseguirsi di conflitti “asimmetrici”, con protagonisti maggiori e minori, sembra destinato a diffondersi in un quadro di maggiore instabilità globale, al momento la situazione presenta risvolti vari ed opportunità agli investitori.

Dieci anni contro tutto: l’incredibile resilienza dell’S&P 500 (Source: Bloomberg)
Dieci anni contro tutto: l’incredibile resilienza dell’S&P 500 (Source: Bloomberg)

I mercati finanziari mostrano oggi un atteggiamento più pragmatico, che alcune correnti del pensiero accademico considerano eccessivamente ottimistico se non avulso dalla realtà economica, ma che trova invece, secondo la nostra interpretazione, valide motivazioni.

In linea generale i mercati hanno ormai dimostrato di assorbire conflitti e shock energetici più rapidamente di quanto ci si potesse attendere e le stesse catene di forniture hanno obbligato gli operatori dell’economia e della logistica ad adattarsi a scenari in evoluzione.

L’importanza delle fonti energetiche fossili è in fase decrescente, anche se a ritmi più lenti rispetto a quelli previsti dai profeti del “green”. L’inflazione appare per il momento contenuta nonostante i timori generati da dazi e sanzioni e un’inversione di tendenza nella politica delle banche centrali non è per il momento scontata.

Il sostegno viene anche dal mondo societario: la tecnologia avanzata, con l’intelligenza artificiale in testa, si espande in tutti i settori, ne accresce la produttività, genera utili e flussi finanziari rilevanti. I risultati del comparto bancario e finanziario sono buoni. L’Europa mostra segnali di rivitalizzazione ed in Cina i vantaggi competitivi in diversi settori, uniti al ritmo delle esportazioni, rendono il quadro più solido. Credito privato e debito pubblico, ancorchè fonte di qualche preoccupazione, non dovrebbero essere causa di default e di crisi profonde, data l’attuale struttura dei tassi d’interesse, favorita ora negli Stati Uniti da una Federal Reserve (FED) meno “aggressiva” nella sua politica monetaria. Il comparto bancario indica risultati buoni, così come altri settori oltre il tecnologico, ad iniziare da quello dell’healthcare.

In questo quadro complesso, in cui non mancano gli elementi di incertezza accanto agli stimoli positivi, il ruolo del mercato svizzero appare favorito da un’economia in moderata ripresa, che ha assorbito gli shock commerciali ed ha visto diminuire la pressione delle elevate tariffe imposte inizialmente da Washington.

La strategia della Banca Nazionale (BNS) rimane espansiva ed il Franco Svizzero si mantiene forte, soprattutto nei confronti del Dollaro USA, che ha conosciuto una fase di momentaneo apprezzamento favorito dai rischi geopolitici e dai maggiori prezzi dell’energia. Tuttavia, a più lungo termine, è probabile il ritorno del biglietto verde verso un trend discendente. Il tasso di riferimento della BNS si mantiene allo 0%.

Le stime tornano a salire: il mercato guarda oltre la volatilità (Source: Goldman Sachs)
Le stime tornano a salire: il mercato guarda oltre la volatilità (Source: Goldman Sachs)

Il listino svizzero possiede caratteristiche difensive legate alla tipologia dei gruppi e delle società in esso quotate, ad iniziare dai comparti healthcare, alimentare, finanziario, assicurativo, alla solidità dei loro assetti finanziari, alle posizioni di leadership che vantano a livello internazionale.

Società quali Nestlè, Roche, Novartis, Zurich, costituiscono interessanti esempi anche in virtù della loro valorizzazione quanto a rapporto prezzo-utili ed al trend positivo dei loro risultati, che presentano un potenziale positivo di cui l’investitore può approfittare, combinando un approccio difensivo con una strategia opportunistica, rendendo “attivo” il transito attraverso questo momento non facile.

Roche è un colosso della farmaceutica e della nuova medicina, della diagnostica, ora ampiamente presente anche nel settore medico-digitale in cui si stanno aprendo prospettive rivoluzionarie; Zurich è un gruppo leader del comparto assicurativo, previdenziale e finanziario. UBS è banca globale ed universale fra le più prestigiose a livello mondiale, rafforzatasi ulteriormente e riorganizzatasi in modo ancor più funzionale dopo l’assorbimento di Credit Suisse. Novartis e la società all’avanguardia non solo nella produzione farmacologica, ma nelle frontiere più avanzate di tutti i comparti medicali, orientati alla medicina personalizzata. Nestlé è universalmente riconosciuta leader mondiale del settore alimentare, ora impegnata in un’ampia fase di sviluppo ulteriore, sia in termini di presenza geografica che di acquisizione di brand e allargamento della gamma di prodotti.

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