Rendimento e diversificazione a basso rischio

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La volatilità dei mercati finanziari, cioè il succedersi di fasi di correzione e di recupero dei valori, talvolta con punte anche rilevanti ed in modo repentino, è relativamente elevata. Le cause di ciò sono molte, dalle incertezze economiche, di attesa inflazionistica e di politica monetaria, fino al maggior impatto delle vicende geopolitiche, dal ruolo dominante dell’informazione, in particolare attraverso il contributo dei nuovi social media, fino alla prevalenza del trading attuato in forma computerizzata e mediante sofisticati algoritmi.
La volatilità è percepita spesso come un fattore di rischio ma, in realtà, essa porta con sé elementi di opportunità non trascurabili, nel quadro di una gestione del portafoglio dinamica ed innovativa. Sul primo versante la difesa viene da una maggiore diversificazione e dalla selezione degli strumenti con una particolare attenzione alla qualità. Sul secondo va rilevato come la volatilità possa rappresentare un vero e proprio asset, oggetto d’investimento, tanto da aver portato alla creazione di strumenti finanziari specifici che fanno riferimento ad essa, e da rappresentare la strategia prevalente di molti operatori.
In un mercato segnato da fasi di volatilità alternata, ma con tendenze di fondo delineate e sostanzialmente positive, i nostri Barrier Reverse Convertible (BRC), prodotti strutturati che hanno quali valori sottostanti importanti indici azionari, rappresentano un’opportunità particolarmente interessante in termini di profilo rischio-rendimento, e di gestione del rischio stesso. I vantaggi strutturali che i nostri BRC assicurano sono tanto più importanti in un momento come quello attuale: diversificazione e remunerazione della volatilità attraverso cedole elevate e reinvestite così da determinare una capitalizzazione composta particolarmente attraente. Le barriere sono fissate in modo da mitigare il rischio di eventi estremi, il cui effetto risulta sempre ben maggiore sui singoli titoli rispetto agli indici, la cui base è molto ampia. Anche a fronte di eventi estremi, ad esempio rotazioni violente causate da dati macroeconomici, da eventi politico-commerciali (come nel caso dei dazi o delle diatribe fra Paesi) o, più spesso, da dati aziendali non in linea con le attese degli analisti, gli indici non solo assorbono gli shock in maniera più soft e graduale rispetto ai singoli titoli, ma tendono a recuperare in tempi relativamente brevi. Tipico a questo riguardo è quanto è avvenuto nei settori oggi di punta del mercato, AI, cloud, semiconduttori e comparti affini.
Se osserviamo ad esempio il drawdown dell’indice Standard&Poor 500, cioè la perdita massima dovuta alla volatilità, verificatosi in alcuni negli anni passati, la caduta è stata recuperata prontamente, per cui risultano favoriti quei prodotti finanziari che garantiscono il pagamento della cedola fino alla scadenza del prodotto stesso.
Se Wall Street rimane il punto di riferimento fondamentale e gli indici Dow Jones Industrial (+12,6% in un anno), S&P500 (+13,7%) e Nasdaq (+15,8%) i benchmark più seguiti, è tornato l’interesse degli investitori globali nei confronti del Giappone e del suo indice principale Nikkei 225, la cui performance è di assoluto rilievo (+12,90% da inizio anno, +46,55% nell’ultimo anno e +107% sulla base degli ultimi 3 anni).
Il Paese del Sol Levante beneficia non solo dei robusti utili, frutto del buon posizionamento internazionale dei suoi gruppi leader, delle riforme della governance societarie, dei programmi di buy back azionari e delle riforme fiscali varate dalla nuova Prima Ministra conservatrice Sanae Takaichi. La nuova Amministrazione si pone come fautrice di una politica di crescita, di incentivo ai consumi privati e di maggiore autonomia. La Bank of Japan dovrebbe procedere anche nel 2026 con lievi aumenti dei tassi di riferimento mantenendo l’inflazione al di sotto del 2%.
Il livello delle azioni giapponesi, nonostante la crescita registrata, si mantiene ancora interessante sia in termini assoluti sia in confronto agli altri principali mercati, rendendo il mercato nipponico ulteriormente appetibile.

L'angolo dell'investitore
Callable Barrier Reverse Convertible sui 5 best global Index (Swiss Market, Euro Stoxx 50, S&P 500, Dow Jones, Nikkei 225) offre una cedola garantita annua del 7.50 % indipendentemente dalla performance dello strumento sottostante, con protezione fino ad un ribasso del 41 %.
Le ampie barriere collocate al 59 % dei prezzi di osservazione iniziale, permettono all’investitore di incassare le cedole e di beneficiare di una protezione del capitale anche nel caso di moderati ribassi dei titoli sottostanti.
Le cedole vengono versate mensilmente e corrispondono allo 0.625 % al mese del valore nominale.
La scadenza è calendarizzata per il 30 Luglio 2027. Inoltre, è presente l’opzione del richiamo anticipato che potrebbe abbreviare la vita del prodotto, garantendo il pagamento delle cedole pro rata oltre al rimborso del valore nominale investito.


