gARTen – festival di teatro nel parco

Contenuto pubblicato su mandato del partner inserzionista, che ne assume la responsabilità redazionale.
Tre serate estive, un giardino che si trasforma in spazio performativo e una comunità che si incontra attraverso l’arte. Dal 1° al 3 luglio torna gARTen, il festival della Fondazione Claudia Lombardi per il teatro, che per la sua settima edizione attraversa teatro fisico, danza, prosa, musica, portando nel parco artiste e artisti capaci di interrogare il presente con linguaggi differenti.
Il programma
Mercoledì 1° luglio: la prima serata, realizzata in continuità con la collaborazione pluriennale con l’Accademia Teatro Dimitri, è dedicata a giovani performer che, utilizzando e intrecciando linguaggi diversi tra cui teatro fisico, danza, acrobazia e musica, mettono al centro il corpo come luogo di conflitto, desiderio e trasformazione. Ad aprire il festival sarà Albamarea di CorpoSonoro, incontro estemporaneo tra trapezio e musica dal vivo, dove movimento e suono si intrecciano in una composizione unica e irripetibile. Segue Take a byte before you judge di Anna Rosito e Luca Gerber, una performance che riflette sull’incomunicabilità nelle relazioni contemporanee e sull’intrusione dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana.
Con Bucato di ricordi, Pauline Mozzini costruisce una fiaba poetica sull’amicizia e sulla memoria, dove una macchina capace di raccogliere ricordi genera l’incontro inatteso tra due creature fragili e complementari. In I wanna be yours, Fabiana Angela Grandin e Flamur Shabanaj affrontano invece le dinamiche delle relazioni tossiche, alternando leggerezza e tensione emotiva per interrogarsi sulla difficoltà di lasciar andare ciò che ci ferisce.
Chiude la serata Un’evaporazione fragile del collettivo SottSora, una performance che rilegge “La bella e la bestia” attraverso danza e acrobazia, esplorando la paura delle differenze e il desiderio di aprirsi all’altro.
Giovedì 2 luglio: la seconda giornata attraversa il rapporto tra essere umano, ambiente e trasformazione sociale, mettendo in dialogo ecologia, memoria corporea e capacità di immaginare il futuro.
Si comincia con Meta Terra di Teatro Faraggiana, progetto che intreccia teatro e cittadinanza attiva per riflettere sul futuro del pianeta e sulla possibilità di costruire nuove narrazioni collettive dentro una società attraversata dalla crisi ambientale.
La serata, che inaugura la collaborazione con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, prosegue con Senza coda: Arianna Delle Gemme propone un solo coreografico che esplora il corpo come spazio ambiguo tra desiderio e funzione. In Icarus, Marcello Malchiodi prende invece ispirazione dal mito greco per interrogare il rapporto contemporaneo con il corpo, attraversando il tema del limite, della pressione sociale e dell’impossibilità di sentirsi abbastanza.
Chiude la giornata un trio proveniente ancora dall’Accademia Teatro Dimitri, il collettivo Coucou con Qualcosa vive: tre donne si incontrano attorno a un fiume ormai devastato. Ne nasce una performance che tra canto, acrobazia e parola riflette su temi quali il conflitto generazionale e la responsabilità.
Venerdì 3 luglio: l’ultima serata del festival guarda alle tensioni del presente attraverso lavori che indagano il rapporto tra individuo e società, memoria storica ed economia.
Con Burnin’, B.E.A.T. Teatro - ospite del festival nell’ambito della nuova collaborazione con la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi - trasforma un’automobile in dispositivo scenico per riflettere sul burnout e sulla “società della stanchezza” descritta dal filosofo Byung-Chul Han. L’abitacolo diventa insieme gabbia, rifugio e simbolo di una velocità che consuma il corpo umano.
Segue R.u.in.es di Léna Sophia Bagutti-Khennouf, selezionato da Premio Schweiz 2024, assolo coreografico che attraversa memoria familiare e sradicamento, facendo emergere attraverso il corpo le tracce di un’eredità frammentata ma resistente.
Chiude il festival In mutande di Agemò teatro, un monologo tagliente che attraversa le grandi bolle speculative della storia occidentale, coinvolgendo il pubblico in un gioco che lo porterà a interrogarsi sul suo rapporto con i temi finanziari.
Un festival aperto a tutte e tutti
Tutti gli eventi sono gratuiti, adatti a un pubblico ampio e intergenerazionale. Dalle 18.00 ogni sera il parco si apre al pubblico con il food village e la musica di dj leMox, accompagnati dalle interviste e dai racconti in diretta di Radio Morcote International. In caso di maltempo, l’evento è confermato.
Per consultare il programma completo, visita il sito www.fondazioneteatro.ch.

