La prova: le azioni battono la liquidità anche senza un timing perfetto

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Un’analisi di Vanguard mostra che la disciplina è più importante della capacità di prevedere l’andamento dei mercati.
L’ipotetico investitore più sfortunato
Per illustrare il valore degli investimenti a lungo termine, abbiamo analizzato che cosa sarebbe successo all’investitore più sfortunato al mondo sui mercati azionari. Il nostro investitore ha davvero un pessimo tempismo: negli ultimi trent’anni è riuscito a investire in azioni immediatamente prima di ogni grande crollo dei mercati.
Ha investito poco prima dello scoppio della bolla delle dot-com, della crisi finanziaria globale, della pandemia e di altri importanti ribassi.
Negli ultimi trent’anni ha effettuato sette investimenti da CHF 5’000 ciascuno, per un totale di CHF 35’000, scegliendo ogni volta uno dei momenti peggiori possibili. Il suo tempismo è stato davvero disastroso.
Eppure, al 30 giugno 2026, i suoi CHF 35’000 erano diventati CHF 128’559, con un rendimento complessivo del 267%. Se avesse invece lasciato il denaro in banca, il capitale sarebbe salito soltanto a CHF 40’067.
Va tuttavia precisato che si tratta di rendimenti complessivi ipotetici calcolati su un periodo di circa trent’anni e che potrebbero non corrispondere ai risultati effettivamente ottenuti da un investitore.
Anche con il peggior tempismo, le azioni battono il conto di risparmio
Anche l’investitore più sfortunato ha quindi ottenuto risultati migliori rispetto al risparmiatore. Non grazie a una particolare genialità o a un buon tempismo, ma grazie alla pazienza, alla diversificazione e alla disciplina.
L’importanza degli investimenti a lungo termine
Nonostante il rendimento ottenuto, è importante sottolineare che il nostro scenario ipotetico è particolarmente sfavorevole: l’investitore ha infatti scelto ogni volta uno dei momenti peggiori possibili.
La maggior parte degli investitori avrà probabilmente più fortuna nella scelta delle tempistiche e potrebbe quindi conseguire rendimenti sensibilmente superiori nello stesso arco di tempo.
Disciplina 1, market timing 0
Com’è possibile che l’investitore più sfortunato, pur avendo investito immediatamente prima di ogni grande ribasso, abbia comunque ottenuto un rendimento così elevato?
Il successo negli investimenti non dipende dalla capacità di prevedere l’andamento dei mercati. Contano soprattutto la disciplina e un orizzonte temporale lungo. Gli investitori devono inoltre resistere alla tentazione di reagire alle oscillazioni di breve periodo.
Nonostante abbia attraversato numerosi crolli, il nostro ipotetico investitore è rimasto sul mercato. Se avesse ceduto al panico e venduto durante ogni fase ribassista, avrebbe realizzato le perdite e non avrebbe beneficiato delle successive riprese.
Sebbene i mercati inevitabilmente salgano e scendano, nel lungo periodo le azioni hanno storicamente offerto rendimenti nettamente superiori rispetto alla liquidità.
Le perdite possono rendere nervosi gli investitori, ma è importante ricordare che i mercati generalmente si riprendono e che, nel lungo periodo, le quotazioni tendono a continuare a crescere.
Per maggiori informazioni sugli investimenti durante i periodi di incertezza e sui vantaggi di un orizzonte temporale lungo, è opportuno rivolgersi al proprio consulente finanziario.
Note sulla nostra analisi dell’investitore più sfortunato
L’analisi si basa su uno scenario ipotetico nel quale il nostro investitore effettua complessivamente sette investimenti, sempre in momenti sfavorevoli, nell’indice FTSE All-World, un indice azionario globale.
Settembre 1997: poco prima della crisi finanziaria asiatica, l’investitore effettua il suo primo investimento di CHF 5’000, subendo una perdita del 9% nel primo mese.
Luglio 1998: immediatamente prima del default della Russia e del crollo di Long-Term Capital Management, investe altri CHF 5’000. Un mese più tardi registra una perdita dell’11%.
Gennaio 2000: al culmine della bolla delle dot-com, investe CHF 5’000. Seguono il crollo del settore tecnologico, gli attentati dell’11 settembre e la guerra in Afghanistan. Entro settembre 2002, la perdita raggiunge il 29%. Successivamente i mercati si riprendono e, nell’ottobre 2007, il valore dei suoi investimenti complessivi di CHF 15’000 sale a CHF 33’628.
Ottobre 2007: alla vigilia della crisi finanziaria globale, investe altri CHF 5’000. Nonostante le forti perdite iniziali, grazie alla successiva ripresa il valore del portafoglio, nel quale ha versato complessivamente CHF 20’000, raggiunge CHF 59’111 alla fine di novembre 2019.
Dicembre 2019: all’inizio della pandemia, i mercati azionari perdono nuovamente circa il 20%, prima di tornare a salire nel 2020 e nel 2021. Poco prima del ribasso, l’investitore versa altri CHF 5’000.
Dicembre 2021: dopo la netta ripresa dei mercati, investe nuovamente CHF 5’000, poco prima dell’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, del conseguente aumento dell’inflazione¹ e dei rapidi rialzi dei tassi d’interesse.
Dicembre 2024: investe gli ultimi CHF 5’000 poco prima che l’erratica politica tariffaria dell’amministrazione statunitense provochi forti ribassi nella primavera del 2025. Entro maggio 2025, il mercato recupera tuttavia completamente le perdite.
Il risultato dell’investitore più sfortunato
· Versamenti: sette versamenti da CHF 5’000 ciascuno, per un totale di CHF 35’000 nell’arco di circa trent’anni
· Valore del portafoglio al 30 giugno 2026: CHF 128’559
· Rendimento complessivo: 267%, nonostante gli investimenti effettuati sistematicamente nei momenti peggiori possibili
¹ L’inflazione indica l’aumento nel tempo dei prezzi di beni e servizi, che riduce il potere d’acquisto del denaro.
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