Perché troppa prudenza può costare cara durante il pensionamento

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Molti pensionati puntano sulla sicurezza quando si tratta del proprio patrimonio: oltre un terzo non effettua alcun investimento finanziario e, tra chi investe, il 60 per cento adotta un approccio conservativo. È quanto emerge dall'ultimo Barometro della previdenza Raiffeisen. Questa strategia non è priva di rischi: se da un lato offre un senso di sicurezza, dall'altro può comportare una perdita di potere d'acquisto nel lungo periodo. Sarebbe meglio adeguare la struttura patrimoniale alla nuova fase della vita.
Il pensionamento è un evento della vita con conseguenze di ampia portata: con l'ultimo giorno di lavoro si conclude una lunga fase caratterizzata dall'accredito mensile di uno stipendio. Per le persone pensionate che hanno costituito un certo patrimonio si pone quindi una domanda: come gestire il patrimonio accumulato nell'arco di decenni in modo che sia sufficiente per 25 anni o più e possa essere infine trasferito in modo organizzato ai discendenti?
Contrariamente a un pregiudizio molto diffuso, la maggior parte dei pensionati non si allontana dai mercati finanziari. Al contrario, come mostra l'ultimo Barometro della previdenza Raiffeisen, circa il 60 per cento delle persone tra i 66 e i 79 anni continua a investire in titoli come in precedenza.
Il pensionamento non è tuttavia del tutto privo di conseguenze sugli investimenti finanziari: una netta maggioranza preferisce una strategia d'investimento orientata alla stabilità, piuttosto che adattarla in modo mirato alle esigenze personali e alle nuove condizioni quadro. È proprio questo approccio che può rivelarsi una sfida e può costare parecchio in termini di patrimonio.
Il periodo della pensione si allunga sempre di più
Ciò risulta particolarmente evidente per quanto riguarda l'orizzonte d'investimento. Con l'aspettativa di vita in continuo aumento, il pensionamento dura ormai non di rado dai 20 ai 30 anni. Questo dato cambia radicalmente le prospettive relative al patrimonio: chi va in pensione, oggi ha molto più tempo a disposizione per beneficiare delle opportunità di rendimento offerte dai mercati finanziari. Certamente l'obiettivo principale non è più costituire il capitale. Tuttavia, solo chi continua a investire può sfruttare le opportunità di rendimento a lungo termine dei mercati per preservare il potere d'acquisto e il tenore di vita per molti anni. «Ora risulta decisivo il modo in cui viene strutturato il patrimonio affinché coniughi flessibilità, sicurezza e opportunità di rendimento», spiega Fabio Casadei, Responsabile del team Previdenza e Investimenti di Raiffeisen Svizzera, Sede della Svizzera italiana.
A questo proposito, è interessante notare che, secondo il Barometro della previdenza Raiffeisen, circa il 70 per cento dei pensionati non modifica la propria strategia d'investimento al momento del pensionamento. Non dev'essere per forza un errore. Chi ha impostato con cura la propria pianificazione patrimoniale prima del pensionamento dispone spesso già di una strategia ben consolidata che è compatibile anche con la nuova fase della vita.
La situazione cambia tuttavia quando, con il pensionamento e il prelievo di capitale dalla cassa pensioni, si acquisisce in un sol colpo un patrimonio considerevole. In questo caso viene investito in media solo il 49 per cento di tale patrimonio, mentre poco meno di un terzo viene versato in un conto (di risparmio) che oggi non frutta praticamente alcun interesse. È evidente che per molte persone la sicurezza è fondamentale, a prescindere che prendano le decisioni d'investimento in autonomia o si affidino a una gestione patrimoniale professionale.

La prudenza è comprensibile, ma non è priva di rischi
Il Barometro della previdenza indica che il 50 per cento delle persone di età compresa tra i 66 e i 79 anni preferisce un approccio al rischio orientato alla stabilità e alla sicurezza, il 22 per cento sceglie una variante equilibrata, il 21 per cento adotta un approccio orientato alle opportunità e solo il 4 per cento un approccio fortemente orientato al rendimento. A prima vista questa scelta sembra comprensibile: quando viene meno il reddito da attività lucrativa e, soprattutto in caso di salari elevati, la rendita riesce a sostituirne solo una parte, molti desiderano evitare ingenti perdite sui propri investimenti. Molti pensionati attribuiscono inoltre grande importanza alla possibilità di disporre del proprio patrimonio in modo flessibile in questa fase della vita.
Tuttavia, viene tralasciato un aspetto importante: rinunciare completamente agli investimenti non significa automaticamente maggiore sicurezza. Anche conservare consistenti giacenze di denaro contante comporta dei rischi. L'inflazione può erodere progressivamente il potere d'acquisto nel corso degli anni. Questo effetto è particolarmente grave in caso di pensionamento prolungato. In realtà, le persone sembrano esserne consapevoli. Secondo il Barometro della previdenza 2026, infatti, la perdita del potere d'acquisto è una delle maggiori preoccupazioni finanziarie di molte persone anziane. Nella pratica, tuttavia, tale aspetto viene spesso trascurato.
Più che l'inflazione, l'unica vera preoccupazione per chi ha accumulato un certo patrimonio nel corso della vita, sono gli elevati costi sanitari e assistenziali in età avanzata. Anche se non si sa quando si presenteranno, bisogna essere preparati. Lo scaglionamento del patrimonio diventa quindi ancora più importante: quanto capitale deve essere sempre disponibile, quanto può rimanere vincolato a medio termine e quanto può rimanere investito a lungo termine? Non vi è una raccomandazione generale in merito. Spesso vale la pena mantenere la strategia dei 3 vasi, collaudata già prima del pensionamento, adeguandola alla nuova situazione di vita.
Se e in quale misura si debba investire dipende da diversi fattori: il fabbisogno di liquidità, l'orizzonte d'investimento e il profilo di rischio personale. Un ulteriore fattore spesso trascurato fino al momento del pensionamento è l'abitazione di proprietà. Spesso in essa è investita una parte considerevole del patrimonio. Le opzioni sono quindi molteplici: conviene rimanere nell'abitazione di proprietà anche se è diventata troppo grande dopo che i figli se ne sono andati? È necessaria una ristrutturazione adeguata all'età avanzata, oppure è meglio cedere l'immobile ai figli prevedendo un diritto di abitazione o un usufrutto per i genitori? Oppure è più sensato vendere per liberare liquidità e aumentare la propria flessibilità? Ogni opzione comporta conseguenze finanziarie, fiscali e successorie. Si raccomanda pertanto di esaminarle attentamente e di tenerne conto nelle proprie riflessioni.
L'eredità come spunto per un adeguamento della strategia?
Oltre al pensionamento, l'eredità è un altro evento della vita che spesso porta a riesaminare la propria situazione patrimoniale. Il Barometro della previdenza mostra che, dopo aver ricevuto un'eredità, il 37 per cento delle persone intervistate di età compresa tra i 66 e i 79 anni investe maggiormente in titoli, il 15 per cento aumenta la quota di risparmio, mentre il 29 per cento non apporta modifiche.
Effettivamente un'eredità rappresenta una buona occasione per analizzare nuovamente e approfonditamente l'intera pianificazione finanziaria insieme a un'esperta o a un esperto di previdenza e, laddove necessario, apportare i necessari adeguamenti. La strategia d'investimento adottata finora è ancora adeguata? Il patrimonio è strutturato in modo efficiente? È interessante notare che per il 14 per cento delle persone intervistate tra i 66 e i 79 anni l'eredità rappresenti lo stimolo a regolamentare la propria successione. «Nella nostra attività di consulenza constatiamo spesso che l'eredità è il fattore che spinge a riorganizzare la propria pianificazione patrimoniale e successoria», conferma l'esperto di previdenza Raiffeisen Fabio Casadei.
Che si tratti di pensionamento o eredità, il Barometro della previdenza Raiffeisen mostra che per molti investitori con un elevato patrimonio è utile riesaminare con attenzione la propria strategia patrimoniale, anche se alla fine non vengono apportate modifiche. Infatti, se da un lato la sicurezza è importante, altrettanto lo è il mantenimento del potere d'acquisto nel lungo termine. La combinazione di liquidità e una prospettiva d'investimento a lungo termine crea le condizioni ideali affinché il patrimonio, anche durante il pensionamento, continui a svolgere il suo compito: garantire sicurezza finanziaria e indipendenza per molti anni a venire.
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