Preservare nel tempo il lavoro di una vita

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Dopo anni di grande impegno con l'obiettivo di costituire un patrimonio, con il pensionamento è la conservazione del patrimonio ad assumere maggiore importanza. I risparmi offrono libertà d'azione, infondono sicurezza e aprono prospettive nuove, tanto oggi quanto per le generazioni future. Una struttura patrimoniale intelligente consente di creare le basi in tal senso.
A 55 anni, chi osserva i risultati conseguiti nel corso della propria vita vede molto più di un saldo in banca: vede un'abitazione di proprietà, titoli, l'avere di previdenza e, non di rado, partecipazioni in un'azienda. Nel corso dei decenni si è infatti accumulato un notevole patrimonio, frutto del proprio lavoro, del proprio coraggio imprenditoriale, di disciplina e di decisioni a lungo termine.
Ma, con l'avvicinarsi del pensionamento, il punto di vista cambia. Anziché sulla costituzione del patrimonio, in questa fase ci si concentra su altri quesiti: come utilizzare in modo flessibile i frutti del proprio lavoro e il patrimonio accumulato e, allo stesso tempo, conservarli il più a lungo possibile? In tal senso è necessaria una struttura patrimoniale ben ponderata, che offra stabilità a lungo termine e garantisca la conservazione del patrimonio.
Prendere decisioni ben ponderate
Chi ha già avuto a che fare con una costruzione edile lo sa: prima di avviare qualsiasi lavoro, è necessario definire gli obiettivi, chiarire le esigenze e fissare le priorità. Insieme all'architetto si elabora quindi un progetto edilizio che soddisfi le esigenze degli abitanti e che possa durare per decenni.
Lo stesso si applica al patrimonio nella seconda metà della vita: la propria carriera professionale ha permesso di generare reddito, si è costruita una solida previdenza e gli immobili o i titoli hanno acquisito valore. È così che vengono poste le fondamenta.
Il passaggio al pensionamento segna l'inizio di una nuova fase, in cui l'obiettivo è raccogliere i frutti del proprio lavoro senza mettere a repentaglio la stabilità del patrimonio complessivo. Ed è soprattutto negli anni precedenti e successivi al pensionamento che si pongono le basi in tal senso, i cui effetti saranno poi percepibili per decenni. La scelta tra rendita e riscossione del capitale, la pianificazione successoria all'interno di un'impresa o la strutturazione della successione sono solo alcuni esempi.
Particolare attenzione meritano gli averi della previdenza professionale. Chi richiede il pagamento, sotto forma di capitale, di una parte o dell'intera cassa pensioni, accede in un colpo solo a ingenti valori patrimoniali e se ne assume la responsabilità. La questione non è quindi solo come investire il patrimonio, ma anche come trasformarlo in una fonte di reddito affidabile nel corso dei decenni. Una cosa, infatti, è chiara: a causa dei bassi tassi reali, il denaro depositato a lungo termine sul conto di risparmio genera un rendimento pari quasi a zero. Al contrario, un patrimonio investito in modo strategico può continuare a generare notevoli proventi, beneficiando dell'effetto degli interessi composti. «Proprio in questa fase risulta fondamentale il modo in cui vengono gestiti i rischi e generati proventi», spiega Fabio Casadei, Responsabile Pianificazione finanziaria e Investimenti Raiffeisen Svizzera nella regione di lingua italiana. «L'obiettivo è strutturare un portafoglio in grado di rimanere stabile e, al contempo, generare proventi su base regolare.»

Pensare al patrimonio in modo globale
Chi pianifica il pensionamento anticipato necessita di soluzioni diverse rispetto a chi conclude progressivamente la propria vita professionale. Gli imprenditori devono inoltre gestire la successione o la vendita della loro azienda. I proprietari di immobili si trovano ad affrontare questioni riguardanti ipoteche, manutenzione, liquidità e successione dell'abitazione di proprietà a favore della generazione successiva. Si tratta di ambiti interconnessi tra loro: ogni decisione si ripercuote infatti sul patrimonio complessivo. La conservazione del capitale, il rendimento, le imposte, la pianificazione successoria e la gestione dei rischi non sono ambiti da considerare singolarmente.
Come nella costruzione di una casa, anche una struttura patrimoniale inizia da un'analisi della situazione di partenza. Presso Raiffeisen il consulente bancario svolge il ruolo di architetto: sviluppa una strategia a lungo termine insieme alla clientela ed è il principale punto di contatto per coordinare le varie aree settoriali, mantenendo, allo stesso tempo, una visione d'insieme. Nelle retrovie collaborano, inoltre, vari esperti: esperti fiscali, esperti in materia di previdenza, professionisti nel settore degli investimenti o esperti in successioni offrono infatti supporto nell'ambito dell'analisi con le rispettive conoscenze specialistiche. Proprio nel caso di situazioni patrimoniali complesse, questa concentrazione di competenze è in grado di offrire un notevole valore aggiunto.
Anche se con il pensionamento si chiude un'importante fase della vita, spesso la persona che va in pensione continua a essere attiva ancora per molti anni: anni in cui si renderà necessario non solo conservare il patrimonio costituito, ma anche utilizzarlo in modo mirato. E, proprio per questo, è fondamentale avere una strategia chiara e a lungo termine. «Soprattutto nella fase che precede e segue il pensionamento, l'obiettivo non è tanto ottenere il massimo rendimento, quanto gestire in modo mirato i possibili rischi e garantire un equilibrio affidabile tra proventi e liquidità», afferma Fabio Casadei, esperto Raiffeisen.
Le condizioni quadro economiche sono infatti in continua evoluzione. L'inflazione, le tensioni geopolitiche o le oscillazioni dei tassi d'interesse rappresentano una costante causa di incertezza. Chi, in tale contesto, punta su una pianificazione patrimoniale ben definita sarà in grado di prendere decisioni con maggiore tranquillità e lungimiranza. Anziché reagire alle notizie dei giornali o a oscillazioni momentanee del mercato, gli obiettivi a lungo termine indicano chiaramente la direzione da seguire. Questo crea stabilità e consente di dormire sonni tranquilli. Il patrimonio, infatti, deve offrire sicurezza, non causare stress.
Delegare le responsabilità con serenità
Una gestione patrimoniale professionale crea i presupposti in tal senso e non è riservata soltanto alle persone più abbienti. Molte persone hanno lavorato per decenni, assumendosi tutte le responsabilità e accumulando patrimonio e, in pensione, desiderano soprattutto una cosa: godersi la libertà che hanno conquistato. A tale scopo non serve occuparsi quotidianamente dei corsi di borsa, prendere decisioni sui tassi o formulare previsioni di mercato.
La gestione patrimoniale combina invece una strategia a lungo termine e un monitoraggio sistematico, una gestione dei rischi attiva e decisioni d'investimento chiare e trasparenti. «Nel corso del colloquio illustriamo in modo trasparente le decisioni d'investimento prese, le performance raggiunte e i relativi costi. In questo modo i nostri clienti mantengono il controllo sul loro patrimonio e, allo stesso tempo, possono delegare le varie responsabilità con serenità», spiega Fabio Casadei, aggiungendo: «La clientela sceglie la strategia più adatta e noi ne garantiamo un'attuazione coerente.»
In fin dei conti, una buona struttura patrimoniale è come una casa progettata con cura: costruita in modo solido, adattata alle esigenze individuali e progettata per durare per generazioni. Si tratta di una soluzione che offre sicurezza, consente margini di manovra e garantisce non solo la possibilità di preservare il lavoro di una vita, ma anche di continuare a farlo fruttare in modo sensato, così da assicurare sia il proprio futuro che quello della generazione successiva.
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