Le nostre prove

Alfa Romeo Tonale, l'ibrido leggero mostra i muscoli

Un'auto che non passa inosservata e un'elettronica che permette di partire e fare manovre solo in elettrico nonostante il mild-hybrid
Tarcisio Bullo
Tarcisio Bullo
08.11.2022 10:00

Bolzano - II passo del Tonale è imbronciato e avvolto nelle prime nebbie autunnali quando arriviamo in vetta, dopo aver percorso a bordo dell’Alfa Romeo che porta il suo stesso nome - Tonale - lunghi tratti di strada che tagliano a fette splendidi vigneti e meleti. Saliamo dal Trentino-Alto Adige, da Bolzano, passando per Caldaro, Malé, Dimaro, conosciute località turistiche dove in ottobre si celebra la festa per la raccolta delle mele, mentre i mosti della regione già ribollono nei tini, in attesa di dar vita a vini reputati, di altissima qualità.

In questo quadro idilliaco, l’Alfa Romeo Tonale cattura gli sguardi grazie alla sua silhouette elegante e raffinata, ad un design che è impossibile non collegare alle fortune del made in Italy. Abbiamo a che fare con un SUV di medie dimensioni, che lancia l’era dell’elettrificazione in Alfa Romeo. Il modello che abbiamo potuto provare è una versione ibrida leggera con un motore in grado di sprigionare 160 CV ed un cambio automatico a sette rapporti. Il cuore di quest’auto è il quattro cilindri benzina 1.5 Hybrid VGT con turbina a geometria variabile e sistema mild-hybrid 48V. Il motore termico lavora in sinergia con un’unita elettrica (20 CV e 55 Nm di coppia) integrata nel cambio. La corrente recuperata alimenta una batteria al litio da 0,77 kWh che a seconda delle necessità la cede al momento delle accelerazioni e per le ripartenze.

L’Alfa Romeo Tonale cattura gli sguardi grazie alla sua silhouette elegante e raffinata, ad un design che è impossibile non collegare alle fortune del made in Italy

I tecnici di Alfa Romeo sono riusciti a sfruttare l’elettronica per permettere alla Tonale di partire e fare manovra in elettrico, anche se ciò è possibile per pochi metri: così ne risulta però un veicolo che va oltre i limiti tradizionali del mild-hybrid, anche se sarebbe azzardato parlare di ibridazione totale. Vogliamo definirlo un ottimo compromesso?

A livello di guida, detto di uno sterzo molto preciso e con un raggio di curvatura eccellente, aggiungiamo che sulla Tonale ci sono tre modalità di condotta (Dynamic, Natural e Advance Efficiency - DNA) che si regolano dal manettino sulla console centrale. In Natural e Advance Efficiency l’auto fatica un po’ a trovare il giusto brio e gli innesti del cambio automatico lasciano un po’ a desiderare perché le marce vanno lunghe e anche spremendo sull’acceleratore a volte il cambio non scala con la precisione richiesta. La situazione migliora invece in Dynamic, che permette al motore di esprimere un bel brio e risposte più puntuali.

L’abitacolo di Tonale assicura ampio spazio per i passeggeri, mentre la posizione di guida alta regala una sensazione di controllo e dominio della strada a tutto beneficio del conducente. I nuovi sistemi Alfa Romeo ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) per la guida autonoma di livello 2, di cui Tonale è equipaggiata, permettono di gestire in autonomia accelerazione, frenata e mantenimento corsia, ma anche il riconoscimento ciclisti e pedoni, il monitoraggio stanchezza conducente, il riconoscimento segnaletica stradale e altro ancora. Il sistema multimediale è facile e intuitivo, i comandi sono fisici e la risposta è reattiva.

La scheda

Motore: 
Cilindrata: 1.469 cc
Potenza e coppia massima: 160 CV e 240 Nm
Accelerazione: da 0 a100 km/h in 8,8 sec.
Velocità massima: 210 km/h
Consumi: 7,1 l/100 km
Emissioni Co2: 144 g/km
Classe efficienza energetica: C
Prezzo base del modello: 50'900.- franchi

Mi piace
La pulizia delle linee che contraddistinguono la carrozzeria e il senso di benessere offerto da un abitacolo molto curato.

Non mi piace
Il funzionamento del cambio automatico in modalità di guida "normale" a volte è irritante.

GUARDA IL VIDEO DELL'ALFA TONALE IN ALTO ADIGE

Valli fiabesche e vini di alta qualità

Un territorio curato, un autentico giardino alpino che abbraccia innumerevoli vallate una più bella dell'altra, con nuclei storici rimasti intatti, case antiche che emanano grande fascino. Siamo nel Trentino-Alto Adige, una regione composta, come suggerisce il nome, dalla provincia autonoma di Trento e da quella di Bolzano, che gode di uno statuto speciale. Cime elevate, valli fiabesche, un susseguirsi di specchi d'acqua e poi coltivazioni di mele a perdita d'occhio e vigneti che si arrampicano sui fianchi della montagna. Favorito da un clima ideale e dall'esposizione speciale delle sue vallate, il Trentino-Alto Adige - regione dove il plurilinguismo è di casa, si passa dall'italiano al tedesco e al ladino in Val Gardena e in Val Badia - ha fatto dell'agricoltura, in particolare della coltivazione della mela e della produzione di vino, un importante pilastro economico che affianca il turismo.

Martin Foradori Hofstätter, proprietario della storica Tenuta Hofstätter a Termeno.
Martin Foradori Hofstätter, proprietario della storica Tenuta Hofstätter a Termeno.

Una tenuta storica dell'Alto Adige - considerata da alcune riviste specializzate tra le migliori 50 d'Italia - è la cantina Hofstätter, situata nell'idilliaca piazza del Municipio di Termeno. Qui incontriamo il proprietario, Martin Foradori Hofstätter, che ci introduce nella sua proprietà e ci guida durante una degustazione di alcune etichette della sua cantina. Tenuta storica, Hofstätter, perché il fondatore, Josef, iniziò a produrre vino da queste parti circa un secolo fa e oggi siamo giunti alla quarta generazione. I vitigni simbolo di questa azienda sono il Gewürztraminer e il Pinot Nero, seguiti da Pinot bianco e Lagrein. 

Martin Foradori Hofstätter ci svela i segreti che fanno del vino prodotto in Alto Adige un nettare di grande qualità: l'ottima esposizione dei vigneti, sia a est, sia a ovest, lungo la Valle percorsa dal fiume Adige, un microclima molto vario, fatto di molte ore di sole e di ventilate, fresche brezze di montagna . La sua tenuta a conduzione famigliare è l'unica a possedere delle vigne sui due versanti della valle, coltivati ad un'altezza che va da 250 a 850 metri sul livello del mare.

Qui, quando si trova in etichetta il nome specifico "vigna", si tratta di un vino che proviene da un unico appezzamento, da una sola parcella. Siamo all'equivalente del "cru" francese e per quanto riguarda Hofstätter le punte di diamante sono due bianchi e due rossi: il Gewürztraminer "Vigna Kolbenhof" e il Pinot bianco "Barthenau Vigna S. Michele" tra i bianchi; il Pinot nero "Barthenau Vigna S. Urbano" e il Lagrein "Vigna Steinraffler" tra i rossi.