Futuro

Anno 2060: cosa succederà?

Uno sguardo in avanti per scoprire come si sta muovendo la tecnologia.
Simona Miele / Ated Ticino
02.11.2022 08:41

In un arco di tempo tutto sommato ridotto come quello che va dalla fine dello scorso millennio ad oggi si è consumata un'evoluzione tecnologica senza precedenti. E infatti, come notano alcuni ricercatori in poco meno di 50 anni si sono condensate innovazioni e scoperte sorprendenti, rispetto ai precedenti 500 anni. Ma se progressi tecnologici che abbiamo compiuto finora sono indubbiamente eclatanti, guardando avanti a 35-40 anni da oggi, come potrà essere il mondo nel 2060? Si tratta di “fughe in avanti” raccolte dagli appassionati di futuropossimo.it, un sito che si occupa proprio di raccogliere visioni e innovazioni future. Quindi, volendo provare a capire cosa potremo vedere e sperimentare, ecco qui di seguito qualche incredibile suggestione.

Hotel nello spazio e colonizzazione di altri pianeti come Marte
Gli hotel spaziali diventeranno sempre più accessibili al grande pubblico. Il primo, Space Perspective, dovrebbe essere lanciato nell'anno 2027. Ma si pensa che entro il 2060 queste strutture ricettive diventeranno per il grande pubblico, grazie ai progressi tecnologici che ne ridurranno sensibilmente i costi. D’altra parte, miliardari del calibro di Elon Musk con SpaceX, Jeff Bezos con Blue Origin, e Richard Branson con Virgin Galactic si sono da tempo lanciati nella conquista spazio sub-orbitale. D’altra parte, anche la NASA ha dichiarato il suo obiettivo di portare l'uomo su Marte nel 2030, con stazione permanente, che comprenderà: moduli logistici, un laboratorio di astrobiologia, un modulo scientifico e un modulo abitato. Inizialmente, le agenzie spaziali concentreranno i loro sforzi di esplorazione entro circa 100 chilometri dal luogo di atterraggio: nel 2060 i primi insediamenti umani sul pianeta rosso potrebbero iniziare a somigliare a piccoli villaggi e poi a città vere e proprie.

L'abbigliamento sempre più intelligente
L'abbigliamento intelligente diventerà un'industria vera e propria, con indumenti che consentiranno una comunicazione fluida con telefoni, computer, automobili e altri dispositivi. Chi indosserà abiti intelligenti sarà più produttivo, potrà controllare la propria salute e persino chiedere assistenza in caso di incidente. Oggi produrre vestiti con queste caratteristiche è tecnicamente molto difficile, dato che i tessuti devono essere lavati e l'acqua danneggia l'elettronica. Ma alcuni ingegneri dell’americana Purdue University, situata in Indiana, hanno creato un’innovativa tecnica di "spruzzatura e cucitura" per trasformare qualsiasi capo di tessuto normale in uno smart dress.

L'invecchiamento finirà KO
I trattamenti per fermare l'invecchiamento saranno diffusi già nei prossimi vent'anni, e forse entro il 2060 (qui la prudenza è d'obbligo) potrebbero essere disponibili a prezzi accettabili. Entro la metà degli anni 2060 la scadenza di alcuni tra i primi brevetti che vediamo oggi e altri progressi scientifici permetteranno alla maggior parte della popolazione mondiale di trarre benefici. Molti scienziati vedono l'invecchiamento come una malattia, una delle tante, un po' più complessa da curare. Uno dei laboratori più intriganti che lavorano su questo mandato è l'impresa biotecnologica Altos, lanciata a gennaio di quest'anno e con sede in tre località: la Bay Area, San Diego e Cambridge nel Regno Unito. Rapporti non confermati (il più importante però è stilato dal quotidiano britannico The Times) suggeriscono che il CEO di Amazon Jeff Bezos abbia pesantemente finanziato questa azienda, che è finita al centro di più di un dibattito di natura etica.  

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