Il mio Natale: firmato Christa Rigozzi

Oggi tocca all'ex Miss Svizzera raccontarci aneddoti e curiosità
Christa Rigozzi
Christa Rigozzi
19.12.2012 06:52

di CHRISTA RIGOZZI - Quanti ricordi legati al mio Natale: quelli che conservo maggiormente nel cuore sono legati evidentemente alla mia infanzia, all?emozione nell?attesa di Gesù Bambino, che arrivava accompagnato dal suo asinello. Dopo la cena in famiglia, con i miei genitori e mio fratello, prima di andare a coricarci si preparava lo spuntino per chi – da lì a poco – ci avrebbe fatto visita portandoci i doni che bramavamo. In cucina si apparecchiava per Gesù Bambino con qualche spagnoletta, mandarini e un bicchiere di Coca-Cola – ebbene sì – mentre fuori dalla porta lasciavamo sale e acqua per l?asinello. I due sarebbero dovuti passare di casa in casa e in qualche modo dovevano pur rifocillarsi: per loro la notte sarebbe stata lunga. Per noi, invece, il sonno era di breve durata: l?eccitazione e la curiosità per scoprire se davvero Gesù Bambino fosse arrivato facevano sì che ci svegliassimo già all?alba. Eravamo emozionatissimi, certo, ma anche un po? impauriti: ricordo che mio fratello, di tre anni più grande di me, mi diceva sempre: «Vai avanti tu, dai...». In cucina le tracce del passaggio di Gesù Bambino erano evidenti: la Coca-Cola era stata tutta bevuta, delle spagnolette erano rimasti soltanto i gusci, dei mandarini le bucce. E fuori dall?uscio, anche sale e acqua erano spariti. Sì, anche questa volta si erano ricordati di noi, e la conferma arrivava vedendo con gioia che sotto l?albero erano comparsi pacchi e pacchetti. Ho sempre conservato con attenzione e gelosia i miei giochi: alcuni sono tuttora in ottimo stato – come una piccola cucina che mi era stata regalata quando avevo 7 o 8 anni – e il mio auspicio è che un giorno possa essere utilizzata da una bambina che sappia godersela come ho fatto io durante la mia infanzia. Magari mia figlia, se dovessi un giorno averne una... Oggi, accolgo il Natale sempre con grande gioia e come occasione per staccare dal lavoro, ma anche e soprattutto come momento di riflessione e condivisione e per rivolgere un pensiero a chi non c?è più. Amo l?atmosfera unica che sa creare, anche se devo ammettere che mi manca un po? quella magia di quando ero bambina, e rimpievo il bicchiere di Coca-Cola in attesa di Gesù Bambino e del suo asinello...

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