L’arte ai piedi: le Air Max diventano protagoniste di una mostra
Da Warhol in poi, portare un oggetto di consumo dentro uno spazio espositivo non rappresenta certo una provocazione. Più interessante è capire cosa quell’oggetto racconti del proprio tempo. A Milano tocca alle sneaker: Nike ha riunito nove creativi attorno alle nuove Air Max Dolce per «Dolce XOXO», una mostra che incrocia arte, musica, tecnologia e cultura digitale.

Il progetto coinvolge Common Index, Luna Mahoux, Sara Sadik, Brennan Wojtyla, Tudor Ciurescu, Hollywood Superstar Review, Forniture Pallotta, Emir Karyo e Mika Ben Amar, con una performance dal vivo del duo sperimentale londinese Rat Section. Agli artisti e designer è stato affidato il compito di partire dalla nuova silhouette per sviluppare lavori legati a identità, tecnologia, sperimentazione e cultura contemporanea.

La mostra racconta indirettamente anche quanto sia cambiato il ruolo delle sneaker. Nate innanzitutto per rispondere a esigenze sportive, negli ultimi decenni sono entrate nello streetwear, nella moda e nella cultura popolare. Una trasformazione particolarmente evidente nella storia delle Air Max.

Bisogna tornare al 1987, quando Nike introdusse per la prima volta l’ammortizzazione Air visibile. Quella che inizialmente rappresentava una soluzione tecnica sarebbe progressivamente diventata uno degli elementi estetici più riconoscibili del marchio, accompagnando il passaggio delle Air Max dalla performance alla strada.
Air Max Dolce riprende quell’eredità ma cambia decisamente linguaggio. L’unità Air resta visibile nel tallone, mentre la tomaia modellata è attraversata da una struttura a griglia e rinuncia completamente ai lacci. Ne deriva una silhouette massiccia e scultorea, a metà strada tra una sneaker tradizionale e una slip-on.

È questa costruzione a diventare il punto di partenza della mostra milanese. «Dolce XOXO» sposta infatti l’attenzione dalle sole caratteristiche della scarpa alle interpretazioni di creativi provenienti da discipline differenti, utilizzando la sneaker come oggetto sul quale far convergere linguaggi diversi.

Il modello è arrivato sul mercato in due varianti. Light Magenta è stata lanciata il 22 agosto al prezzo di 159,99 euro, mentre dal 12 settembre è disponibile anche Silver, caratterizzata da una finitura metallizzata.

Quasi quarant’anni separano Air Max Dolce dal primo modello del 1987. Allora la novità fu rendere visibile l’elemento tecnico nascosto dentro la scarpa. Oggi quella stessa bolla d’aria rimane, mentre attorno sono cambiati forme, utilizzi e persino i luoghi nei quali una sneaker può finire: non soltanto ai piedi, ma anche dentro una mostra.


