«A febbraio precipitazioni tre volte superiori alla norma»

«Piove! Senti come piove! Madonna come piove! Senti come viene giù!» cantava Jovanotti nel 1994. Una canzone che può essere eletta a colonna sonora di questo weekend e, più in generale, delle ultime settimane caratterizzate da giornate grigie e uggiose. Restando alle citazioni, però, come diceva Eric Draven ne Il corvo - The Crow, film casualmente uscito lo stesso anno della canzone di Jovanotti, «Non può piovere per sempre». Questo, almeno, è il nostro augurio (e immaginiamo quello di molti abitanti della Svizzera italiana). Per capire allora cosa ci attende nelle prossime ore e nei prossimi giorni, abbiamo sentito Luca Panziera di MeteoSvizzera.
«Stiamo vivendo la fase più intensa delle precipitazioni. Da metà pomeriggio avremo un'attenuazione, ma non una cessazione completa. Per quella bisognerà aspettare la notte. In montagna cadrà ancora qualche centimetro di neve».
E di fiocchi, nelle ultime ventiquattro ore, ne sono caduti parecchi alle alte quote. Come postato da MeteoSvizzera su X, infatti, a Bosco Gurin si misurano 32 cm di neve fresca (mentre l'accumulo totale raggiunge i 91 cm), a Pesciüm abbiamo 10 cm (187 cm in totale), ad Altanca 14 cm (28 cm in totale), a Campo Blenio 8 cm (19 cm in totale) e a San Bernardino 12 cm (116 cm in totale). «Il limite delle nevicate oggi sarà tra i 600 e gli 800 m s.l.m. per il Sopraceneri, mentre nel Sottoceneri si attesterà attorno ai 1.000-1.200 m s.l.m. Nell'ultima fase delle precipitazioni si alzerà poi probabilmente di 200/300 m», spiega il nostro interlocutore.
Quell'inverno non più così asciutto
Come scritto in apertura di articolo, ormai da diverse settimane il tempo è uggioso. Un'anomalia, per il periodo, considerando il fatto che l'inverno, nella Svizzera italiana, è di solito la stagione più asciutta? «A sud delle Alpi nel mese di febbraio abbiamo registrato precipitazioni tre volte superiori alla media 1991-2020, si parla di un +315%», illustra Luca Panziera. «Certe stazioni hanno misurato quantitativi di precipitazioni notevoli: penso per esempio a Stabio e Cimetta dove è stato il secondo mese di febbraio più piovoso dal 1982».
Le precipitazioni hanno però avuto anche effetti positivi. «Esse hanno riportato la neve al Sud delle Alpi sopra i 1.000/1.200 m s.l.m. dopo un inverno in cui i quantitativi erano praticamente ovunque al di sotto della norma. Ora siamo invece saliti addirittura sopra la norma: guardando la carta dell'altezza neve relativa sul sito dell'Istituto per lo studio della neve e delle valanghe registriamo infatti un +110/140%».
«Nonostante le precipitazioni – sottolinea Luca Panziera – abbiamo vissuto il mese di febbraio più mite mai registrato a sud delle Alpi con quasi 4°C in più rispetto alla media 1991-2020».
Torna il sole (e il caldo)
Detto delle previsioni per la giornata di oggi, cosa ci attende nei prossimi giorni? «Domani sarà una giornata di transizione con qualche rovescio sparso nel pomeriggio, poi da martedì dovremmo avere tempo asciutto e stabile», spiega Luca Panziera. «Saranno giornate abbastanza soleggiate, fatta eccezione per qualcuna più nuvolosa. Avremo poi un importante rialzo delle temperature: già martedì, con l'arrivo del favonio da nord, arriveremo a 18°C». Temperature fuori dalla norma quindi. «In questo periodo dell'anno, alle basse quote, i valori massimi raggiungono tipicamente i 12/13°C. Non sarà comunque un evento eccezionale considerando che sarà determinato dall'arrivo del favonio».
Insomma, la frase di Eric Draven trova per fortuna conferma nelle parole di Luca Panziera e presto torneremo a vedere il sole.
