A Lugano una veglia per le vittime di Crans-Montana, de Raemy: «Un momento di condivisione che aiuta tutti»

Anche la Città di Lugano si è unita al lutto nazionale per la tragedia di Crans-Montana. Numerosissimi fedeli - tra cui molti giovani - sono giunti alla Cattedrale di San Lorenzo per seguire la veglia ecumenica iniziata alle 18. Una veglia presieduta dall’amministratore apostolico Mons. Alain de Raemy, che ha parlo in particolare dell’importanza della luce in questi momenti di buio profondo. «Una parola di vita. Una ragazza, nella cerimonia di oggi a Martigny, ha detto che non possiamo prolungare i giorni della nostra vita, ma possiamo intensificare la vita dei nostri giorni«, ha spiegato de Raemy ai microfoni di Ticinonews. »Mi sembra che il messaggio sia questo: i giovani sono fatti per la vita e noi dobbiamo incoraggiarli a continuarla. Essere gioiosi non è una colpa verso chi sta soffrendo in ospedale o verso chi non c'è più».
«Fondamentale scoprirsi parte della stessa umanità»
Luoghi come la cattedrale di San Lorenzo, in cui
mercoledì si è tenuto il funerale di Sofia, ricoprono un ruolo molto importante
nell’elaborazione di un dolore collettivo. «Penso sia fondamentale scoprirsi
parte della stessa umanità«, ha aggiunto de Raemy. »Sono stato a
Crans-Montana e lì molte persone, pur senza conoscersi, si abbracciavano,
perché condividevano questa immensa sofferenza, ma anche un segno di speranza,
di stare insieme e di andare avanti». Un altro aspetto essenziale per chi soffre,
infatti, è quello di sentire di non essere solo «È importantissimo, anche
se chi sta male tende a volersi isolare. Vivere l'esperienza della comunione
nel momento difficile aiuta a non cadere e a continuare a camminare. Ed è
proprio questo il senso della veglia odierna: un momento di condivisione che ci
aiuta tutti», ha concluso l'amministratore apostolico.
