Addio alla «Spiaggetta» di Arbedo

Addio alla «Spiaggetta» di Arbedo, un angolo di refrigerio estivo alla confluenza dei fiumi Ticino e Moesa per molti bellinzonesi e non solo. Lo ha reso noto oggi il Municipio di Arbedo-Castione, non mancando di sottolineare il suo «rammarico» per un «luogo di ritrovo molto apprezzato dalla popolazione». Esecutivo che «si vede costretto a porre termine al mandato conferito per la gestione dell’area» alla luce della decisione della Sezione forestale del Dipartimento del territorio, del 20 gennaio scorso, con la quale è stata revocata l’autorizzazione relativa all’utilizzazione temporanea dell’area boschiva dove è situato - appunto - il lido.
Accesso vietato
«Venendo meno il presupposto autorizzativo indispensabile per l’esercizio dell’attività di ristoro, il Municipio ha pertanto proceduto alla revoca immediata del mandato di gestione, conformemente alle condizioni contrattuali vigenti», si precisa nella nota stampa firmata dal consesso guidato dal sindaco Luigi Decarli. L’Esecutivo esprime in seguito un sincero ringraziamento ai gestori per il lavoro svolto fino ad oggi, in particolare per l’impegno profuso nel mantenere pulito il sedime e in buono stato l’intero comparto, contribuendo all’ordine ed al rispetto dell’area. Contestualmente informa che, per motivi di tutela del comparto e di corretta gestione della superficie, la strada veicolare che conduce alla «Spiaggetta» non sarà più percorribile, se non da parte dei residenti e dei fornitori autorizzati. L’accesso veicolare allo spazio adibito a parcheggio sarà inoltre interdetto.
Quella lettera a Berna
Negli scorsi anni dei cittadini avevano persino scomodato l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE). A Berna si chiedeva in sostanza se il lido naturale alla confluenza dei fiumi Ticino e Moesa era in regola o meno dal profilo delle norme edilizie e non solo. Gli abitanti si erano chinati su quelle che ritenevano essere le due problematiche principali sul tavolo. La prima aveva a che vedere con l'inquinamento fonico e la sporcizia: «Durante gli ultimi anni, d'estate, si svolgono ritrovi campestri con musica e ballo. Il pubblico, proveniente da ogni dove, si attesta a circa 500-600 persone per ogni serata di fine settimana. Queste feste provocano rumore, detriti di ogni genere e inosservanza della quiete pubblica in tarda ora». La seconda questione, ben più pregnante stando ai mittenti della missiva, concerneva invece la legge edilizia.
Il lido, scrivevano i cittadini, è «al di fuori della zona edificabile, in una zona della protezione della natura, soggetta ad eventuali alluvioni, in zona golenale e in zona boschiva. Nelle immediate vicinanze, ma sempre fuori zona edificabile, con un'ordinanza municipale del 2008 è stato dato il permesso di usufruire di un posteggio a pagamento. Il Piano regolatore del Comune però non prevede che questa area sia adibita a posteggio».
