Alla Siberia, passato l’inverno, largo a bimbi e partite di padel

Mentre la pista di ghiaccio si riempie di pattinatrici e pattinatori, sui tavoli del Municipio di Ascona già si getta lo sguardo alla stagione estiva. Il concorso per dotare la Siberia di un’offerta durante il periodo da maggio ad agosto, infatti, è stato appena vinto dagli stessi organizzatori che la stagione passata avevano avuto un mandato diretto. «Abbiamo fatto le nostre valutazioni e ci era piaciuta la miscela tra sport e iniziative per bambini», spiega al Corriere del Ticino il municipale Paolo Duca, titolare del dicastero giovani nonché presidente della Brima SA, la società che si occupa della gestione ordinaria del «gioiello» locarnese. Il quale conferma il ritorno dei due campi da padel e, sull’altra metà della superficie, di un’area parco per bambini con gonfiabili e trampolini elastici, denominata «Oasi Park». La prima sarà di competenza della Marbea Sagl di Ludovica Censi, società con sede a Minusio e che a Sant’Antonino ha messo in piedi una sala divertimenti rivolta ai più piccoli con lo stesso nome della proposta asconese. La seconda, invece, è affidata a Francesco Bizzozero, che riproporrà la Siberia Padel.
Scelta vincente non si cambia
«Abbiamo ricevuto parecchi riscontri positivi da parte dei visitatori e siamo rimasti soddisfatti anche del livello di affluenza». Scelta vincente non si cambia, dunque. Anche se, a dirla tutta, qualcosa da cambiare ci sarebbe. Per capire di che si tratta, occorre guardare in alto, cioè alla recentissima copertura inaugurata a fine 2024 dopo un investimento di quattro milioni. «Sì, stiamo affrontando qualche piccolo problema tecnico», afferma il nostro interlocutore. «Nei giorni piovosi, siamo confrontati con inconvenienti legati alla formazione di nebbia sul campo da gioco. La condensa e l’umidità si presentano soprattutto all’inizio del periodo, ma si riducono quando le temperature scendono e il clima diventa più secco, ma resta una criticità.
Tra nebbia e condensa
Al momento, la situazione è in fase di analisi: «Stiamo raccogliendo dati per capire la causa e per trovare la soluzione migliore con l’aiuto di specialisti. Certo, quando non avevamo un tetto ed era tutto “all’aperto”, questi fenomeni non si verificavano. Ma stiamo studiando la questione e sono fiducioso. Per ora, non abbiamo ancora una risposta definitiva».
Una realtà - fondata quasi per caso novant’anni fa da Robert Ottinger Senior nella zona più fredda del Comune al di là dei terreni sulla sponda destra del fiume Maggia, sul confine con Locarno - che oggi gode di ottima salute. Forse troppa? «Ogni giorno siamo pieni e, in effetti, diventa complicato soddisfare tutte le richieste di utilizzo. Solo tra hockey, pattinaggio artistico e curling contiamo circa 500 tesserati, ma l’utenza reale è molto più ampia: scuole di ogni ordine, pubblico privato e amatori. Parliamo di migliaia di persone», risponde Duca.
Il «pienone», poi, è rimarcato dal fatto che la «gemella» di Prato Sornico, in Alta Vallemaggia, non risulta più praticabile come un tempo. Per la Lavizzara, si è trattato di un ulteriore colpo causato dalla tragica alluvione di fine luglio 2024, costata la vita a otto persone.
Aggiunto uno spogliatoio
«Per far fronte alla domanda e come gesto di solidarietà tra enti locali, abbiamo aggiunto uno spogliatoio con un credito straordinario di 300.000 franchi, approvato all’unanimità dal nostro Consiglio comunale. La struttura in quota nel distretto nostro vicino era interessante soprattutto perché rendeva possibile praticare allenamenti già ad agosto e settembre. Ora, questo, non è più possibile dal momento che qui sul piano riusciamo ad aprire solo da circa metà ottobre al massimo».
«Servono altri impianti»
«Ci sarebbe bisogno di più impianti: sono piuttosto sicuro che se se ne costruissero altri, si riempirebbero subito», conclude Duca. Che precisa come oggi si debbano fare «i salti mortali per accontentare tutti, ma sono compromessi. Per soddisfare la domanda servirebbero più piste». Insomma, oltre a quella di Winterland (in piazza Grande a Locarno da novembre a gennaio) e a quella di Sonogno, nella regione, c’è «fame» di spazi del genere. «Ma alla Siberia, purtroppo, non abbiamo margini di manovra, a causa della particolare collocazione geografica che ci impedisce ulteriori sviluppi».




