Il punto

«Giù le mani da La Brévine, la Siberia svizzera»

Il meteorologo Marco Gaia spiega il primato «a metà» della temperatura più fredda mai registrata: -42.3 gradi centigradi nella Sägistal, Oberland Bernese
Marco Gaia, di MeteoSvizzera (Centro regionale Sud, Locarno) e, sullo sfondo, un'immagine de La Brévine. A sinistra, il titolo della Tribune de Génève dice: «Non è il luogo più freddo del Paese»
Jona Mantovan
24.01.2023 17:45

Il sigillo c'è, quello di MeteoSvizzera. Via Twitter, perlomeno. E l'oggetto in questione è, probabilmente, la temperatura più bassa mai registrata in Svizzera da un termometro: -42.3 gradi centigradi. Il luogo è una valle delle Prealpi Bernesi, la Sägistal, nel canton Berna, nei dintorni del Sägistalsee. Un gelo simile fa rabbrividire persino i -41.8 segnati il 12 gennaio 1987 a La Brévine, località del canton Neuchâtel conosciuta con il nomignolo «Siberia della Svizzera». Il luogo è così popolare per i suoi clamorosi grandi freddi che l'ente locale l'ha pure sottolineato nel cartellone che accoglie quei temerari che decidono di sperimentare delle ghiacciate di tutto rispetto. Alcuni media, inutile dirlo, si sono scatenati e non hanno esitato a titolare l'evento quasi fosse un trofeo strappato al Roger Federer in versione re dell'inverno. Ma attenzione, avverte Marco Gaia, responsabile di MeteoSvizzera (Centro regionale Sud, a Locarno). Perché, a guardare bene l'informazione risalendo alla fonte, qualcosa non torna. La scoperta, infatti, è merito di Stephan Vogt, che sul media sociale dei cinguettii si presenta con il nome «Kryophil».

Guarda il video — «Il primato di freddo de La Brévine non si sposta, nonostante i 42.3 registrati nella Sägistalsee»

«Il valore è stato misurato da una stazione di una rete privata amatoriale», premette Marco Gaia. «Ci si è domandati se questo fosse il nuovo primato. Ma, per noi, il valore più basso mai misurato nella rete delle stazioni di misura di MeteoSvizzera risale al 12 gennaio 1987 a La Brévine, canton Neuchâtel, con -41,8 gradi centigradi». Che sia primato o no, il nuovo dato è comunque frutto di un atteso arrivo di aria fredda su tutto il Paese, che ha portato l'inverno dopo un periodo di temperature fuori stagione. «E, di conseguenza, valori più consoni alla stagione fredda. Come sempre capita, scatta una sorta di corsa alla ricerca del valore della temperatura più bassa che si riesce a misurare. Una cosa simile la vediamo anche d'estate, ma al contrario. Quando tutti vanno a cercare il valore più alto».

L'esperto, tuttavia, non vede di buon occhio questa particolare pratica. «Questa caccia lascia il tempo che trova. Anche perché non sarebbe del tutto corretta. Dobbiamo sempre pensare che anche in una Svizzera così piccola, ma altrettanto variegata, le condizioni meteorologiche possono variare anche su una scala molto breve, molto ristretta. Occorre specificare bene e in modo molto chiaro a cosa si fa riferimento quando si dà un valore meteorologico».

Non abbiamo la possibilità di mettere una stazione di misura in ogni angolo del Paese. Il 'nostro' primato di -41,8 gradi, è quindi relativo

Laghi di aria fredda

«Quando definiamo La Brévine come la Siberia della Svizzera, è perché là misuriamo le temperature più basse. Dobbiamo anche aggiungere che questa informazione è riferita alla rete di misura ufficiale di MeteoSvizzera, composta da numerose stazioni. Ma non abbiamo la possibilità di mettere una stazione di misura in ogni angolo del Paese. Il primato di -41.8 gradi è quindi relativo», spiega Gaia. Che aggiunge: «Comunque relativo alla nostra rete di stazioni di misura, che è la rete ufficiale della Confederazione. Questo significa che ci possono essere di sicuro altre località o anche singoli posti molto particolari che, a causa della loro conformazione dell'ambiente circostante, possono segnare, in particolari situazioni meteorologiche, delle temperature estremamente basse».

Le temperature più fredde rilevate, anno per anno, a La Brévine, «Siberia» della Svizzera

Lo scienziato ammette che questa informazione «non la sapremo mai, perché non misuriamo ovunque». Insomma, l'istituto nazionale è confrontato con una serie di appassionati che partono alla ricerca di posti ideali per questo genere di rilevamenti. «Di solito dei posti in montagna. I punti perfetti sono in fondo alle conche. In posti come questi, d'inverno e durante le notti lunghe serene, si può depositare dell'aria fredda, i cosiddetti laghi di aria fredda». Da qui anche il nome del sito internet di questi cacciatori, kaltluftseen.ch.

Le misurazioni dei privati e le nostre, che sono ufficiali per conto della Confederazione, hanno due finalità diverse e non si possono paragonare

Inseguendo un primato

Il nostro interlocutore si sofferma anche sulla bontà del numero diffuso dagli appassionati. O perlomeno sui differenti scopi della rete di rilevamenti amatoriale e quella'ufficiale di MeteoSvizzera. «Azzardo che possa trattarsi di una misura valida soltanto per una zona di dieci, venti metri. Queste condizioni ambientali si creano in aree molto piccole. E se dovessi portare il mio termometro proprio lì, è normale registrare temperature diverse da quelle ufficiali di MeteoSvizzera, un ente che tra l'altro non ha lo scopo di inseguire questo genere di primati. Avendo queste due finalità ben diverse, aggiungerei che si tratta di valori che non possono essere davvero paragonati tra loro».

C'è poi anche un problema relativo agli strumenti usati. L'autore del sito internet scrive che l'attrezzatura impiegata non è equiparabile al livello della Confederazione: «Non possiamo competere con loro, ma non usiamo nemmeno un termometro economico dal negozio di ferramenta! Non aspiro a valori ufficiali, lo faccio per il piacere di farlo. Cerco di rendere le circostanze della misurazione ragionevolmente trasparenti e comprensibili». Segue poi descrizione molto dettagliata della strumentazione.

Lo strumento ha di sicuro funzionato bene, però è un dato relativo alle micro condizioni di questa piccola località

Requisiti internazionali

Secondo Gaia, non è tanto questo il punto. «Non si può dire che la misura non sia corretta. Lo strumento ha di sicuro funzionato bene, però è una misura relativa alle micro condizioni di questa piccola località. Al contrario, noi cerchiamo di posizionare le stazioni seguendo una serie di requisiti che ci sono imposti, oltretutto a livello internazionale, e che permettono così di ottenere una rete rappresentativa e di regioni molto più ampie». 

L'Organizzazione meteorologica mondiale ha definito una serie di regole affinché si possano paragonare le temperature misurate tra le varie stazioni (e non solo a livello nazionale). «Noi dobbiamo seguire questi standard, ma le altre stazioni di misura private non necessariamente. Non voglio dire che la misura non è stata fatta in modo corretto, dico solo che noi, come servizio ufficiale nazionale, non la conosciamo e quindi non possiamo esprimerci». Anche se, scrive ancora l'autore di kaltluftseen.ch, «lavoro per MeteoSvizzera e cerco di avvicinarmi il più possibile a queste regole del gioco».

Siamo poco oltre i mille metri di quota, nella zona montuosa del canton Neuchâtel. Una valle molto lunga, con i pendii ai fianchi

Le condizioni perfette

L'esperto descrive come si è creato il fenomeno della Siberia Svizzera. «Siamo poco oltre i mille metri di quota, nella zona montuosa del canton Neuchâtel. Si tratta di una valle molto lunga, con i pendii delle montagne ai fianchi. La particolare conformazione del terreno facilita, durante l'inverno, la formazione di quel che noi chiamiamo lago di aria fredda. Quest'aria fredda si deposita sul fondo della vallata ed è lì che abbiamo misurato temperature più basse della nostra serie. La configurazione non è molto diversa da quella che abbiamo alla Sägistal, nell'Oberland bernese. Con la differenza che lì siamo in un luogo molto, molto più piccolo. Stiamo parlando di una conca dalle dimensioni decisamente più piccole rispetto alla zona in cui abbiamo posizionato la nostra stazione ufficiale a La Brévine».

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