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Durante il volo, al confine con la Romania, l'equipaggio della Austrian Airlines ha segnalato un allarme per minaccia bomba e ha deciso di effettuare un atterraggio d'emergenza – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:11
19:11
Netanyahu: «Telefonata con Trump, elimineremo la minaccia iraniana»
«In conversazione con il mio amico, il presidente Trump, dopo che ha annunciato il suo sostegno alla mia candidatura alle elezioni. Insieme elimineremo per sempre la minaccia iraniana!». Lo scrive su X il premier israeliano Benyamin Netanyahu pubblicando un video della telefonata.
16:47
16:47
Salam sfida Hezbollah sulle armi
Mentre si prepara il tavolo negoziale di Tampa, in Florida, dove i militari libanesi incontreranno americani e israeliani, e mentre la campagna elettorale spinge Benjamin Netanyahu a ripetere che le sue truppe resteranno nel sud del Libano finché Hezbollah non sarà disarmato, a Beirut cresce lo scontro interno tra il partito di Dio alleato dell'Iran e il governo.
Il premier Nawaf Salam ha alzato il tono: chiede l'arresto di chiunque detenga o trasporti armi illegali e ricorda che «la decisione di guerra e di pace» spetta solo allo Stato. All'origine c'è un camion fermato all'inizio di ottobre sulla strada tra la Bekaa e la capitale, con a bordo centinaia di chili di esplosivo.
Il partito di Dio, per bocca del deputato Hassan Fadlallah, ha rivendicato il carico, ha detto che serve alla «resistenza» contro Israele e ha chiesto la liberazione dei due uomini fermati. Fadlallah ha anche definito «nulla» la decisione con cui il governo, a marzo, aveva dichiarato illegale ogni attività militare di Hezbollah.
Dal canto suo, Salam ha chiesto al ministro della giustizia, Adel Nassar, e al procuratore generale presso la Cassazione, Rami al-Hajj, di allargare l'inchiesta. «Il nostro solo limite», ha scritto sul suo account X, «è quello fissato dalla legge».
Nassar, espressione del partito cristiano-maronita delle Falangi, vuole affidare il caso al Consiglio giudiziario, un tribunale speciale le cui sentenze non si possono appellare. Hezbollah avverte che su quella strada «nessuno sa cosa accadrebbe al Paese».
Intanto la tensione si è spostata nelle strade: nei giorni scorsi, alle porte della periferia sud di Beirut, decine di uomini armati vicini al partito hanno accerchiato la polizia giudiziaria impegnata a sequestrare medicinali sospetti in un magazzino. Si è risolto tutto con l'arrivo dell'esercito, che ora pattuglia la capitale con più uomini.
Hezbollah sostiene che gli agenti abbiano aggirato un «meccanismo di coordinamento concordato» con le autorità. Il contesto esterno rende lo scontro più pesante. Al tavolo apparecchiato in Florida Washington e Israele chiedono prima di tutto il coordinamento diretto tra i due eserciti, libanese e israeliano: un coordinamento operativo che Beirut ha sempre evitato con un paese con cui è formalmente in guerra dal 1948.
L'accordo quadro raggiunto a giugno con la mediazione americana è già chiuso, almeno sulla carta. Resta da applicarlo, ed è qui che si concentrano le divergenze: disarmo del partito di Dio, ritiro graduale israeliano, esercito libanese nella zona oggi occupata. In quella zona le forze di occupazione dello Stato ebraico controllano circa 620 chilometri quadrati di territorio libanese e continuano a demolire intere località nel sud, sostenendo di distruggere infrastrutture del partito. Da Israele, Netanyahu dice di non fidarsi del governo libanese e promette operazioni «per quanto necessario».
Il ministro della difesa, Israel Katz, minaccia di allargare l'occupazione e di colpire la periferia sud di Beirut se Hezbollah si unirà a un attacco iraniano. A Beirut si esclude una grande offensiva prima del voto del 27 ottobre. Ma, secondo fonti libanesi, con la chiusura delle urne in Israele i calcoli potrebbero cambiare.
15:16
15:16
Benny Gantz si ritira, non si candiderà alle prossime elezioni
Il leader del partito israeliano Blu e Bianco, Benny Gantz, ha annunciato il suo ritiro e che non si candiderà alle prossime elezioni. «Non mi candiderò alle prossime elezioni, ma continuerò a lottare per l'unità», ha dichiarato. «È l'unica soluzione che può impedire un'altra catastrofe e proteggere Israele di fronte a tutte le sfide, interne ed esterne».
Gantz rilascerà una dichiarazione alla stampa alle ore 20,00 (le 19 in Italia). Gantz aveva detto più volte che avrebbe portato avanti la sua campagna, ma gli ultimi sondaggi lo vedevano in calo, con il rischio che non superasse la soglia di sbarramento del 3,25%.
15:15
15:15
50 vittime nnegli attacchi degli Houthi contro un campo delle forze armate governative in Yemen
È salito ad almeno 50 il numero dei morti negli attacchi degli Houthi contro un campo delle forze armate governative in Yemen. Lo riferisce una fonte governativa.
I ribelli hanno lanciato missili balistici contro il campo militare di al-Alam nella provincia meridionale di Shabwa.
08:13
08:13
Iran: petroliera urta una mina e prende fuoco nello Stretto di Hormuz
I Guardiani della Rivoluzione islamica, il corpo militare ideologico dell'Iran, hanno annunciato che un incendio è divampato a bordo di una petroliera dopo l'impatto con una mina nello stretto di Hormuz, rotta navaleal centro del conflitto tra Washington e Teheran.
La nave «ha urtato una mina marina a sud dello Stretto di Hormuz, provocando un'esplosione e un incendio nella sala macchine», hanno dichiarato i pasdaran in un comunicato diffuso dall'agenzia Irna, senza fornire informazioni sul nome o sulla provenienza della petroliera.
La nave «stava tentando di transitare lungo una rotta non autorizzata a sud», si legge nella nota, che ha accusato l'imbarcazione di aver disattivato i propri sistemi di localizzazione. «Qualsiasi nave che attraversi lo stretto di Hormuz (...) disattivando i sistemi di navigazione e identificazione sarà sottoposta a misure severe e rigorose», hanno avvertito i Guardiani della Rivoluzione islamica.
L'Iran rivendica il controllo dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale, prima della guerra, transitava un quinto degli idrocarburi mondiali, e prende regolarmente di mira le navi che vi transitano senza la sua autorizzazione.
Da quando le forze della repubblica islamica hanno bloccato lo Stretto, numerose imbarcazioni cercano di attraversarlo senza il permesso di Teheran, costeggiando le coste dell'Oman. L'Iran considera queste operazioni una violazione delle proprie disposizioni e minaccia regolarmente ritorsioni.
Prima della guerra contro l'Iran, iniziata il 28 febbraio con attacchi aerei israelo-americani, il transito attraverso lo Stretto di Hormuz avveniva senza ostacoli e non richiedeva alcuna autorizzazione.
06:21
06:21
Il punto alle 6
Un volo della Austrian Airlines da Tel Aviv a Vienna con 57 persone a bordo è stato dirottato verso la capitale bulgara Sofia nella tarda serata di domenica in seguito a una minaccia diretta al velivolo, ha riferito un portavoce della compagnia aerea.
Austrian Airlines ha dichiarato che la minaccia ha riguardato il volo OS82. L'aereo è atterrato in sicurezza alle 20:42. L'Airbus A320 è stato sottoposto a ispezione e i passeggeri saranno riprenotati su un volo alternativo non appena le operazioni saranno completate, ha aggiunto la compagnia.
In precedenza Sky News, citando il ministero dei Trasporti bulgaro, aveva riferito che l'aereo è atterrato a seguito di un «allarme per minaccia bomba». «Durante il volo, al confine con la Romania, l'equipaggio ha segnalato un allarme per minaccia bomba e ha deciso di effettuare un atterraggio d'emergenza a Sofia», ha dichiarato il ministero. Un caccia dell'Aeronautica militare ha scortato l'aereo fino all'atterraggio a Sofia.
