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Trump annuncia dazi del 25% «a chiunque commerci con l'Iran»

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Trump annuncia dazi del 25% «a chiunque commerci con l'Iran»
Red. Online
12.01.2026 07:30
23:00
23:00
Trump annuncia dazi del 25% «a chiunque commerci con l'Iran»

«Con effetto immediato, qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell'Iran dovrà pagare una tariffa del 25% su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d'America. Questo ordine è definitivo e vincolante»: lo annuncia Donald Trump su Truth.

21:56
21:56
La Francia richiama il personale diplomatico non essenziale dall'Iran

Il personale diplomatico non essenziale dell'ambasciata di Francia a Teheran ha lasciato il territorio dell'Iran a causa della situazione nel Paese: è quanto riferiscono fonti ben informate citate dalla stampa francese.

I dipendenti non essenziali dell'ambasciata francese a Teheran hanno lasciato il territorio iraniano a bordo di due voli commerciali tra ieri e oggi, precisano le fonti, senza fornire dettagli su quanti fossero. Normalmente, l'ambasciata di Francia a Teheran conta una trentina di expat, a cui si aggiungono alcune decine di impiegati con contratto locale.

19:38
19:38
Khamenei elogia i raduni promossi dallo Stato, un monito agli Usa

In un messaggio la guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha elogiato i suoi sostenitori per aver partecipato ai raduni organizzati dallo Stato in tutto il Paese, definendolo un «avvertimento» per i politici americani. Lo riporta Iran International, canale televisivo in lingua persiana, con sede a Londra.

«Oggi avete compiuto un atto grandioso e creato una giornata storica. Questi raduni di massa, animati da ferma determinazione, hanno sventato i piani dei nemici stranieri, che avrebbero dovuto essere portati a termine dai loro mercenari nazionali», ha detto Khamenei.

«La grande nazione iraniana ha messo in mostra se stessa, la sua determinazione e la sua identità, davanti ai suoi nemici. Questo è stato un avvertimento ai politici statunitensi affinché cessino i loro inganni e smettano di affidarsi a mercenari traditori», si legge nel messaggio. Ha definito la nazione iraniana «forte e potente, consapevole e capace di identificare i propri nemici, e presente sulla scena in ogni momento».

18:03
18:03
Mosca condanna «i tentativi di ingerenza in Iran»

Mosca condanna quelli che definisce i «tentativi di ingerenza negli affari interni dell'Iran». Lo ha detto il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Serghei Shoigu, in una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano, Ali Larijani, con il quale ha parlato le proteste che scuotono la Repubblica islamica.

17:38
17:38
«Almeno 648 morti nelle proteste in Iran»

Almeno 648 manifestanti sono rimasti uccisi durante le proteste anti governative iniziate 16 giorni fa in Iran. Lo riporta l'organizzazione non governativa con sede in Norvegia 'Iran Human Rights', aggiornando il bilancio che ha tenuto dall'inizio delle proteste, scoppiate il 28 dicembre in varie città del Paese per la crisi economica. Secondo la ong, tra le vittime ci sono nove minorenni mentre i feriti sono migliaia. In un comunicato sul suo sito, 'Iran Human Rights' stima che gli arrestati sarebbero più di 10 mila ma il blocco quasi totale di Internet in vigore dall'8 gennaio rende complicato avere dati più precisi.

17:25
17:25
Papa Leone XIV ha incontrato Lazzarini, commissario dell'UNRWA

Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza questa mattina lo svizzero Philippe Lazzarini, Commissario generale dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA). Lo riferisce la sala stampa vaticana nel suo consueto bollettino quotidiano.

Lazzarini, nato nel 1964 a La Chaux-de-Fonds (NE), aveva annunciato lo scorso agosto l'intenzione di lasciare il proprio incarico nel mese di marzo, dopo due mandati. Dal 2020 è alla guida dell'organizzazione che sostiene i rifugiati palestinesi in Libano, Siria e Giordania, nonché in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

L'Agenzia delle Nazioni Unite è sotto accusa da parte del governo israeliano, il quale sostiene che alcuni collaboratori dell'UNRWA avrebbero preso parte agli attacchi compiuti da Hamas il 7 ottobre 2023 nelle località dello Stato ebraico, a ridosso delle Striscia di Gaza. Il Parlamento israeliano ha poi vietato all'organizzazione umanitaria di operare sul suo territorio.

Successivamente Lazzarini, in un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, aveva respinto al mittente ogni accusa, dichiarando che lo scopo di Israele era quello di condurre una campagna di disinformazione contro l'agenzia. Nell'aprile 2024 una commissione d'inchiesta guidata dall'ex ministra degli esteri francese Catherine Colonna è giunta alla conclusione che Israele non aveva fornito prove concrete a sostegno delle proprie accuse. Tuttavia nel suo rapporto, la commissione ha avanzato una serie di raccomandazioni volte a rafforzare la neutralità dell'agenzia.

A causa delle pesanti accuse mosse dallo Stato ebraico, diversi Paesi donatori hanno sospeso i propri finanziamenti all'agenzia ONU. La Svizzera, dal canto suo, ha inizialmente congelato i sussidi verso l'UNRWA per poi in seguito dimezzare il contributo previsto per il 2025. Lo scorso marzo il Parlamento ha infine incaricato il Consiglio federale, tramite una mozione, di adoperarsi per cercare una soluzione alternativa per quanto concerne l'aiuto ai rifugiati palestinesi.

17:22
17:22
La Svizzera chiede alle autorità iraniane di porre fine alla violenza contro i manifestanti

La Confederazione chiede alle autorità iraniane di porre fine alla violenza contro i manifestanti antigovernativi. Per il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) vanno garantiti i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i dimostranti.

Berna guarda «con grande preoccupazione» agli arresti e ai decessi in occasione delle manifestazioni, scrive oggi il DFAE sulla rete sociale X. Secondo informazioni di attivisti, centinaia di dimostranti sono stati uccisi durante le proteste di massa in atto da oltre due settimane.

Il mandato di potenza protettrice in Iran non impedisce alla Svizzera di esprimersi su questioni relative ai diritti umani, ha riferito il DFAE a Keystone-ATS. Dal 1980 la Confederazione rappresenta gli interessi degli Stati Uniti nella Repubblica islamica e in questo contesto gestisce tutte le questioni consolari in loco. Inoltre Berna dal 1979 rappresenta gli interessi iraniani in Egitto e dal 2019 in Canada.

Condanna anche il Consiglio d'Europa

Anche il segretario generale del Consiglio d'Europa Alain Berset condanna la «repressione fatale» delle proteste e invita al rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite. «Sono in gioco la stabilità regionale e globale», ha scritto l'ex consigliere federale, pure su X.

Berset ha convocato una riunione con gli ambasciatori degli Stati membri del Consiglio d'Europa confinanti con l'Iran - Turchia, Armenia e Azerbaigian - per discutere ulteriori misure.

17:15
17:15
Araghchi ha contattato nel fine settimana Witkoff

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contattato l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff nel fine settimana, in seguito alle minacce di un'azione militare da parte del presidente Donald Trump in risposta alle proteste in Iran: lo scrive Axios, citando due fonti a conoscenza della questione.

Secondo le fonti, l'iniziativa sembrava un tentativo da parte di Teheran di allentare le tensioni con Washington o di prendere tempo prima di qualsiasi azione da parte degli Stati Uniti. Una fonte ha affermato che Araghchi e Witkoff hanno discusso la possibilità di tenere un incontro nei prossimi giorni.

17:14
17:14
L'IDF ha demolito 2500 edifici nella Striscia di Gaza da ottobre

Secondo un articolo del New York Times, Israele ha raso al suolo oltre 2500 edifici nella Striscia di Gaza dall'entrata in vigore del cessate il fuoco con Hamas a ottobre.

Il quotidiano riporta che la maggior parte delle demolizioni è avvenuta sul lato israeliano della cosiddetta Linea Gialla che delimita le aree sotto controllo a Gaza. Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno anche dichiarato al media statunitense che stanno smantellando tunnel ed edifici disseminati di trappole esplosive.

13:44
13:44
Migliaia a Teheran manifestano per la Repubblica islamica

La tv di Stato iraniana ha trasmesso immagini di grandi manifestazione a sostegno della Repubblica islamica, dopo due settimane di proteste anti governative, e le immagini mostrano qualche migliaio di persone affollare piazza Enghelab nella capitale iraniana.

Anche il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, è stato visto alla manifestazione a Teheran, riferisce la versione inglese della tv iraniana, Press Tv, pubblicando su X una sua foto tra la folla, dove i dimostranti sventolano bandiere della Repubblica islamica ed espongono ritratti della Guida suprema Ali Khamenei.

Mentre la rete internet è bloccata nel Paese da giorni e la ong Hrana ha denunciato l'uccisione di almeno 544 persone nelle proteste anti governative, anche in mattinata si erano tenute manifestazioni a sostegno della Repubblica islamica in varie città del Paese, e la tv di Stato ha definito i partecipanti come «iraniani uniti contro il terrorismo», bollando le proteste anti governative come «rivolte in Iran appoggiate da Usa e Israele».

11:22
11:22
Iran: «Aperti canali di comunicazione con un emissario americano»

Il ministero degli Esteri iraniano afferma che i canali di comunicazione con un emissario americano sono «aperti». Donald Trump nella notte ha detto che l'Iran aveva chiesto di negoziare e che un incontro era in preparazione.

«Questo canale di comunicazione tra il nostro ministro degli Esteri (Abbas Araghchi) e l'inviato speciale del presidente degli Stati Uniti è aperto», ha dichiarato il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei in un commento trasmesso dalla televisione di Stato.

L'inviato speciale di Trump è Steve Witkoff, scrive Iran International, visto che Witkoff ha tenuto i canali aperti anche in passato.

Il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei ha aggiunto che l'Iran ha mantenuto il suo impegno diplomatico: «Abbiamo sempre aderito al principio della diplomazia e della negoziazione, ovviamente una negoziazione bilaterale», ha affermato.

10:51
10:51
«Gli USA preparano ciberattacchi contro il regime in Iran»

Gli Stati Uniti si stanno preparando possibili attacchi informatici contro l'Iran in risposta alla repressione dei manifestanti antigovernativi da parte di Teheran. Lo scrive il Telegraph citando funzionari statunitensi secondo cui sarebbero in corso operazioni informatiche volte a punire la leadership iraniana per la violenza usata contro chi protesta.

09:24
09:24
Cina: «Contrari alle interferenze straniere in Iran»

La Cina ha espresso la sua piena «contrarietà alle interferenze straniere» in Iran, interessato da giorni da proteste di massa anti-regime, sollecitando allo stesso tempo che il Paese asiatico possa ritornare a una fase di «pace».

La portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, dopo che il presidente americano Donald Trump ha riferito che i militari Usa stanno valutando «opzioni molto concrete» contro Teheran, ha aggiunto nel briefing quotidiano che Pechino sollecita «tutte le parti coinvolte a fare più sforzi capaci di portare alla pace e alla stabilità in Medio Oriente».

«Ci opponiamo all'uso della forza o alla minaccia dell'uso della forza nelle relazioni internazionali e invitiamo tutte le parti a fare di più per favorire la pace e la stabilità in Medio Oriente», ha affermato Mao, ricordando che Pechino si è «sempre opposta all'ingerenza negli affari interni di altri Paesi».

Per altro verso, «abbiamo sempre sostenuto che la sovranità e la sicurezza di tutti i Paesi debbano ricevere piena tutela dal diritto internazionale» e, per questo motivo, la Cina «spera che il governo e il popolo iraniani possano superare le attuali difficoltà e mantenere la stabilità nazionale».

Il Dragone segue con molta attenzione le vicende in corso a Teheran: dal Venezuela, il cui presidente Nicolas Maduro è stato catturato e arrestato dagli Usa con il blitz militare di poco più una settimana, Pechino importa il 4-5% del petrolio totale, mentre dall'Iran la quota è ancora più importante ed è pari al 13-15%.

08:57
08:57
Iran: «La situazione è sotto controllo totale, presto tornerà internet»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi sostiene che le proteste a livello nazionale «sono diventate violente e sanguinose per fornire una scusa» a Trump per intervenire. Lo scrive Al-Jazeera.

Ha dichiarato a un incontro con diplomatici stranieri che la violenza è aumentata nel fine settimana, ma che «la situazione è ora sotto controllo totale».

Araghchi ha affermato che Internet verrà presto ripristinata in Iran, aggiungendo che il governo si sta coordinando con le autorità di sicurezza per compiere progressi in tal senso. La connettività, dice, verrà ripristinata anche per le ambasciate e i ministeri.

07:30
07:30
Il punto alle 7.30

Donald Trump afferma che l'esercito americano sta valutando «opzioni molto concrete» per l'Iran. Martedì il presidente USA si riunirà alla Casa Bianca con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Trump ha dichiarato che sta valutando una possibile azione militare contro l'Iran. «Sembra che stiano iniziando a farlo», ha detto rispondendo ai giornalisti a bordo dell'Air Force One che gli chiedevano se Teheran avesse superato la linea rossa da lui precedentemente indicata, ovvero l'uccisione di manifestanti. «Stiamo valutando la situazione con molta serietà. Le forze armate la stanno esaminando e stiamo valutando alcune opzioni molto concrete. Prenderemo una decisione», ha aggiunto il presidente americano. Poco dopo Trump ha dichiarato che i leader iraniani hanno chiesto di «negoziare» dopo le sue minacce di un'azione militare. «La leadership iraniana ha chiamato» sabato, ha detto ai giornalisti a bordo dell'Air Force One, aggiungendo che «si sta organizzando un incontro: vogliono negoziare». Il presidente ha tuttavia avvertito che gli USA potrebbero «dover agire prima di un incontro». Intanto la ONG statunitense Human Rights Activists News Agency (Hrana), nel suo ultimo comunicato di ieri sera, ha dichiarato che il bilancio delle vittime in Iran ha raggiunto quota 544, ma ha anche affermato di aver ricevuto altre 579 segnalazioni di decessi, ancora in fase di indagine. Delle vittime segnalate finora, 483 erano manifestanti, mentre 47 erano membri dell'esercito o delle forze dell'ordine iraniane. In totale sono stati uccisi anche otto ragazzini. Il numero di persone arrestate finora è ora pari a 10.681.