Anche l'Italia non è stata risparmiata dal nuovo attacco a frigoriferi e congelatori

Dagli attacchi informatici di massa di ieri contro frigoriferi e congelatori di diversi supermercati europei non è stata risparmiata nemmeno l'Italia. Come spiega il Post, a essere colpiti, in particolare, sono stati decine di supermercati e aziende della Sicilia, dell’Emilia-Romagna e della Toscana. Anche in questi casi, le temperature all'interno degli apparecchi sono state alzate da remoto fino a rendere non più commestibili le derrate alimentari.
Per fare luce sulla vicenda sono ora al lavoro la polizia postale italiana e l’Agenzia di cybersicurezza nazionale italiana (ACN). A loro il compito di capire da dove siano partiti gli attacchi e se gli episodi verificatisi nella Penisola possano essere collegati a quelli che hanno interessato il resto dell'Europa.
La situazione in Sicilia
In Sicilia sono stati colpiti oltre 20 supermercati tra Palermo, Catania, Ragusa e Trapani. Giuseppe Spadaro, direttore generale del Gruppo Radenza, che gestisce i supermercati Coop sull'isola, ha detto all'ANSA che sono stati coinvolti almeno tre punti vendita Coop a Catania e uno a Palermo. L'attacco, avvenuto alle 4.00 di lunedì, ha obbligato il supermercato italiano buttare molti chili di prodotti surgelati, con danni stimati per diverse migliaia di euro, ha spiegato Spadaro. Al Corriere della Sera, il direttore generale del Gruppo Radenza ha poi precisato che l’azienda è riuscita a individuare i sistemi colpiti e a disattivarli: «Gli hacker hanno trovato alcuni nostri dispositivi vulnerabili. Stiamo ancora cercando di capire perché non fossero sicuri, forse per un difetto di cui non eravamo a conoscenza».
Ad essere colpita a Palermo e Trapani anche la catena Decò. Nel mirino degli hacker sono finiti tre punti vendita dati in gestione a terzi. «Gli attacchi sono avvenuti attraverso i call center, che si occupano del sistema di telegestione e monitoraggio degli impianti di refrigerazione», ha spiegato all'ANSA il presidente del gruppo Giovanni Arena. «Il comune denominatore è stato l’accesso diretto tramite gli IP dei frigoriferi».
E quella in Toscana ed Emilia-Romagna
A essere colpita in Toscana è invece stata una società nel settore delle mense che ha segnalato all'Agenzia di cybersicurezza nazionale italiana di aver subìto un attacco informatico. L’agenzia ne ha poi individuato un altro ai danni di una ditta dell’Emilia-Romagna che produce surgelati.
I prossimi passi
Oggi, spiega il Post, Alfredo Mantovano, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza, ha convocato una riunione a Palazzo Chigi, la sede del governo, per parlare degli attacchi. Subito dopo ci sarà un’altra riunione tecnica tra l’ACN e i dirigenti delle aziende della grande distribuzione e del resto della filiera. Nel pomeriggio il COPASIR (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica), cioè un organo del parlamento che controlla l’operato dei servizi segreti, si confronterà con Bruno Valensise, direttore dell’AISI, la parte dei servizi segreti che si occupa della sicurezza interna. Domani invece sarà sentito Andrea Quacivi, direttore dell’ACN.
Sconosciuta la ragione degli attacchi
A questo punto una domanda si fa sempre più pressante: qual è lo scopo di questi attacchi e chi si cela dietro di essi? Il quesito, purtroppo, a oggi non ha ancora trovato risposta. Il Post osserva che potrebbe trattarsi di «attacchi ibridi», ovvero di azioni di guerra non proprio esplicite. Azioni, queste, che di solito vengono ricondotte alla Russia. In questo caso, tuttavia, non è ancora possibile stabilire un collegamento.

