Calcio

Bellinzona a un passo dal fallimento: lunedì l’udienza decisiva in Pretura

Debiti, cordata in stallo e nodo ancora irrisolto sulla proprietà delle azioni del club granata
Red. Online
03.06.2026 18:54

Lunedì prossimo sarà una giornata decisiva per il futuro dell’AC Bellinzona. Come riferisce la RSI, il club granata dovrà infatti presentarsi davanti alla Pretura per scongiurare il fallimento, in una situazione finanziaria che appare sempre più compromessa.

Come riferito dal CdT, i debiti dell’AC Bellinzona risultano molto elevati: al momento, nell’estratto figurano oltre 850 mila franchi di procedure esecutive, con quattro comminatorie di fallimento per circa 100 mila franchi. A queste posizioni si aggiunge un indebitamento totale stimato attorno ai 3 milioni di franchi, che comprende stipendi e oneri sociali non versati, affitti arretrati, debiti verso enti pubblici (Confederazione, Cantone e Comuni), fornitori e società di servizi, oltre a una controversia da circa 400 mila franchi legata alla cessione del club all’ex proprietario Pablo Bentancur. A ciò si sommano anche richieste per diritti di formazione da club sudamericani per quasi un milione di franchi, che contribuiscono a rendere il quadro finanziario particolarmente critico.

Per evitare il fallimento, il Bellinzona dovrebbe presentarsi in Pretura con la possibilità concreta di saldare i debiti oggetto delle comminatorie oppure convincere il Pretore a concedere un concordato, dimostrando l’esistenza di prospettive credibili di risanamento o di ingresso di nuovi investitori.

Negli scorsi giorni, ricordiamo si era parlato dell’interesse di una cordata ticinese pronta a rilevare il club: era stato raggiunto un accordo con Trujillo per una cessione a prezzo simbolico, ma la trattativa ha progressivamente perso slancio e la sua riuscita appare tutt’altro che scontata. Il proprietario precedente Pablo Bentancur rivendica infatti di non aver mai ricevuto i soldi pattuiti con Trujillo al momento della vendita del club (si parla di circa 800mila franchi) e non vuole liberare le azioni della società. Una situazione che di fatto bloccherebbe qualsiasi passaggio di proprietà.