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Lo afferma il segretario al Tesoro americano al Finacial Times, parlando della «più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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09:13
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Il ministro degli Esteri dell'Oman a Teheran per i colloqui su Hormuz
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha dichiarato che il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al Busaidi, arriverà domani a Teheran per discutere questioni regionali, in particolare gli attuali colloqui tra Teheran e Mascate sulla gestione congiunta del traffico nello Stretto di Hormuz.
Il ministro omanita incontrerà il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, ha aggiunto Baghaei, citato dall'agenzia Irna. La visita, ha precisato, rientra nel quadro del rafforzamento della cooperazione reciproca e della prosecuzione delle consultazioni politiche tra i due Paesi per favorire la pace e la stabilità nella regione.
08:24
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Petrolio in calo sul riacutizzarsi della crisi USA-Iran
Petrolio in calo in avvio di settimana sul riacutizzarsi della crisi Usa-Iran: il wti passa di mano a 85,61 dollari al barile (-1,67%), il brent è a 93,08 dollari al barile (-1,39%). «Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario», l'Iran, ha affermato il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al Finacial Times. In Europa si discute intanto di una tassa sugli extraprofitti delle grandi compagnie petrolifere.
06:47
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Hormuz, «Le navi che violano i protocolli subiranno restrizioni»
Le navi «che violano i protocolli iraniani» riguardanti lo Stretto di Hormuz «saranno soggette a restrizioni nei futuri transiti, tra cui multe, fermo o confisca»: è l'avvertimento lanciato su X dalla cosiddetta Autorità dello Stretto del Golfo Persico, istituita dall'Iran, secondo cui alcune navi in transito avrebbero «violato le disposizioni iraniane» vigenti.
La stessa autorità iraniana afferma che, «prima di procedere al noleggio delle imbarcazioni», i proprietari delle merci che effettuano trasporti da o verso il Golfo Persico «devono consultare l'elenco delle navi non conformi» sul sito dell'autorità, «al fine di evitare possibili problemi».
«Con effetto immediato, qualsiasi nave che collabori con le imbarcazioni presenti nell'elenco — attraverso operazioni STS (ship-to-ship), trasbordo o altre modalità — sarà inserita a sua volta nell'elenco», aggiunge l'autorità istituita da Teheran. «Per richiedere la rimozione dall'elenco, le navi interessate dovranno presentare una richiesta formale corredata dalle relative motivazioni all'indirizzo indicato dall'autorità», indica inoltre.
06:21
06:21
Bessent: «Arriva il D-day economico per l'Iran»
«Siamo ormai giunti alla fase decisiva. Siamo al D-Day economico, la più grande offensiva finanziaria mai scatenata contro un avversario», l'Iran. Lo afferma il segretario al Tesoro americano Scott Bessent al Finacial Times. «I paesi che ritengono la politica di pacificazione nei confronti del regime una scelta più sicura dovrebbero riconsiderare la propria posizione», dice Bessent precisando che «per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l'alternativa è la preclusione di tutte le vie verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa trasformarsi in un paria a livello globale».
«Il mondo deve comprendere che il nostro obiettivo è recidere ogni ancora di linfa economica che sostiene il regime tirannico, fino a lasciare Teheran completamente isolata», ha detto Bessent che nelle prossime ore annuncerà nel dettaglio la stretta economica che gli Stati Uniti intendono imporre all'Iran.
«Coloro che interromperanno i restanti legami finanziari e commerciali con l'Iran ne trarranno beneficio, rafforzando al contempo le proprie relazioni economiche: miglioreranno il loro accesso ai capitali globali, aumenteranno la fiducia nei propri mercati e conquisteranno la posizione che ambiscono a occupare nell'economia mondiale», spiega Bessent citando la conferenza di Teheran del 1943 quando Franklin D. Rossevelt e Winston Churchill valutarono l'operazione che culminò nello sbarco in Normandia. Il segretario al Tesoro denuncia che per anni gli Stati Uniti si sono ritrovati «soli nella determinazione» di fermare Teheran. Donald Trump ha «decimato l'economia iraniana al punto che il rial non è mai stato così debole e l'inflazione raramente è stata così elevata. L'ultima ancora di salvezza del regime risiede nell'illusione di nazioni timorose, le quali credono ancora che assecondare l'aggressività possa garantire una pace duratura», osserva Bessent. «Per chi sceglie di legare il proprio destino a quello di Teheran, l'alternativa è la preclusione di qualsiasi via verso una prosperità duratura. Diventare un rifugio per il terrorismo significa, agli occhi degli Stati Uniti, trasformarsi in un paria a livello globale», mette in evidenza.
06:20
06:20
Il punto alle 6.00
«Il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno tenuto ieri sera una riunione con il capo di Stato maggiore sulla situazione relativa alla minaccia rappresentata dai lanci di droni, palloni aerostatici e aquiloni dalla Striscia di Gaza verso Israele». Lo comunica l'ufficio del premier in una nota.
«Israele avverte Hamas che se i lanci verso Israele non cesseranno immediatamente, l'IDF intensificherà le operazioni contro i responsabili e procederanno all'evacuazione della popolazione dalle aree da cui avvengono i lanci. Il primo ministro ha chiarito che non si tornerà alla situazione precedente al 7 ottobre: Israele non permetterà all'organizzazione terroristica Hamas, né a qualsiasi altra entità presente nella Striscia di Gaza, di tornare a minacciare le nostre comunità e a minare il senso di sicurezza dei nostri cittadini», conclude la nota.
