News
La diretta
Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano: «Non riaprirà fino a quando gli Usa non cambieranno atteggiamento» - Trump ha pubblicato un'immagine dello Stretto con la scritta «nuovo territorio americano» - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
LIVE

09:03
09:03
Pezeshkian: «Volevano il collasso dell'Iran, ma non ci arrenderemo mai»
«L'obiettivo del nemico era il collasso dell'Iran, ma non è accaduto. Chiudono le strade, negoziano con i governi musulmani affinché non facciano accordi con l'Iran per farlo arrendere, ma noi non ci arrenderemo mai», ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
«Capisco che abbiamo molti problemi nella società in questo momento, ma il governo cerca di ridurre l'inflazione e di garantire al popolo un futuro e mezzi di sussistenza dignitosi e orgogliosi», ha dichiarato Pezeshkian in un discorso televisivo pronunciato in occasione della Settimana del governo, citato dall'agenzia iraniana Mehr. Egli ha anche affermato che il governo si «vergogna» dei gravi problemi che affliggono l'economia.
Il presidente ha poi sostenuto che «siamo in una guerra economica, militare e di sicurezza su vasta scala». «Il nemico (gli Stati Uniti) afferma di imporre con facilità le sanzioni più schiaccianti o terrificanti all'Iran, ma noi ci opponiamo a questa guerra impari».
Egli ha anche affermato che Washington, prima della guerra, aveva falsamente previsto che il paese sarebbe crollato sotto l'aggressione statunitense. «Il nemico aveva valutato che se l'Iran fosse caduto, sarebbe diventato come il Venezuela. Non solo non è successo, ma è diventata una potenza che ha stupito il mondo per la sua resistenza, solidarietà e coesione».
Secondo Pezeshkian i nemici dell'Iran sperano di «creare divisione e spaccature nella società attraverso i problemi». «Faremo tutto il possibile per evitare divisioni, spaccature, conflitti ed ego», ha concluso.
08:16
08:16
Iran: «I paesi che aderiscono alle sanzioni USA saranno ritenuti nemici»
«Qualsiasi paese che partecipa all'imposizione di restrizioni economiche» contro l'Iran è «considerato un nemico», ha dichiarato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano.
«Dichiariamo a tutti i paesi che ci circondano e a tutti i paesi del mondo: non unitevi alla guerra economica condotta dagli Stati Uniti», ha affermato Rezaei alla televisione di Stato, dopo che Washington ha annunciato l'intensificazione delle sanzioni economiche volte ad aumentare la pressione su Teheran.
«Non abbiamo ancora attaccato alcun interesse economico americano», e «finora abbiamo preso di mira solo basi militari, ma se vogliono imporci sanzioni economiche, gli Stati Uniti possiedono petrolio e imprese economiche in Iran e altrove, e le colpiremo», ha continuato Rezaei. Se il presidente americano Donald Trump «intraprenderà azioni (contro di noi), il nostro scontro sarà come un terremoto», ha ancora minacciato.
Egli ha anche affermato che lo Stretto di Hormuz «è chiuso e non riaprirà fino a quando gli USA non cambieranno atteggiamento e rispetteranno i loro impegni». «Devono prima compiere azioni concrete», ha aggiunto citato dall'agenzia IRNA.
08:05
08:05
Il punto alle 8
Il presidente Donald Trump ieri è tornato a definire lo Stretto di Hormuz «un territorio americano» dopo le rivelazioni di stampa sulla presenza di un dispositivo militare statunitense per far transitare le petroliere nel canale meridionale, anche se Teheran insiste nelle sue capacità di controllo e annuncia un rafforzamento dell'arsenale militare.
Il tutto avviene a pochi giorni dalla scadenza, senza esito, del periodo negoziale di 60 giorni fissato a giugno dal memorandum di intesa siglato tra Washington e Teheran, che prevedeva anche la riapertura dello stretto.
Lo stretto di Hormuz «è chiuso e non riaprirà fino a quando gli Usa non cambieranno atteggiamento e rispetteranno i loro impegni»: è quanto dichiarato da Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ripreso dall'Irna. «Devono prima compiere azioni concrete», ha aggiunto in riferimento agli Usa.
