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Biden ci ripensa: «Discuterò con Zelensky l'invio di nuove armi»

Proprio ieri, il presidente americano aveva risposto con un secco «no» alla domanda se avesse intenzione di inviare caccia F-16 alle forze di Kiev — Il Comitato Olimpico russo: «No alle restrizioni per i nostri atleti alle Olimpiadi di Parigi» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Biden ci ripensa: «Discuterò con Zelensky l'invio di nuove armi»
Red. Online
31.01.2023 06:22
11:35
11:35
Kiev contro le accuse dell'ONU di «esecuzioni sommarie»

Il Ministero degli Esteri ucraino ha criticato il rapporto di ieri della missione di monitoraggio dei diritti umani dell'ONU che denunciava tra l'altro «l'esecuzione sommaria» di decine di prigionieri di guerra russi da parte delle forze di Kiev.

«Siamo grati alla missione di monitoraggio per il suo lavoro, in particolare per la documentazione delle violazioni internazionali dei diritti umani e del diritto umanitario commesse dalla Federazione Russa nel contesto della sua aggressione armata contro l'Ucraina», si legge in un comunicato, come riporta Ukrinform. Allo stesso tempo, il Ministero ha affermato che è inaccettabile attribuire la responsabilità alla vittima dell'aggressione. «Secondo la Carta delle Nazioni Unite, l'Ucraina ha il diritto all'autodifesa», ha sottolineato il Ministero.

Già ieri, il difensore civico Dmytro Lubinets aveva respinto gli addebiti ed aveva chiesto di «conoscere i fatti e gli argomenti indiscutibili su cui si basano le conclusioni della missione».

23:55
23:55
L'Ucraina si sta preparando a «una grande escalation russa»

L'Ucraina si sta preparando a una grande escalation da parte della Russia, forse anche nelle prossime due o tre settimane. A sostenerlo Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell'Ucraina, in un'intervista a Sky News, aggiungendo che i combattimenti più duri devono ancora arrivare e ha affermato che i prossimi mesi saranno cruciali per decidere il corso della guerra.

Il funzionario ha esortato gli alleati occidentali a inviare più armi, compresi i jet Typhoon della Royal Air Force dal Regno Unito e aerei da combattimento di altri partner. «La Russia si sta preparando alla massima escalation», ha dichiarato Danilov nell'intervista, non escludendo la possibilità che il presidente russo Vladimir Putin tenti un altro attacco da nord, sud ed est, come avvenuto il 24 febbraio 2022, forse proprio in concomitanza con l'anniversario. «Sappiamo che tutto è sul tavolo... Posso dire che non escludiamo nessuno scenario nelle prossime due o tre settimane».

«Abbiamo attraversato un lungo periodo difficile, ma sono consapevole che i combattimenti principali devono ancora arrivare e si svolgeranno quest'anno, entro due o tre mesi. Questi saranno i mesi decisivi della guerra», ha affermato Danilov.

23:54
23:54
«La sconfitta della Russia renderà inevitabile la pace»

«La sconfitta della Russia renderà inevitabile una pace affidabile e duratura». Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso quotidiano citato da Ukrinform.

«Le nostre forze di difesa e sicurezza, le autorità statali dell'Ucraina, i nostri partner, tutti insieme dirigiamo i nostri sforzi in modo che la Russia non solo non riesca a fare riconquiste sul campo di battaglia, ma anche che l'occupante perda la sua ultima speranza di aggressione nei suoi tentativi di vendetta», ha dichiarato il leader ucraino.

19:22
19:22
Il primo ministro ucraino conferma: «Vertice con l'UE venerdì a Kiev»

Il primo ministro ucraino Denys Shmygal ha confermato che venerdì si terrà a Kiev un vertice Ucraina-Unione europea, il giorno dopo le «consultazioni intergovernative» tra Kiev e la Commissione europea che si svolgeranno «per la prima volta nella nostra storia».

«Il fatto che questo vertice si tenga a Kiev è un segnale forte rivolto sia ai partner sia ai nemici», ha affermato Shmygal in una riunione del governo, affermando «di aspettarsi dal vertice una valutazione provvisoria positiva dei nostri sforzi per l'integrazione europea».

Stando a fonti europee saranno circa una quindicina i commissari europei che si recheranno in Ucraina. La delegazione, guidata da Ursula von der Leyen, avrà una serie di incontri, anche bilaterali, con i membri dell'esecutivo ucraino. La presidente della Commissione, assieme al presidente del Consiglio europeo Charles Michel, vedrà pure il presidente Volodymyr Zelensky.

L'incontro tra i commissari europei e il governo di Kiev e il summit Ue-Ucraina saranno due riunioni differenti. In entrambe sarà ribadito il principio del sostegno di Bruxelles a Kiev finché la Russia non porrà fine alla guerra.

L'obiettivo della prima iniziativa, hanno ancora spiegato fonti europee, «è rafforzare il dialogo e la cooperazione in alcuni settori chiave» che vanno dagli aiuti umanitari all'Ucraina al tema delle sanzioni contro Mosca, fino alla procedura di adesione di Kiev all'Ue.

«Sono stati fatti dei progressi e stiamo finalizzando il primo rapporto» della Commissione, hanno indicato le stesse fonti spiegando come si tratterà di un incontro molto «operativo», nel quale si farà anche il punto sui provvedimenti messi in campo da Kiev nella lotta alla corruzione e nella riforma del comparto giudiziario.

Per la presidente della Commissione si tratterà della quarta visita in Ucraina dall'inizio dell'invasione russa.

19:08
19:08
«Circa 326.000 russi stanno combattendo nel nostro Paese»

Al momento, circa 326.000 soldati russi stanno combattendo in Ucraina. Lo sostiene Kyrylo Budanov, il capo dell'intelligence della difesa ucraina, in un'intervista al «Washington Post» rilanciata da Sky News.

Nell'intervista Budanov ha poi affermato che rimane solo il 9% delle forniture russe di missili Kalibr a lungo raggio.

Per quanto riguarda il rischio di un attacco nucleare se l'Ucraina dovesse liberare la Crimea, Budanov ha affermato che «la Russia è un paese da cui ci si può aspettare molto, ma non una vera e propria idiozia. Effettuare un attacco nucleare risulterà non solo in una sconfitta militare per la Russia, ma anche nel crollo della Russia. E loro lo sanno molto bene», ha sottolineato.

19:07
19:07
«La Russia non rispetta il New Start»

Gli USA accusano la Russia di non rispettare il New Start, l'ultimo trattato per il controllo delle armi atomiche rimasto tra le due superpotenze nucleari.

Rispondendo ad una richiesta del Congresso, il Dipartimento di stato ha incolpato Mosca di aver sospeso le ispezioni e cancellato i colloqui ma non le contesta di aver aumentato le testate nucleari oltre i limiti consentiti.

17:06
17:06
Biden: «Discuterò con Zelensky l'invio di nuove armi»

Il presidente americano Joe Biden ha detto che discuterà con il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky l'invio di nuove armi a Kiev.

«Parleremo», ha risposto Biden ai giornalisti al seguito che gli chiedevano se discuterà con Zelensky delle ultime richieste di armi da parte dell'Ucraina.

Ieri il presidente americano aveva risposto con un secco «no» alla domanda se avesse intenzione di inviare caccia F-16 alle forze di Kiev.

15:43
15:43
«No alle restrizioni per i nostri atleti alle Olimpiadi di Parigi»

Gli atleti russi devono poter partecipare ai Giochi Olimpici senza restrizioni. Lo ha detto oggi il capo del Comitato olimpico russo, mentre il Comitato olimpico internazionale (Cio) starebbe prendendo in considerazione l'idea di organizzare il ritorno degli atleti banditi sotto una bandiera neutrale per le Olimpiadi a Parigi del 2024. Una presa di posizione che ha provocato l'ira dell'Ucraina.

«I russi devono partecipare esattamente alle stesse condizioni di tutti gli altri atleti. Eventuali condizioni e criteri aggiuntivi non sono i benvenuti, in particolare quelli che hanno una componente politica assolutamente inaccettabile per il Movimento olimpico», ha affermato Stanislav Pozdnyakov.

13:21
13:21
Botta e risposta tra Ucraina e Croazia sulla Crimea

Botta e risposta tra i governi ucraino e croato sulla Crimea, territorio annesso da Mosca alla Russia dopo l'invasione del 2014, ma che Kiev non sembra avere alcuna intenzione di lasciare nelle mani del presidente Vladimir Putin.

Il presidente della Croazia, Zoryan Milanovic, aveva dichiarato ieri che la Crimea non entrerà mai a far parte dell'Ucraina. La risposta del governo di Zelensky non si è fatta attendere. «Mi chiedo se Zoran Milanovic sarebbe stato in grado di diventare il presidente del suo Paese con tale retorica negli anni '90, quando la Croazia si batteva per conservare a sua sovranità?», ha scritto questa mattina su Facebook il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko. «I suoi elettori accetterebbero di chiudere un occhio sull'occupazione di parte del territorio del loro Paese? Ne dubito», ha aggiunto. E ha concluso: «Permettetemi di ricordarvi che a causa di un'aggressione esterna, la Croazia avrebbe potuto perdere un terzo delle sue terre. Tuttavia, grazie alla loro eroica lotta, i croati sono stati in grado di proteggere l'indipendenza del proprio Stato».

Ieri Milanovic aveva anche commentato che l'invio di carri armati e altre armi a Kiev «prolunga la guerra», criticando i Paesi occidentali che hanno scelto di consegnare quegli armamenti a Kiev per sostenere gli ucraini contro l'invasione delle forze russe. Secondo Milanovic, è «folle» credere che la Russia possa essere sconfitta in una guerra convenzionale. «Sono contrario all'invio di armi letali lì», aveva sottolineato. «Qual è l'obiettivo? Disintegrazione della Russia, cambio di governo? Si parla anche di fare a pezzi la Russia. Questo è pazzesco», ha aggiunto.

10:49
10:49
Allarme aereo in tutta l'Ucraina

Un allarme aereo è stato dichiarato poco fa in tutte le regioni dell'Ucraina per il pericolo di attacchi missilistici. Il governo consiglia «ai cittadini di mettersi al riparo o di osservare la regola delle 'due mura'».

Il portavoce dell'Aeronautica Militare, Yuriy Ignat, ha dichiarato in diretta sul canale televisivo 24 che la rapida diffusione dell'allarme sul territorio dell'Ucraina indica la minaccia di attacchi missilistici Dagger.

10:18
10:18
Bloccati beni esteri dei cittadini russi per 75 miliardi di franchi

La banca centrale russa ha reso noto che i beni di proprietà di cittadini russi bloccati fuori dai confini nazionali ammontano a 5.700 miliardi di rubli, l'equivalente di oltre 75 miliardi di franchi.

Lo ha reso noto lo stesso istituto centrale, come riporta l'agenzia di stampa della Federazione russa Tass.

Oltre il 20% di questi beni è detenuto da investitori al dettaglio, ha detto la direttrice del Dipartimento per l'intermediazione finanziaria degli investimenti, Olga Shishlyannikova.

«Al 30 novembre, gli asset bloccati (dalle sanzioni occidentali, ndr) avevano un valore di 5.700 miliardi di rubli, di cui poco più del 20% detenuto da investitori al dettaglio», ha affermato.

09:48
09:48
«Mosca punta a nuovo asse di avanzata nel Donetsk»

I comandanti russi mirano probabilmente a sviluppare un nuovo asse di avanzata nel territorio della regione di Donetsk in mano agli ucraini, oltre a distogliere le forze di Kiev dal settore di Bakhmut, fortemente contestato: lo scrive il ministero della Difesa britannico nel suo aggiornamento quotidiano di intelligence sulla situazione nel Paese.

Secondo gli esperti di Londra, esiste la possibilità realistica che la Russia continui a guadagnare terreno a livello locale in questo settore, sottolinea il rapporto pubblicato su Twitter. Tuttavia, è improbabile che Mosca disponga di un numero sufficiente di truppe nell'area per ottenere una svolta significativa dal punto di vista operativo.

Londra ritiene probabile che negli ultimi tre giorni gli sforzi russi si siano concentrati intorno alle città di Pavlivka e Vuhledar, a circa 150 km a sud-ovest di Bakhmut e una sessantina di km a sud-ovest della città di Donetsk.

09:44
09:44
Il ministro della Difesa ucraino vedrà oggi Macron a Parigi

Il ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov incontrerà oggi pomeriggio a Parigi il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri non ha escluso «in linea di principio» la consegna di caccia all'Ucraina. Lo ha annunciato la presidenza francese in un comunicato.

Macron incontrerà anche il presidente della Rada, il parlamento ucraino, Ruslan Stefantchuk, che parlerà all'Assemblea nazionale alle 15.00 e poi mercoledì ai senatori.

Macron riceverà Reznikov «alla fine del pomeriggio», intorno alle 18.30, ha dichiarato l'entourage del capo di Stato. L'obiettivo di questo incontro è «ribadire tutto il suo sostegno all'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione russa e ricordare la disponibilità della Francia a rispondere alle esigenze delle forze armate ucraine», si legge nel comunicato. Anche il Ministro della Difesa francese, Sébastien Lecornu, incontrerà il suo omologo ucraino nel corso della giornata.

09:20
09:20
Ai minimi l'export di gas russo verso l'Europa via Ucraina

Le esportazioni di gas della compagnia russa Gazprom verso l'Europa attraverso l'Ucraina hanno toccato il minimo storico di 951,4 milioni di metri cubi nei primi 30 giorni di gennaio: lo scrive il quotidiano economico russo Vedomosti, citando i dati di Gazprom.

Stando a quanto riportato dal Guardian, che ha citato il quotidiano della Federazione Vedomosti, nella seconda metà del 2022 Gazprom aveva inviato attraverso l'Ucraina tra i 41 e i 43 milioni di metri cubi di gas al giorno. Tuttavia, a partire dal 5 gennaio scorso, i volumi giornalieri sono diminuiti a soli 24,4 milioni di metri cubi spediti giornalmente fino al 19 gennaio.

Vedomosti commenta che il calo è dovuto principalmente alla riduzione della domanda di gas russo in Europa, causata da un inverno insolitamente caldo e ventoso.

08:34
08:34
A Lugansk case maternità trasformate in ospedali campo

La Russia ha trasformato due case di maternità nella città di Lugansk occupata, nell'Ucraina orientale, in ospedali da campo per i suoi soldati feriti: la decisione riduce drasticamente il numero di posti disponibili per partorire. Lo ha reso noto lo Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine nel suo briefing mattutino, come riporta il Kyiv Independent.

Secondo lo Stato Maggiore, le forze russe e le unità filorusse di Lugansk hanno trasformato il reparto maternità dell'ospedale numero 3 e la casa di maternità regionale in ospedali da campo. Ora è possibile partorire solo nel Centro perinatale regionale di Lugansk, «dove c'è una mancanza catastrofica di posti, oltre a rischi e condizioni sfavorevoli per il parto», ha sottolineato lo Stato Maggiore.

06:40
06:40
«Gli USA non forniranno gli F-16 a Kiev»

Sembra tramontare almeno per il momento la prospettiva che l'Ucraina riceva i caccia degli alleati per fronteggiare la Russia. Una frenata significativa è arrivata dagli Stati Uniti: Joe Biden ha chiarito di non voler fornire i suoi F-16 a Kiev.

Sull'invio dei jet il premier polacco Mateusz Morawiecki ha precisato che una decisione sarà presa solamente in «pieno coordinamento» con la NATO, ma sulla stessa lunghezza d'onda di Washington c'è anche Berlino: «È il momento sbagliato» per discuterne, ha detto la portavoce del governo tedesco Christiane Hoffmann, ribadendo le parole del cancelliere Scholz per cui in ogni caso «in gioco non ci sono» aerei da combattimento. Meno categorica è apparsa invece Parigi. Emmanuel Macron non lo ha escluso, sottolineando che ci sono dei «criteri» da rispettare prima di ogni decisione: una «richiesta formulata» ufficialmente dall'Ucraina, che «non vi sia un'escalation», che «non si tocchi il suolo russo» ed infine che «non si arrivi ad indebolire la capacità dell'esercito francese».

Sempre sul fronte degli aiuti militari, dall'Italia invece si fa sempre più concreta la fornitura a Kiev dei sistemi di difesa antiaerea Samp/T: «È probabile che verranno inviati», ha affermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, sottolineando che prima di qualsiasi mossa «verrà informato il Parlamento dal ministro della Difesa Crosetto». Un sostegno, quello italiano, che si concretizzerà proprio con il contributo della Francia, mentre da Parigi è arrivata la conferma di un accordo con Roma per la fabbricazione di altri 700 missili antiaerei Aster. Non per mandarli a Kiev, viene assicurato da fonti italiane, bensì per «aggiornare le difese aeree dei due Paesi».

Contro l'invio di armi a Kiev si è schierata Pechino. Che dopo aver chiesto alla NATO di mettere da parte la sua «mentalità da Guerra Fredda», ha attaccato gli Stati Uniti: «Dovrebbero smettere di inviare armi e raccogliere i frutti della guerra», ha ammonito la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning. Mentre per Mosca il continuo invio di armamenti a Kiev «è una situazione senza uscita che porta ad una significativa escalation», ha avvertito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

L'Occidente tuttavia respinge le accuse e mantiene la sua linea: Francia e Australia hanno raggiunto un accordo per fornire proiettili da 155 mm all'Ucraina, mentre il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ha riferito che i carri armati Challenger arriveranno a Kiev «prima dell'estate, o maggio, probabilmente verso Pasqua». Mentre Joe Biden ha annunciato un suo prossimo viaggio in Polonia.

Se il sostegno militare è chiaro, per Kiev deve esserlo altrettanto quello politico, che passa anche dallo sport. Così il consigliere presidenziale ucraino Mikhaylo Podolyak ha polemizzato con il Comitato olimpico internazionale accusandolo di «promuovere la guerra» non escludendo i russi dalle Olimpiadi di Parigi 2024. «Dichiarazioni diffamatorie», ha risposto il Cio. Mentre si discute, sul terreno si contano i morti all'indomani degli attacchi russi in nove regioni ucraine, per i quali cinque persone sono state uccise e altre 13 sono rimaste ferite. Il Donetsk resta il punto caldo del fronte, e dopo Soledar lo scontro di rivendicazioni tra Kiev e Mosca si è spostato a Vugledar, nuovo epicentro dei combattimenti a 150 km da Bakhmut. I filorussi parlano di avanzamenti vicino alla città, ma Kiev smentisce: «Non abbiamo perso le nostre posizioni».

06:28
06:28
Il punto alle 6.00

Oggi, martedì 31 gennaio, è il 341.esimo giorno dallo scoppio della guerra in Ucraina. Ecco il punto sugli aggiornamenti delle ultime ore.

«Putin minacciò di bombardare il Regno Unito»
Il presidente russo Vladimir Putin minacciò Boris Johnson con un attacco missilistico durante una telefonata «straordinaria» nel periodo precedente all'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca il 24 febbraio scorso: lo ha detto lo stesso ex premier britannico intervistato dalla Bbc per un documentario dal titolo «Putin contro l'Occidente». L'allora primo ministro ha riferito che Putin gli disse che «sarebbe bastato un minuto». È impossibile sapere se la minaccia di Putin fosse genuina, scrive la Bbc. Tuttavia, l'emittente britannica commenta che, visti i precedenti attacchi russi al Regno Unito - l'ultimo dei quali a Salisbury nel 2018 - qualsiasi minaccia da parte del leader russo, per quanto leggera, è probabilmente una minaccia che Johnson non avrebbe avuto altra scelta che prendere sul serio. Prima della minaccia del leader russo, Johnson lo aveva avvertito - durante una «lunghissima» telefonata all'inizio di febbraio 2022 - che la guerra sarebbe stata una «catastrofe totale» e che avrebbe portato a sanzioni occidentali e ad un aumento delle truppe Nato ai confini della Russia. Johnson cercò anche di dissuaderlo dicendogli che l'Ucraina non si sarebbe unita alla Nato «nel prossimo futuro». «A un certo punto mi ha minacciato, dicendo: Boris, non voglio farti del male ma, con un missile, ci vorrebbe solo un minuto. O qualcosa del genere», ha raccontato l'ex premier alla Bbc. «Ma credo che dal tono molto rilassato che aveva, dalla sorta di aria di distacco che sembrava avere, stesse solo giocando con i miei tentativi di convincerlo a negoziare», ha aggiunto commentando che Putin fu «molto informale» durante quella «straordinaria telefonata». Nove giorni dopo la telefonata, l'11 febbraio, il ministro della Difesa britannico Ben Wallace incontrò a Mosca il suo omologo russo, Sergei Shoigu. Il documentario rivela che Wallace ripartì per Londra con l'assicurazione che la Russia non avrebbe invaso l'Ucraina, ma disse che entrambe le parti sapevano che era una bugia.

«Minacce di Putin a Johnson? È una menzogna»
Una «menzogna»: così il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito l'affermazione dell'ex premier britannico Boris Johnson secondo il quale il presidente russo Vladimir Putin avrebbe minacciato durante una telefonata di lanciare missili su Londra.

«Speriamo ancora in un dialogo con l'Europa»
La Russia «non perde le speranze» che in Europa emergano forze politiche interessate ad un dialogo con Mosca. Lo ha detto ieri il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. «Non abbiamo mai abbandonato un dialogo sulla base di uguaglianza con i partner europei né la ricerca di vie per risolvere i problemi della sicurezza», ha sottolineato Lavrov, citato dall'agenzia Ria Novosti, ricordando le proposte sulle garanzie di sicurezza fatte da Mosca nel dicembre del 2021.

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