Bulgari, un marchio nella bufera

Per gli inquirenti la società ha voluto frodare l'erario italiano
Ats
14.03.2013 19:17

MILANO - È uno dei marchi più noti del lusso made in Italy. Gioielli e orologi conosciuti in tutto il mondo come simbolo del glamour e dell'eleganza. Oggi però la famiglia Bulgari è al centro di una vicenda giudiziaria per una presunta evasione fiscale da 3 miliardi di euro. A finire nel registro degli indagati con l'accusa di dichiarazione fraudolenta sono Paolo e Nicola Bulgari (azionisti qualificati e soci storici del gruppo), Francesco Trapani (già rappresentante legale della capogruppo italiana) e Maurizio Valentini, attuale rappresentante legale della capogruppo italiana.Per gli inquirenti, coordinati dai pm della Procura di Roma, i vertici della holding del lusso avrebbero creato, dal 2006, una costellazione di società all'estero in modo da frodare l'erario italiano. Oggi gli uomini della guardia di finanza di Roma hanno proceduto ad un maxisequestro di beni pari a 46 milioni di euro. Sigilli anche ad uno degli storici uffici del gruppo in via Condotti, nel cuore del centro storico di Roma. Tra i beni colpiti dal sequestro figurano anche rapporti bancari, assicurazioni sulla vita e partecipazioni societarie. In base a quanto accertato dalla guardia di finanza la strategia scelta dai vertici della holding era basata sulla riallocazione dei margini mondiali di guadagno del gruppo Bulgari (differenziale tra ricavi e costi delle vendite), tramite controllate estere, in stati diversi dall'Italia e, in particolare, prima in Svizzera, poi in Olanda ed infine in Irlanda.Quest'ultimo Paese era stato individuato come «meta finale» della pianificazione fiscale del gruppo. A tale scopo è stata creata la Bulgari Ireland Ltd (Beire) controllata al 100% dall'italiana Bulgari Spa, con il compito, solo apparente, di immagazzinare, conservare e spedire i prodotti finiti sia verso le società commerciali del gruppo che presso i distributori terzi di tutto il mondo. Ma il gruppo Bulgari, in una nota, precisa che «la società è estremamente sorpresa dalle considerazioni formulate in detto provvedimento e dichiara che le società straniere oggetto di indagine sono imprese reali ed effettive, che ricoprono un incontestabile ruolo strategico per il gruppo, con circa 300 dipendenti di diverso profilo».Il solo flusso di fatturazione è stato modificato, ha accertato la finanza, con la finalità di far apparire falsamente come maturato in Italia il reddito derivante dall'attività, non effettivamente svolta, di compravendita e di distribuzione dei prodotti a marchio Bulgari. In questo modo le società del gruppo hanno omesso di dichiarare in Italia ricavi per quasi tre miliardi di euro nel periodo 2006-2011, nonché una base imponibile Irap di oltre un miliardo e novecento milioni di euro. I dividendi sottratti indebitamente a tassazione nello stesso periodo ammontano invece ad oltre 293 milioni di euro.

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