Clima

Caldo record anche nel mar Mediterraneo, il climatologo: «Cambiate meta in estate»

Temperature aumentate fino a 8 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento che va dal 1991 al 2020 - Il monito di Luca Mercalli: «Non andare al mare d'estate»
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Red. Online
11.08.2026 15:10

Il grande caldo che sta caratterizzando l'estate 2026 si fa sentire anche sulle acque del mar Mediterraneo. Qui, infatti, sono state registrate temperature record. Al largo di San Dragonera, a Maiorca, una boa ha registrato la temperatura di 33,02 gradi, un record assoluto per il mar Mediterraneo. E altrove la situazione non differisce di molto: la rete mareografica nazionale italiana dell’ISPRA ha per esempio misurato 30,5 gradi ad Anzio, 29,4 a Taranto, 29,2 a Carloforte, 29,3 a Trieste. Con aumenti fino a otto gradi rispetto alla media del periodo di riferimento che va dal 1991 al 2020, sono in effetti diverse le aree del mar Mediterraneo che stanno raggiungendo i livelli più alti mai registrati, specialmente in quello occidentale, e lo stesso vale per le coste europee che si affacciano sull’oceano Atlantico, spiega il Post.

Lunedì, d'altro canto, il servizio Copernicus dell’Unione Europea ha annunciato che la temperatura media globale della superficie dei mari e degli oceani nel luglio del 2026 ha raggiunto i 20,96 gradi, superando i 20,89 gradi del record precedente, stabilito nel 2023.

A contribuire alle elevate temperature del Mediterraneo, anche le sue caratteristiche. Lo scambio d’acqua e di calore con l’Atlantico avviene solo attraverso lo stretto di Gibilterra, largo 14 chilometri, quindi l’acqua calda che entra tende ad accumularsi invece di essere ridistribuita dalle correnti globali. Per questa ragione il Mediterraneo tende a scaldarsi più rapidamente rispetto agli altri mari. Il bacino del Mediterraneo è inoltre poco profondo quindi ha più superficie esposta a parità di acqua. Infine, essendo circondato da terre che d’estate superano i 40 gradi, riceve calore anche dai venti che soffiano dalla terraferma.

Non hanno poi aiutato a mantenere le acque fresche i periodi prolungati in cui la temperatura dell'acqua in superficie risulta più alta rispetto alle medie storiche. Le cosiddette ondate di calore marine hanno infatti interessato il 98% del bacino mediterraneo e circa l'80% è stato colpito da ondate di intensità forte, severa o estrema, con gli eventi più persistenti nel Mediterraneo occidentale.

Ciò sta avendo ripercussioni anche su gorgonie e coralli che, come riporta il rapporto del progetto «Mare Caldo» di Greenpeace e dell’Università di Genova, hanno subìto fenomeni di necrosi e sbiancamento.

Un altro dato impressionate è che nel corso del 2025 gli oceani hanno assorbito 23 zettajoule di energia in eccesso, una quantità equivalente all’energia sprigionata da undici bombe atomiche di Hiroshima che esplodono ogni secondo, ogni giorno, per tutto l’anno. E questo numero sta aumentando molto rapidamente, se si considera che nel 2022 erano sette e nel 2020 cinque.

Il monito del climatologo: «Non andate al mare d’estate»

In questo contesto, non sono passate inosservate le parole del climatologo Luca Mercalli che ha detto di «non andare al mare d'estate». L'acqua accumula infatti una grande quantità di calore e lo restituisce lentamente all’ambiente. Per questo, soprattutto lungo le coste, il caldo può continuare anche durante la notte, ostacolando il raffreddamento del corpo e degli edifici. Ecco perché Mercalli, citato dai media italiani, ha detto: «Paradossalmente, sarebbe meglio non andare al mare d’estate, e andarci a maggio e giugno. Se il mare arriva a 30 gradi, le minime nelle zone costiere sono elevatissime».