«Caldo torrido» ai Mondiali, la FIFA corre ai ripari ma vieta le bottigliette d'acqua negli stadi

Manca solo una manciata di giorni all’inizio dei Mondiali di calcio in programma da giovedì 11 giugno a domenica 19 luglio in 16 stadi tra Stati Uniti, Messico e Canada. Tra gli ultimi ritocchi ai preparativi e i primi allenamenti delle nazionali giunte da ogni angolo del mondo, a destare le preoccupazioni tra gli organizzatori c’è sicuramente il «caldo estivo estremo» previsto in diverse delle località in cui si giocheranno le partite. Condizioni che sono giudicate dagli esperti come potenzialmente «pericolose per la salute». Non solo. Secondo gli scienziati che hanno lanciato l’allarme, riportati dall'agenzia AFP e da 20 Minutes, le alte temperature, combinate con un elevato tasso di umidità, creeranno delle condizioni di caldo soffocante «che potrebbero avere effetti su un quarto» delle partite in calendario «e anche sulla finale». Sotto la lente degli scienziati sono finte anche alcune strutture che sarebbero particolarmente a rischio, ovvero gli stadi all’aperto di Miami, Kansas City e New York/New Jersey, proprio dove si giocherà la finale. Il tutto senza contare i disagi per il pubblico che prenderà posto sugli spalti. A tal proposito mercoledì la FIFA ha annunciato una misura (in vigore da martedì) che sta già facendo discutere: ai tifosi non sarà permesso portare all’interno degli stadi le bottigliette d’acqua per «ragioni di sicurezza», queste potranno soltanto essere acquistate una volta dentro le strutture.
Nebulizzatori e aria condizionata
Ma andiamo con ordine e torniamo al grande caldo previsto durante il periodo della Coppa del Mondo. Secondo gli esperti di World Weather Attribution, la situazione attuale è drasticamente peggiorata rispetto alle condizioni climatiche del precedente campionato mondiale disputato Oltreoceano più di 30 anni fa, nel lontano 1994. Nello specifico, il rischio di ondate di calore ora «è raddoppiato» e il segno dei cambiamenti climatici è ormai evidente. Per queste ragioni la FIFA ha deciso di correre ai ripari e di introdurre delle misure contro il grande caldo. In particolare, per alleviare le condizioni dei giocatori in campo, è stata predisposta una «pausa rinfrescante a metà di ogni tempo giocato». Inoltre le panchine a bordo campo saranno dotate di aria condizionata. Per quanto riguarda invece il pubblico e i tifosi che si recano allo stadio, la FIFA sta «collaborando a stretto contatto con ciascun comitato organizzatore della città ospitante e con le autorità locali per le misure di mitigazione del calore». Tra questi figurano sistemi di nebulizzazione, ventilatori, punti di ristoro, tende di raffreddamento e altre strutture dislocate lungo il perimetro delle strutture.
L'acqua in vendita a otto dollari
E veniamo alla questione che più sta facendo discutere nelle ultime ore: quella delle bottigliette d'acqua. Come detto, la FIFA ha da poco annunciato che le bottiglie riutilizzabili non saranno ammesse all'interno delle strutture sportive e questo «per ragioni di sicurezza», almeno stando al «Codice di condotta dello stadio» che recita: «Per evitare qualsiasi ambiguità le bottiglie d'acqua riutilizzabili non sono ammesse all'interno dello stadio». In precedenza, ai tifosi era consentito portare con sé bottiglie di plastica vuote che poi potevano essere riempite alle fontanelle. Una regola che ora è stata cambiata «con l'obiettivo di prevenire rischi e infortuni per giocatori e spettatori», ha spiegato un portavoce di FIFA all'AFP. «L'introduzione di bottiglie dall'esterno è già vietata in molti di questi impianti per motivi di sicurezza e la FIFA sta estendendo questa misura a tutti gli stadi del torneo». Sarà unicamente possibile acquistare le bottigliette d'acqua all'interno degli stadi dove, con ogni probabilità, saranno vendute a un prezzo tra i 6 e gli 8 dollari l'una. A tal proposito, la FIFA ha sottolineato che «all'interno del perimetro dello stadio, il prezzo dell'acqua in bottiglia rimarrà invariato rispetto a quello degli altri eventi che si tengono in ciascuna struttura».

