La tavola rotonda

Cambiamento climatico: «Ogni decimo di grado conta», ma i Comuni sono vittime della «ricorsite»

Norman Gobbi esorta a «sconfiggere il drago», ma i municipali evidenziano limiti e problemi durante il confronto sulle sfide del futuro
©Chiara Zocchetti
Matteo Generali
23.04.2026 22:06

«Sconfiggere il drago». Questo il monito, prendendo spunto dalla leggenda San Giorgio, con cui Norman Gobbi ha invitato i Comuni ad affrontare le sfide del futuro. Su tutte, quella al cambiamento climatico, argomento cardine della tavola rotonda che ha concluso il settimo simposio Cantone-Comuni organizzato oggi alla Scuola cantonale di Commercio di Bellinzona.

Una frase, quella del consigliere di Stato e direttore del dipartimento delle Istituzioni, che si può riassumere con il motto scelto da MeteoSvizzera per presentare gli scenari climatici CH2025: «Ogni decimo di grado conta».

In soldoni, ognuno deve giocare il proprio ruolo, pur piccolo che sia. Chi ci sta provando è indubbiamente il Comune di Coldrerio, rappresentato nella tavola rotonda conclusiva del simposio dalla municipale Nara Valsangiacomo (Verdi). Il Comune del Mendrisiotto ha infatti ricevuto la certificazione di città dell’energia gold, un attestato di stima che riconosce gli sforzi in materia. Valsangiacomo ha spiegato che pure nei piccoli interventi è possibile agire nella direzione giusta. Coldrerio, ad esempio, ha mappato le sue «isole di calore» per agire in futuro in modo coerente.

Più scettico verso le reali possibilità di azione dei Comuni, non certo per mancanza di volontà, è stato invece Mattia Lepori (Il Centro), municipale di Bellinzona, il quale ha messo in evidenza come le decisioni in materia di programmazione urbanistica, soprattutto quelle più importanti, sono ostacolate da una burocrazia soffocante. Riferendosi ai due comparti delle ex Officine e delle ex Ferriere di Giubiasco, Lepori ha sottolineato non soltanto la lunghezza delle procedure di legge, ma anche tutti gli ostacoli legati alla «ricorsite», così l’ha definita: «Per vedere un progetto realizzato sono necessarie interminabili attese a causa dei ricorsi dei privati; forse, bisognerebbe snellire il processo. Anche perché se un lavoro inizia 10 o 15 anni dopo la progettazione, è probabile che non sia nemmeno più attuale». Lepori ha fatto un accenno anche alle isole di calore, portando l’esempio di Piazza del Sole.

«Dal momento che la piantumazione è impossibile, abbiamo provato a creare oasi di ombra con tavoli, sedie, piante in vaso». Insomma, progettazione. Un concetto ripreso anche da Cristian Scapozza, professore di Geomorfologia applicata alla SUPSI: «Non solo nei centri urbani, ma anche sui pendii alpini è necessario pensare con la mente rivolta al futuro; bisogna fare “futurologia”. Problemi che adesso sono all’ordine del giorno, tra 50 anni potrebbero cambiare, essere radicalmente opposti o peggiorati».

L’importanza dell’informazione

Fondamentale, va da sé, anche l’informazione. Sì, perché a cambiare, in questi anni, non è stato solamente l’ambiente, ma anche la comunicazione.

In questo senso, Ivan Vanolli, responsabile servizio informazione e comunicazione del Consiglio di Stato, si è detto preoccupato sulla scarsa attenzione che viene rivolta ai media istituzionali e tradizionali. «A oggi, metà della popolazione ticinese non si informa. E, forse, quando legge le notizie lo fa attraverso media che possono storcere il messaggio governativo. Oltre a questo, uno dei nostri compiti èsemplificare i messaggi affinché siano compresi da più persone possibili».

Per questo motivo, ha ricordato ancora Vanolli, è fondamentale «implementare la multicanalità; in sostanza, essere presenti su quante più piattaforme e dispositivi possibili».