Campi, palestre e piscine, «vicini al punto di svolta»

Una constatazione e tre priorità. Sono i punti fermi che tracciano la via da seguire dell’Ente Regionale dello Sport del Mendrisiotto e Basso Ceresio (ERSPO). La strada da percorrere è ancora lunga, ed è impegnativa, ma il traguardo è stimolante e gli addetti ai lavori sono sempre molto motivati. «L’infrastruttura quando è di qualità e fruibile anche dal pubblico funziona – esordisce il direttore dell’Ente Gabriele Ponti, svelando subito la constatazione –. Si guardi ad esempio al nuovo skate park di Mendrisio, o al campetto sintetico di Castel San Pietro, che sono utilizzatissimi».
Un pallone grande
Per avere infrastrutture di qualità – vale a dire in numero adeguato, funzionali e moderne – bisogna superare un grande ostacolo, sottolinea il nostro interlocutore, o meglio colmare una lacuna: riattivare la progettualità che nel recente passato è un po’ mancata nel Distretto. Una carenza che ha portato allo stato attuale delle cose, si legga delle infrastrutture. Di quelle che ci sono, molte sentono il peso degli anni e necessitano di lavori, altre invece proprio non esistono. «Al momento della loro realizzazione le varie strutture erano adeguate e moderne, il problema trasversale – spiega a tale riguardo Ponti – è che non c’è stata negli anni un’analisi delle infrastrutture, della vita residua e della possibilità di avere un ricambio».
Da lì l’emergere di tre priorità, a cui l’ERSPO (che ha un ruolo di coordinamento a livello regionale) sta dedicando buona parte delle proprie energie. La prima è legata all’acqua: «Dare continuità all’attività natatoria». Sì, perché l’obiettivo è la piscina coperta regionale che dovrebbe sorgere nel comparto del nuovo liceo di Mendrisio. Ma l’orizzonte temporale è piuttosto ampio (si parla del 2038) e in attesa di quel momento occorre una struttura che accolga chi pratica sport acquatici. «Deve essere il pallone di Chiasso, le altre possibilità sono state escluse». Ma il tendone che copre la vasca chiassese è al suo ultimo anno di vita e ne serve uno nuovo. «Siamo al lavoro con l’Ufficio tecnico di Chiasso per definire i dettagli dell’acquisto, che dovrà passare da un messaggio municipale, coinvolgendo anche i Comuni della regione per un sostegno finanziario». Nel frattempo l’Ente lavora anche alla seconda fase dello studio sulla futura piscina di Mendrisio (dopo uno studio di fattibilità): «L’obiettivo è che quello che sarà creato abbia più contenuti, quindi multiservizi, per rispondere a richieste regionali».
E tanti più piccoli
La seconda priorità riguarda il pallone. Non quello che in inverno copre la piscina di Chiasso, ma quello da calcio. Lo studio strategico sulle strutture sportive del Mendrisiotto che è stato ultimato da poco (ci torneremo in seguito, ndr) stabilisce che la regione abbia bisogno di 4 campi da calcio sintetici. Tre sono già stati progettati, uno a Stabio e due a Morbio Inferiore. «La loro realizzazione è prioritaria. La loro utilizzazione ci permetterà infatti di capire come la nuova offerta farà reagire la domanda». Tradotto: magari ci si renderà conto che 3 campi sintetici bastano, «o magari ci accorgeremo che ne servono di più, ad esempio perché nel frattempo ci saranno più squadre, magari perché il calcio femminile aumenterà i propri numeri». È per questo motivo che lo studio strategico è definito «un documento in continua evoluzione».
Un calendario del maltempo
La terza priorità è anche il primo obiettivo che si era prefissato l’Ente costituitosi a fine 2021: la raccolta dei dati di utilizzo di tutte le infrastrutture sportive tramite una piattaforma ad hoc disponibile online. Può sembrare un aspetto di dettaglio, ma in realtà da questo lavoro dipende molto del futuro sportivo del Mendrisiotto. «La raccolta dei dati ci consentirà l’ottimizzazione degli spazi, così come quella finanziaria. Basti pensare che la stessa piattaforma che abbiamo è stata usata per organizzare l’utilizzo di cinque palestre delle scuole cantonali di Bellinzona, permettendo a tre società in più di allenarsi, senza togliere a nessuno ore di allenamento. Immaginate cosa si potrebbe fare a livello di Mendrisiotto». L’obiettivo in questo ambito è di raccogliere il prima possibile tutti i dati che mancano, per proseguire con i passi (e obiettivi) successivi. Tra i quali c’è a titolo di esempio la creazione di un calendario del maltempo per i campi da calcio. «Con l’entrata in funzione dei campi sintetici di Stabio e Morbio vogliamo mettere a disposizione un calendario che assicuri lo svolgimento delle partite anche quando piove e i campi tradizionali sono impraticabili».

