«Cari consiglieri federali, vogliamo subito l'A2-A13»

La pazienza dei due poli sopracenerini e dei tre Comuni del Piano di Magadino coinvolti nel progetto si sta esaurendo. E come preannunciato dalla sindaca Simona Zinniker, il Municipio di Sant’Antonino ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Confederazione Guy Parmelin, così come ai suoi colleghi di Governo. Una lettera tanto misurata quanto ferma, sottoscritta anche dagli Esecutivi di Locarno, Bellinzona, Cadenazzo e Gambarogno, nella quale lamentano la decisione di declassare il progetto di collegamento autostradale A2-A13 all’orizzonte realizzativo 2055. Progetto che inizialmente era previsto per il 2040 e già rimandato una prima volta al 2045. Quest’ultima, sostengono gli Esecutivi dei cinque Comuni, deve rimanere la data prevista per la realizzazione del collegamento veloce tra Bellinzona e Locarno.
Tra gli otto progetti prioritari
Del resto, il tracciato autostradale lungo 11 chilometri (8 dei quali in galleria) che unirà i due poli del Sopraceneri «lo scorso anno era stato valutato dal Politecnico federale di Zurigo (su vostro mandato) tra gli otto progetti prioritari a livello nazionale dal punto di vista tecnico», si rammenta nella missiva. Tra questi otto progetti figura anche il potenziamento dell’A2 tra Lugano sud e Mendrisio (il cosiddetto PoLuMe), che nelle gerarchie di Berna ha sopravanzato il collegamento A2-A13 per quanto attiene all’orizzonte realizzativo. Il Consiglio federale ha comunque lasciato aperta una porticina: a dipendenza degli esiti della consultazione dei progetti inseriti nella strategia «Trasporti ’45» che il DATEC avvierà il prossimo mese di giugno, Berna non esclude un «arrocco» tra il collegamento veloce Bellinzona-Locarno e il PoLuMe con il primo realizzato con orizzonte temporale 2045 e il secondo rimandato al 2055.
Traffico in costante aumento
Il cambiamento di strategia che ha determinato il posticipo di ulteriori dieci anni della realizzazione del collegamento A2-A13 «ci preoccupa molto, considerato che Locarno è rimasta l’ultima Città di pianura non collegata ad una rete autostradale e le misure di potenziamento del trasporto pubblico implementate non bastano per contrastare il costante aumento di traffico che ricordiamo tocca diverse località con tutte le conseguenze del caso», ribadiscono gli Esecutivi dei cinque Comuni firmatari della lettera inviata al Consiglio federale. Conseguenze che riguardano, in primis, la sicurezza, senza dimenticare inquinamento, disagi alla popolazione e ai pendolari, per non citarne che alcune. Insomma, «uno spostamento di ulteriori 10 anni comprometterebbe gli sforzi fatti fino ad ora ed andrebbe ad incrementare ulteriormente i già elevati costi di realizzazione e di progettazione. Il valore strategico del progetto per la mobilità e lo sviluppo economico regionale sarebbe nuovamente frenato e penalizzato, ammoniscono i firmatari della missiva.
Aperti al dialogo
Restando a disposizione per un eventuale incontro con il Consiglio federale, gli Esecutivi dei cinque Comuni tornano a chiedere «che il progetto venga riposizionato nella priorità con orizzonte realizzativo al 2045 e che l’iter che dovrà portare alla sua realizzazione venga continuato con la necessaria sollecitudine». La lettera inviata a Berna dai cinque Municipi i cui Comuni sono direttamente interessati dall’opera autostradale si aggiunge ad altre prese di posizione in sostegno alla realizzazione del collegamento veloce nei tempi inizialmente previsti. Ultima, in ordine di tempo, quella della Commissione della gestione del Consiglio comunale di Locarno. Nell’invito rivolto al Consiglio di Stato affinché si batta per ribadirne la priorità, i commissari rammentano come l’opera sia «attesa da anni e largamente condivisa dalla popolazione, dagli enti locali e dagli attori economici, a differenza del progetto PoLuMe, che non beneficia di gran lunga dello stesso livello di consenso e presenta tuttora elementi di forte contestazione». Da qui l’appello a sostenere con convinzione questo progetto nelle sedi federali, affinché resti tra le priorità e venga riconosciuto come il progetto ticinese di riferimento con orizzonte realizzativo al 2045».
