Ticino

Caso Zali, i vertici della Lega sapevano della querela nei suoi confronti?

La donna che compare nei noti file audio avrebbe contattato nel 2021 Lorenzo Quadri e Norman Gobbi per esporre la propria versione dei fatti - La vicenda si concluse con un non luogo a procedere
Gabriele Putzu
Red. Online
27.07.2026 13:34

Il caso Zali, che sta tenendo banco in questi giorni, si allarga alla Lega dei Ticinesi? Secondo quanto riferito oggi dalla Rsi, la donna che si sente parlare negli ormai noti file audio pubblicati su Instagram, nel 2021 aveva depositato una querela contro Claudio Zali (in seguito ritirata). Il 9 settembre di quello stesso anno ha quindi inviato una mail al consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri in cui ha esposto la sua versione dei fatti (sostenendo di aver scritto anche all’altro consigliere di Stato del Movimento, Norman Gobbi).

Le reazioni

Nella sua risposta – riferisce sempre la Rsi – il caporedattore del Mattino ha scritto che i fatti da lei denunciati sono «molto gravi» e che la vicenda «andrà accertata» anche con lo stesso Zali. Gobbi, dal canto suo, ha confermato a laRegione di aver ricevuto una segnalazione per presunti comportamenti inappropriati da parte del direttore del DT. Quest’ultimo, sempre secondo Gobbi, avrebbe ricondotto la questione alla sua vita privata, escludendo avvenimenti rilevanti. Inoltre, non sarebbe giunta alcuna comunicazione dall’autorità giudiziaria.

Decreto di non luogo a procedere

Zali, conclude l’emittente di Comano, non si espresse sui fatti di fronte al Procuratore generale, ma si dichiarò pronto a scusarsi dal momento che «non era stata sua intenzione mancare di rispetto» alla donna. Quest’ultima ritirò la querela alcuni giorni dopo e la vicenda si concluse con un non luogo a procedere.

Le origini del caso

Il cosiddetto «caso Zali» che sta dominando in questi giorni le pagine dei giornali ha avuto origine alcuni giorni fa, quando il Corriere del Ticino ha riferito di una pagina social chiamata «sa (… omissis) 1978», che dal 13 luglio vede fissati in pole position due stralci di audio nei quali due persone dialogano. Il contenuto, in alcuni passaggi appare altamente compromettente, con l’uomo che esorta la sua interlocutrice a valutare azioni contrarie alla legge, tra l’altro un esplicito «riempila di botte». Il soggetto al centro di queste parole sembra essere un’altra donna. Sull’autenticità degli audio non può esserci certezza, come pure sull’identità delle persone, anche se a più riprese la donna si rivolge più volte con il nome «tu Claudio» e pure le generalità estese «Claudio Zali». Una vicenda che si somma all'interessamento del direttore del DT al caso del 14enne rimasto per quasi un mese nel carcere giudiziario della Farera e alla mail inviata all’EOC con la richiesta di fare assumere una sua conoscente.

Verso le cantonali

A questa situazione, ieri si è aggiunta una nuova tegola per Zali. Il Mattino della Domenica ha comunicato che, qualora l'Assemblea della Lega dei Ticinesi dovesse decidere di ricandidare il direttore del Dipartimento del territorio alle prossime elezioni cantonali, il domenicale non lo appoggerà. «Si tratta di una scelta sofferta, ma di coerenza, frutto di una valutazione esclusivamente politica e nota al diretto interessato», si legge in un articolo a firma di Antonella Bignasca, editrice del settimanale, la quale precisa che la «recente vicenda personale» del consigliere di Stato «non cambia, semmai rafforza, questa posizione».

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