Il caso

Castello Pedrazzini di Tenero: «Tutela sì, ma di tutta la zona»

Il Cantone dà via libera al vincolo di protezione con la raccomandazione di estenderlo all’intero comparto del maniero – Il Municipio preferirebbe limitare il perimetro al solo edificio seicentesco, in mano a privati, che da decenni è in stato di abbandono
Casa Marcacci-Trevani-Pedrazzini sorge in zona Fraccia, a monte della strada cantonale che attraversa il paese, di fronte alla piazza.
Jona Mantovan
26.03.2026 06:00

Il Consiglio di Stato aveva dato via libera alla protezione a livello cantonale del complesso Casa Marcacci-Trevani-Pedrazzini, più noto con l’appellativo di Castello Pedrazzini. Un edificio seicentesco, di proprietà di privati, che da decenni versa in stato di abbandono e che il Comune vorrebbe veder rilanciato come merita. Nel vincolo - che fra l’altro farebbe «salire di livello» la struttura, già riconosciuta a livello locale - era tuttavia raccomandata l’inclusione di tutta la zona, compresa una serie di terreni che si estendono oltre la costruzione stessa. Una questione sulla quale il Municipio aveva fatto sapere di non trovarsi d’accordo. Ora, dunque, sale l’attesa per capire quale sarà la risposta da Bellinzona e, di conseguenza, il destino del maniero in zona Fraccia, sul lato di via San Gottardo e affacciato sulla piazza del paese, tra la chiesa parrocchiale dei santi Pietro e Vincenzo e il ponte sul fiume Verzasca.

«Una dilatazione eccessiva»

Un passaggio importante, spiega il vicesindaco Renato Gallicciotti al Corriere del Ticino, perché una volta definiti i contorni, gli attuali proprietari - o eventuali futuri acquirenti - potrebbero accedere a contributi destinati al suo restauro. «Ma l’estensione proposta dalla capitale ci è sembrata eccessiva, avrebbe imposto limitazioni edilizie a numerose proprietà che nulla hanno a che vedere con l’oggetto principale».

Il problema più urgente, aggiunge il nostro interlocutore (titolare dei dicasteri Turismo, sport, tempo libero e cultura, nonché Pianificazione e sviluppo territoriale), riguarda il tetto: «Se non viene sistemato, rischia di compromettere l’intero stabile. Come Ente locale ci auguriamo che, una volta chiarito il quadro normativo, si trovi qualcuno disposto a investire nel recupero. Al momento non abbiamo contatti attivi con i proprietari e l’ultimo sopralluogo risale al 2019, insieme ai tecnici cantonali. Sarebbe davvero un peccato perdere questa importante testimonianza».

Un intervento impegnativo

Nel frattempo, dunque, non sono noti progetti in corso. «Spetta ai proprietari presentare eventuali proposte, ma immagino che al momento vorranno capire come si concluderà la procedura. Una volta ottenuto il riconoscimento, avrebbero accesso ai sussidi per il restauro, il che potrebbe facilitare un intervento». Un intervento comunque impegnativo, considerando che l’opera, in stile barocco, è composta da tre ali di due piani da sette locali ciascuno, in parte muniti di soffitti a cassettoni, in parte arcuati.

Un percorso sull’antica cartiera

Scoprire, attraverso un pannello trasparente da guardare dalla giusta angolazione, quanto era grande l’antica cartiera. È questo il «piatto forte» del nuovo percorso didattico appena realizzato nella zona riqualificata a sud della stazione ferroviaria di Tenero. «Ci eravamo resi conto che in molti si chiedevano il significato della ciminiera e della grande macina industriale, tuttora protette dal piano regolatore e che devono essere conservate, parte dell’impianto», illustra il vicesindaco Renato Gallicciotti.

«Il nostro Comune è cresciuto parecchio negli ultimi decenni e non tutti conoscono la storia del luogo. Questo itinerario serve proprio a raccontarla, sia ai residenti sia ai visitatori, ma soprattutto alle nuove generazioni».

Una cornice di riqualificazioni

Il progetto si inserisce in una cornice più ampia che ha coinvolto le vicine scuole, il cui ampliamento si è appena concluso a settembre con un’opera di quasi 15 milioni, e anche il vicino Lido (in fase di sistemazione con altri tre milioni e mezzo) dagli anni Ottanta di proprietà comunale, ma «nato» come club riservato ai dipendenti di quell’attività ormai scomparsa, che aveva però contribuito parecchio alla crescita del territorio. Tornando ai dintorni del centro commerciale, un’importante area è stata chiusa al traffico veicolare per renderla più sicura e fruibile, collegando il tracciato sia alla ciclopista Locarno-Bellinzona, sia alla zona dei campeggi e delle Bolle.

I cartelloni multilingue (in italiano, francese e tedesco), sono collocati in questo particolare luogo ricco di verde e sono in attesa di essere promossi: «Per ora non abbiamo ancora organizzato visite guidate o iniziative specifiche, ma in futuro valuteremo come pubblicizzarlo sia a livello comunale, sia turistico. È probabile che anche le scuole lo utilizzeranno come strumento didattico», conclude Gallicciotti.

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