Sanità

Cent'anni dall'introduzione del sale iodato in Svizzera

Nel 1922, la Confederazione è stata il primo Paese al mondo a ricorrere a questa strategia per proteggere la salute della popolazione – Le autorità sanitarie sono così riuscite a debellare gravi conseguenze come il cretinismo e il gozzo
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Ats
06.10.2022 15:27

Nel 1922 la Svizzera è stata il primo Paese al mondo a introdurre la iodazione del sale per proteggere la salute della popolazione. Grazie a questa strategia, le autorità sanitarie sono riuscite a debellare le gravi conseguenze della carenza di iodio, quali il cretinismo e il gozzo.

Lo iodio è una sostanza naturale e un oligoelemento vitale per la nostra salute: una carenza può avere conseguenze funzionali negative, come deficit neurologici e cognitivi. In Svizzera il suolo e gli alimenti prodotti ne contengono poco, e di conseguenza il suo fabbisogno non può essere soddisfatto naturalmente, spiega una nota odierna dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV).

Il sale iodato rimane la principale fonte nell'alimentazione della popolazione svizzera, soprattutto attraverso cibi trasformati come il pane. Tuttavia, l'uso di sale iodato nella produzione alimentare è facoltativo, motivo per cui è importante continuare a sostenerne il consumo. È una misura a basso costo che si è dimostrata molto efficace nel combattere seri problemi di salute pubblica, sottolinea l'USAV.

In passato, nella confederazione c'erano gravi problemi sanitari per la carenze di iodio: nelle regioni alpine in particolare, fino al 90% dei bambini soffriva di un ingrossamento della tiroide, il cosiddetto gozzo. All'epoca era inoltre diffuso anche il cretinismo, un disturbo della crescita che causa malformazioni irreversibili e disabilità mentali.

In occasione del 100esimo anniversario di questa pratica sanitaria l'USAV e la Commissione fluoro e iodio dell'Accademia svizzera delle scienze mediche (ASSM) oggi organizzano oggi un simposio sull'importanza fisiologica dello iodio, sulla situazione in Svizzera e sulle misure da adottare per garantire un apporto sufficiente di iodio per proteggere la salute della popolazione, anche delle generazioni future.