Messico

Centinaia di sacchi pieni di cadaveri vicino allo stadio di Guadalajara

A poco più di tre mesi dall'inizio dei Mondiali di calcio, sale la preoccupazione anche alla luce delle violenze per l'uccisione di «El Mencho», a capo del cartello di Jalisco – La FIFA: «Piena fiducia nel Paese»
© AP/Marco Ugarte
Red. Online
27.02.2026 22:14

Mancano poco più di tre mesi all’inizio della Coppa del Mondo 2026 (prevista dall’11 giugno al 19 luglio) in Canada, Stati Uniti e Messico. Ed è proprio la situazione in quest’ultimo Stato a destare qualche preoccupazione, soprattutto alla luce dei recentissimi disordini avvenuti a seguito dell’uccisione da parte dell’esercito del boss del narcotraffico «El Mencho» Oseguera, a capo del cartello Jalisco Nueva Generación, la più temuta e violenta organizzazione criminale del Messico. Da inizio settimana, infatti, lo Stato di Jalisco è precipitato nel caos: violenti scontri nelle strade, veicoli dati alle fiamme e diversi morti, tra cui anche dei civili. Un’ondata di violenza che ha anche portato all’interruzione di alcuni voli da e per il Paese e la sospensione delle lezioni scolastiche nelle zone più «calde».

«Cancellare le tracce»

Ma non solo. Centinaia di sacchi mortuari (almeno 500) con all’interno dei resti umani sono stati rinvenuti nelle scorse ore nei pressi dello stadio Akron a Guadalajara, nello Stato di Jalisco, come riportano il quotidiano spagnolo El País e 20 Minutes. Proprio una delle tre città del Messico in cui si disputeranno le partite del Mondiale e uno degli stadi che ospiterà le gare della fase a gironi. A rinvenire fortuitamente i sacchi mortuari sono stati alcuni operai edili, al lavoro in quell'area della città. «A Jalisco le persone vengono fatte sparire senza lasciare traccia. Si vuole impedire che qualcuno lo sappia, si vuole cancellare ogni traccia dei dispersi», ha commentato a proposito del ritrovamento Jaime Aguilar del gruppo di ricerca Guerreros Buscadores de Jalisco.

Altre ombre

Ritrovamento, questo, che va ad aggiungere altre ombre alla situazione già incandescente che si respira nel Paese dove, oltre alla morte del fondatore del cartello Jalisco Nueva Generación, da almeno 20 anni si combatte una vera e propria «guerra della droga» nella quale sono già scomparse oltre 100 mila persone, secondo i dati forniti da Amnesty International. 

La tranquillità della FIFA

A fronte di questa situazione, tuttavia, la FIFA non è parsa particolarmente preoccupata: «Stiamo seguendo da vicino la situazione attuale in Messico», ha spiegato il presidente Gianni Infantino. «In ogni caso abbiamo piena fiducia nel Messico, nella presidente Claudia Sheinbaum e nelle autorità. Siamo convinti che tutto si svolgerà nel modo più tranquillo possibile».


In questo articolo:
Correlati