Il ritratto

Chi è Béatrice Pilloud, la procuratrice che deve far luce sulla tragedia di Crans-Montana?

Entrata in carica nel gennaio del 2024 in un contesto difficile, le critiche nei suoi confronti non hanno tardato ad arrivare
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Red. Online
04.01.2026 12:00

Sulle sue spalle un compito gravoso e delicato: fare luce su quanto accaduto la tragica notte di Capodanno al Constellation di Crans-Montana dove un incendio ha causato 40 morti e 119 feriti. Stiamo parlando della procuratrice generale del Vallese Béatrice Pilloud. Lei (e la sua squadra, beninteso) dovrannno chiarire la dinamica del rogo e le eventuali responsabilità. Su di lei, in questi giorni, sono rivolti gli occhi dell'opinione pubblica, e non solo in Svizzera. Una pressione non indifferente. Ma chi è Béatrice Pilloud? Vediamo di tracciarne un ritratto.

Pilloud, spiega il Blick, è nata nell'alto Vallese ed è cresciuta a Sion. Preferisce parlare francese rispetto al tedesco. Interrogata sulle proprie origini dalla SRF, ha detto che probabilmente è a causa di queste ultime che è un po' testarda e rigida. Rigidità, del resto, che struttura il suo quotidiano. Già, perché la donna si sveglia sempre alle 4.30. «Non c'è niente di meglio per cominciare la giornata che sedersi presto alla propria scrivania», ha raccontato al magazine della Polizia cantonale vallesana. Con suo marito François, ad ogni modo, ha stabilito una regola: non uscire mai di casa prima delle 5.00. Pilloud afferma anche che la sua famiglia è per lei un pilastro fondamentale in quanto le apporta un grande sostegno.

Pilloud, spiega sempre il Blick, è entrata in carica nel gennaio del 2024 in un contesto difficile, tanto che all'epoca il Consiglio della magistratura parlava di «situazione preoccupante». I dipendenti erano infatti insoddisfatti, i tempi di evasione dei dossier lunghi e i casi finivano in prescrizione. Considerato il contesto in cui le era richiesto di lavorare, ha da subito stabilito, si legge sul Walliser Bote, degli obiettivi chiari: facilitare il lavoro dei procuratori, ridurre il carico amministrativo e creare un'atmosfera di lavoro aperta.

Assunta la carica, le critiche non hanno però tardato ad arrivare. Il Ministero pubblico infatti archiviò un dossier riguardante casi di abuso nella Chiesa cattolica in quanto tutti gli atti e le denunce erano finiti in prescrizione o erano stati rivelati troppo tardi. Al momento dell'archiviazione, però, decine di persone erano già state interrogate: ciò sollevò perplessità. Fece molto rumore anche il suicidio della procuratrice Rahel Brühwiler, avvenuto lo scorso ottobre. Sul tavolo di Brühwiler c'erano i due dossier più delicati del cantone. Ora, secondo Le Temps, proprio nella gestione dei due incartamenti Brühwiler era entrata in conflitto con Pilloud: la prima accusava la seconda di essere intervenuta in maniera inammissibile in una procedura per la quale avrebbe dovuto dichiararsi di parte.

In veste professionale non è poi la prima volta che Pilloud si trova confrontata a situazioni drammatiche. Nel 2024 era stata toccata dalla tragedia della Tête Blanche: sei membri della stessa famiglia avevano perso la vita tra i quali uno conosciuto proprio dalla procuratrice.

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