Chiesti 7 anni di galera per «l'artista della truffa»

«Il giorno dopo essere uscito dal carcere austriaco, dove è stato condannato a 5 anni di detenzione, l’imputato è entrato in Svizzera, ha comprato una bottiglia di grappa e ha ricominciato a costruire il suo tessuto di menzogne». Il procuratore pubblico, Nicola Borga ha usato anche queste parole oggi, davanti alla Corte delle assise criminali, riunite per giudicare il 47. enne cittadino austriaco alla sbarra per rispondere alle accuse di ripetuta truffa, ripetuta appropriazione indebita, falsità in certificati, ripetuta infrazione alla Legge federale sugli agenti terapeutici, ripetuta falsità in documenti e ripetuta contravvenzione alla Legge federale sugli stupefacenti. «Un artista della truffa». Così ha definito Borga l’imputato, chiedendo per lui una pena di 7 anni di detenzione e l’espulsione dalla Svizzera per 12 anni. Per il suo correo, un cittadino irlandese di 42 anni, il magistrato ha invece chiesto 27 mesi sospesi per due anni e un’espulsione dal Paese per 7 anni.
Da quando è uscito di prigione in Austria, il 47. enne, ha continuato Borga, «non ha mai avuto introiti legali, ma ha fatto uso della sua intelligenza e della sua arte manipolatoria per truffare persone fisiche e società sia in Svizzera, che all’estero». Avvalendosi per alcuni episodi anche del cittadino irlandese, «che ha un profilo diverso dall’imputato», ma che dopo essere stato anche lui truffato dal 47. enne ha agito in correità con il musicista (ma anche esperto di sicurezza, agente della Drug Enforcement Administration (DEA) e dei servizi segreti austriaci, nonché collaboratore della polizia di Svitto, petroliere e anche medico), pur rifondando il maltolto (cosa che invece il 47. enne non fatto).
Tanti sarebbero stati infatti i cappelli che si è messo in testa il 47.enne, ingannando almeno una dozzina tra società e persone fisiche dal 2022 al 2024 per un buco accertato di circa 25 milioni di franchi, anche se i milioni mossi dalla sua «arte» sono vicini a 50. Tanti, tantissimi soldi che sarebbero andati a rimpinguare il suo stile di vita da finto plurimilionario. Un travestimento portato a termine producendo – a volte in correità con il 42. enne - finti estratti bancari e altrettanto fasulle intestazioni finanziarie, fiscali e immobiliari, chiedendo ad aziende e persone fisiche prestiti, noleggi di auto, aerei ed elicotteri che non poteva permettersi, «raggiungendo ad avere fino a 10 contratti di leasing di auto di lusso, pagandoli con i soldi degli altri», ha sottolineato il procuratore pubblico. Tutto questo grazie alle sue doti, «è affabile, gentile e premuroso – ha continuato Borga – sa farsi volere bene e ha un’intelligenza fuori dal comune: conosce gli aerei, le auto di lusso, ma anche la medicina e la farmacia (tanto da riuscire a ingannare l’ex presidente dei farmacisti zurighesi, facendogli credere di essere un collega per procacciarsi farmaci), riuscendo ad abbindolare persone che non sono sprovvedute, anzi».
La posizione delle difese
Per l’accusa, un vero genio della truffa, insomma. Non così invece per la difesa, rappresentata dall’avvocato, Fabio Käppeli, che ha chiesto una pena di 3 anni e mezzo da scontare (dedotto il carcere già sofferto), un trattamento ambulatoriale e non si è opposta all’espulsione. Per Käppeli le responsabilità del 47. enne sono insomma da appianare, sia per le turbe psichiche del suo assistito, sia perché le vittime raggirate avrebbero dovuto fare più attenzione e controllare meglio. «Sì a una condanna ferma - ha detto l’avvocato - ma umana e orientata a non fare più tornare in aula il mio assistito». Marco Masoni, avvocato del cittadino irlandese, ha invece domandato una pena integralmente sospesa, in quanto il 42. enne ha agito come ha agito a causa di un momento di debolezza. La sentenza è attesa per domani.

