Ci sarà un audit esterno sul clima di lavoro all'interno della Polizia cantonale

Se lo scorso autunno «un audit era prematuro, perché la Polizia cantonale è sana e non ci sono seri problemi», come spiegato dal consigliere di Stato Claudio Zali, responsabile politico della Polizia, replicando a una mozione firmata da Fiorenzo Dadò (Centro) e Natalia Ferrara (Plr), oggi la musica è cambiata. Il Consiglio di Stato nella sua seduta settimanale ha infatti «deciso di affidare a un ente esterno un audit indipendente sul clima di lavoro all’interno della Polizia cantonale, con l’obiettivo di disporre di un’analisi approfondita e oggettiva della situazione», come spiegato in una nota odierna.
La decisione «è conseguente alle discussioni e ai successivi atti parlamentari presentati negli ultimi mesi concernenti le condizioni di lavoro e il funzionamento del Corpo, che hanno portato a concludere per l’opportunità di un esame strutturato e indipendente».
Ecco chi farà l'audit
L’incarico «è stato attribuito alla società Ecoplan AG di Berna, istituto indipendente di ricerca e consulenza con esperienza consolidata nell’analisi delle organizzazioni pubbliche e nel settore della sicurezza. Il mandato prevede un’analisi strutturata e multilivello basata su documenti e dati disponibili, nonché lo svolgimento di colloqui con collaboratori della Polizia cantonale a diversi livelli gerarchici, al fine di valutare il grado di soddisfazione, le condizioni di lavoro e la percezione della gestione interna».
L’audit si concluderà «con una relazione contenente i principali risultati e, se del caso, raccomandazioni operative. La consegna del rapporto è prevista indicativamente entro la fine del 2026».
Con questo mandato, il Consiglio di Stato, viene infine spiegato, «intende disporre di una base conoscitiva solida per orientare eventuali misure volte a rafforzare il buon funzionamento del Corpo e il benessere del personale, nell’ottica di garantire un servizio di sicurezza efficace e di qualità a favore della popolazione».
