Con la canicola aumentano le urgenze cardiache: «Attenzione ai campanelli d'allarme»

La canicola non ha nessuna intenzione di mollare la sua presa sul Ticino. MeteoSvizzera ha infatti deciso venerdì di prolungare la sua allerta (di grado 3, pericolo marcato) fino almeno a mercoledì 19 agosto. Le raccomandazioni riportate sul portale dell'Ufficio federale di meteorologia - bere tanta acqua, non fare sforzi fisici, stare in ambienti freschi e non uscire nelle ore più calde - rischiano di suonare ormai quasi ridondanti alle orecchie della popolazione. Ma si tratta di consigli importanti che, in alcuni casi, possono salvare la vita. A spiegarci i rischi che il calore ha sulla salute e, in particolare, sul cuore è il professor Giovanni Pedrazzini, consulente all'EOC ed ex primario del Servizio di cardiologia dell'Istituto Cardiocentro.
Il cuore ne risente
La prima domanda, forse scontata ma che sorge spontanea, è se la canicola prolungata di questo periodo estivo stia effettivamente portando a un maggior numero di pazienti che presentano problemi cardiaci. «In estate assistiamo a un aumento delle urgenze cardiache ma stabilire un legame diretto e univoco con il caldo è difficile», ci risponde Pedrazzini. «Quella del caldo è una questione molto rilevante e ci sono dati della letteratura scientifica che indicano come, durante le ondate di calore, ci sia di fatto un aumento della mortalità cardiovascolare, ma sono dati difficili da estrapolare perché non ci sono studi in tal senso». Quel che è certo è che a risentirne sono soprattutto le fasce anziane della popolazione, precisa l'esperto. «L’effetto del caldo stesso presenta diversi fattori a cui le persone anziane sono più vulnerabili». Questo per diverse ragioni: «C’è la componente della disidratazione, spesso presente in queste fasce della popolazione, oltre all’abbassamento della pressione che può portare a perdite di conoscenza. Senza considerare l'effetto dei farmaci cardiovascolari. Sono condizioni che spiegano come mai la popolazione anziana risenta di una mortalità cardiovascolare aumentata in seguito alle ondate di caldo».
Diversi fattori insieme
Stabilire un legame causa-effetto diretto, dicevamo, è complicato. Perché in gioco entrano anche altre variabili. «La popolazione estiva che vediamo al Cardiocentro è molto diversa da quella invernale», illustra il cardiologo. «In estate aumentano le urgenze e questo è un dato di fatto. Ma è difficile dire se queste urgenze sono tutte legate al caldo. La popolazione, infatti, aumenta in modo esponenziale per via dei turisti che arrivano in Ticino e noi vediamo un aumento dei casi cardiaci acuti in concomitanza del turismo». I problemi riscontrati al Cardiocentro sono, in primis, «gli abbassamenti di pressione molto forti che possono portare anche a perdite di conoscenza e, più in generale, i malesseri». Problemi che aumentano in concomitanza con il caldo. «In particolare in chi assume già delle medicine per il cuore, anche per insufficienza cardiaca o per ipertensione, si registra un aumento delle ospedalizzazioni. Si suppone inoltre che il caldo abbia anche un effetto negativo sui problemi del ritmo cardiaco, nel senso che può aumentare le aritmie maligne. Ma serve prudenza, come detto, non tutto quello che vediamo noi cardiologi può essere considerato una diretta conseguenza del caldo».
I casi aumentano
Rispetto agli anni passati c'è stato un aumento dei disturbi cardiovascolari in concomitanza con il caldo? «Ritengo di sì, anche se pure in questo caso non disponiamo di dati alla mano. Ho comunque la percezione che i ricoveri legati al caldo nella popolazione anziana siamo aumentati. In particolare, per quanto concerne i malesseri, le sincopi e le perdite di conoscenza», rileva Pedrazzini. «Penso che, se guardiamo agli ultimi 10 anni, ci sia stato un aumento di casi di problemi cardiaci, soprattutto visto il lungo perdurare di questo caldo. Un tempo la canicola durava di meno, ora dura il doppio del tempo». Condizioni prolungate ed estreme. «Anche perché il caldo è un problema complesso: non c’è solo la temperatura a cui dobbiamo pensare», spiega il cardiologo. «Ad aumentare sono infatti anche l’inquinamento e altri fattori dannosi per la salute e per il cuore».
Consigli e regole
Quindi, cosa occorre fare a fronte di ondate di canicola così forti e prolungate? «Una regola base, che vale anche e soprattutto per i giovani, che hanno una maggiore resistenza fisica e attenzione all'idratazione, è quella di non fare sport durante le ore calde. E questo non è un semplice consiglio, deve valere proprio come regola. Queste temperature portano un contesto metabolico diverso e un’importante sudorazione che può scatenare dei disturbi anche a livello cardiovascolare. Si tratta di un rischio reale». Per le fasce della popolazione più anziana la cosa più importante - sottolinea il nostro interlocutore - è mantenere sempre un’adeguata idratazione e non uscire durante le ore più calde. Ma i consigli Pedrazzini li vuole dare anche ai suoi colleghi medici: «Abbiate un occhio attento sui pazienti anziani e, nel caso, riducete il dosaggio dei medicamenti cardiaci, adeguate il trattamento per evitare cadute di pressione durante il periodo estivo. È molto importante rivedere i trattamenti perché con le temperature elevate la reazione fisiologica ai farmaci è diversa».
Campanelli d'allarme
Anche se il caldo sembra agire in modo «silenzioso» sulla nostra salute, ci sono dei campanelli d’allarme a cui fare attenzione, spiega l'esperto: «In particolare quando notiamo affaticamento nelle persone anziane, quando ci dicono di sentirsi sfinite. Questa stanchezza non è banale, anzi, è un segnale da prendere molto sul serio. Non è semplicemente un calo delle energie. Bisogna subito controllare i parametri della pressione per vedere se non è troppo bassa e va controllato anche il livello di idratazione. Per l’infarto, naturalmente, non esistono segnali precursori ma bisogna prestare attenzione alle persone che vivono un peggioramento del loro stato di salute, se mostrano stanchezza e apatia».
L'acqua diventa pericolosa
Un’altra cosa a cui fare molta attenzione, parlando di cuore, sono gli sbalzi termici, aggiunge Pedrazzini: «Il caso più comune è il tuffo in acque fredde quando si è accaldati». Un comportamento decisamente a rischio. «Quando sale la temperatura dell’aria, anche l’acqua diventa pericolosa. Purtroppo, vediamo tanti annegamenti a causa dello sbalzo termico». E anche in questo caso c’entra il cuore. «L’impatto istantaneo con l’acqua fredda può portare all'abbassamento estremo del ritmo cardiaco (bradicardia) che può causare perdite di conoscenza. Solo che quando queste avvengono sott’acqua l’annegamento è praticamente certo. Perciò raccomando di non saltare mai in acqua da un’imbarcazione o dalle rocce. Sono regole molto semplici, ma fanno la differenza».



