Paradiso

«Con la Vedeggio-Cassarate c'è meno traffico in entrata alla porta di Lugano Sud»

Il sindaco del Comune, Ettore Vismara a tutto tondo sulla mobilità, da quella privata a quella indotta dalla città di Lugano
© CdT/Chiara Zocchetti
Andrea Bertagni
Andrea Bertagni
30.08.2025 06:00

Come Massagno anche Paradiso subisce il traffico parassitario di Lugano. Un problema a cui non sembra esserci soluzione. Anche se «l’apertura della galleria Vedeggio-Cassarate - spiega il sindaco Ettore Vismara - ha molto migliorato la situazione in particolare diminuendo il traffico in entrata dalla porta di Lugano Sud».

Galleria a parte, il problema rimane, però.
«Sì, purtroppo conosciamo la situazione del traffico e del piano viario di Lugano che non ha ancora risolto a soddisfazione questa importante tematica. Infatti, a causa della posizione strategica del nostro Comune, ai margini della Città, Paradiso è direttamente toccata dal traffico di attraversamento che interessa l’intera area urbana e determina certamente un effetto molesto, in particolare negli orari di penetrazione del traffico».

Quindi a Paradiso cosa è stato fatto cosa verrà fatto ancora per migliorare la situazione del traffico?
«Sono stati effettuati interventi segnaletici all’entrata del Comune per il traffico dall’autostrada diretto alla stazione, con limitazioni orarie di accesso e puntuali controlli di polizia per evitare detto traffico parassitario soprattutto su Via Geretta e Viale San Salvatore».

E poi?
«In seguito sono state istituite delle zone a traffico moderato di 30 km/h su tutto il territorio (arterie comunali) e stiamo valutando un altro possibile miglioramento, con un intervento su Riva Paradiso, per il traffico proveniente dalla litorale».

Senza contare il nuovo autosilo.
La prossima realizzazione di un nuovo autosilo da 200 posti auto nelle adiacenze della piscina Conca d’Oro ha anche l’obiettivo di promuovere una diversa mobilità per chi lavora a Lugano. Parallelamente, il Comune ha investito nella mobilità dolce, realizzando nuovi percorsi pedonali ed incentivato, con contributi mirati, l’uso delle biciclette elettriche oltre ad aver promosso progetti di riqualificazione urbana per migliorare la vivibilità».

Vivibilità da raggiungere anche attraverso la riorganizzazione del lungolago messa in cantiere?
«La scelta di riqualificare il lungolago nasce dalla volontà di restituire questo spazio ai cittadini e ai visitatori, riducendo l’impatto del traffico e valorizzando il contesto paesaggistico. L’obiettivo è creare una passeggiata attrattiva, arricchita da belle aree verdi, spazi per eventi e percorsi dedicati a pedoni e ciclisti, in continuità con Lugano ma con una nostra identità propria comunale».

La mobilità lenta dovrebbe avere la precedenza: permette un'ampia libertà di movimento per raggiungere tutte le zone di destinazione con idonei e rapidi tempi di percorrenza

A che punto è il progetto?
È in fase di realizzazione con esecuzione a tappe: alcune prime trasformazioni sono già state realizzate ed altre attese nei prossimi anni, mentre il completamento avverrà a medio termine».

Come dovrebbe essere risolto, a suo giudizio, il problema del traffico a Lugano, che inevitabilmente si ripercuote anche sui Comuni vicini?
«Si tratta essenzialmente di un problema di competenza della Città e quindi non voglio esprimermi anche se penso che si possa valutare la fattibilità per interventi puntuali, come penso la Città stia già facendo, taluni in via sperimentale. D’altra parte però sappiamo che l’entrata dalla porta Sud avviene tramite il lungolago e l’uscita autostradale senza molte alternative».

Trasporto pubblico, mobilità privata e mobilità lenta (biciclette e pedoni). Quale mobilità dovrebbe avere la precedenza dal suo punto di vista?
«Sicuramente la mobilità lenta in quanto permette un’ampia libertà di movimento per raggiungere tutte le zone di destinazione con idonei e rapidi tempi di percorrenza (salvo in caso di cattivo tempo) nonché costi limitati e tenuto conto dell’interessante novità delle biciclette elettriche per le quali il nostro Comune permette di ottenere importanti contributi in riduzione del prezzo di acquisto».

Qual è il suo parere sulle zone 30 all'ora? In che misura possono essere utili?
«In un Comune dal piccolo territorio come Paradiso, tenuto conto del costante aumento del traffico, le zone 30 km/h sono una buona soluzione che evita incidenti, riduce il rumore e tutela maggiormente pedoni e ciclisti, ma ripeto, per Paradiso che ha un’esigua superficie di territorio».

In una precedente intervista sul tema, il sindaco di Lugano, Michele Foletti ha affermato che abbiamo tutti sottovalutato l’aumento della mobilità privata. È d’accordo?
«È vero negli ultimi anni la crescita della mobilità privata è stata superiore alle previsioni, spinta anche da nuove abitudini lavorative e sociali. Purtroppo l’incremento della mobilità privata è aumentato in modo costante e veloce e gli interventi per farne fronte, in un territorio come il nostro dalla superficie limitata e in parte complicata per la sua conformità, non hanno sfortunatamente tenuto il passo. Quale concreto esempio dell’incidenza del fattore territorio nella mobilità privata, si vedano le manifeste differenze tra lo stretto territorio nel Basso Mendrisiotto e quello vasto dopo la dogana, già solo di Como e Varese per intenderci».

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